“Elizabeth” di Ken Greenhall: Una Lolita gotica tra magia e seduzione

In “Elizabeth”, Ken Greenhall dipinge un ritratto inquietante e disturbante di una quattordicenne tutt’altro che innocente. Elizabeth Cuttner non è una ragazza come le altre. Il suo sguardo affilato sul mondo e sulle persone che la circondano la rende una figura pericolosa e affascinante al tempo stesso. Fin dalle prime pagine, si avverte che dietro il suo comportamento freddo e distaccato si nasconde qualcosa di molto più oscuro: la sua mancanza di illusioni sul mondo e su sé stessa, che la porta a vedere con compiaciuta esattezza ogni dettaglio raccapricciante delle persone intorno a lei. Una freddezza che lascia presagire la sua capacità di esercitare un controllo spietato sugli altri.

La dimora gotica:

Dopo la morte dei genitori, un evento che potrebbe non essere del tutto casuale, Elizabeth viene accolta nella vecchia dimora paterna, una casa antica nel cuore di una Manhattan dallo spirito gotico. Gli edifici in rovina e le architetture imponenti si trasformano in un contesto carico di simbolismi e presagi. Questo scenario conferisce alla narrazione un’atmosfera decadente, dove l’elemento soprannaturale si mescola con i desideri più torbidi e inconfessabili. In questa dimora, tra le ombre del porto in disarmo e i segreti sepolti tra le mura, si consumano relazioni perverse, non esplicitamente descritte ma intensamente perturbanti, come quella tra Elizabeth e lo zio James, segnata da sadismo e una forma contorta di attrazione.

Un’eredità di streghe e poteri occulti

L’aspetto più intrigante del romanzo è l’eredità magica di Elizabeth. Discendente di una lunga stirpe di streghe, la giovane possiede strumenti magici antichi come specchi, gatti, serpenti e incantesimi, che le permettono di esercitare un controllo sottile e spietato sugli eventi che la circondano. Non è solo una manipolatrice nel mondo fisico, ma anche nel mondo esoterico. Le apparizioni della sua antenata le forniscono una guida, rivelandole i segreti delle arti magiche che Elizabeth utilizza con calcolata freddezza per raggiungere i propri obiettivi. La magia, qui, è parte integrante della sua identità e del suo potere.

Elizabeth: Una Lolita del gotico moderno

La figura di Elizabeth può essere accostata a quella di una “Lolita gotica”. Tuttavia, non è semplicemente una giovane seduttrice, ma un personaggio complesso, cerebrale, dotato di una raggelante sensualità che la rende tanto affascinante quanto pericolosa. La sua prosa, allucinata e tagliente, costruisce un personaggio straordinariamente verosimile, che si muove tra una fredda razionalità e un mondo onirico e violento. Elizabeth è una creatura che non si lascia limitare dalle regole sociali, e la sua ambiguità morale la rende un personaggio magnetico e destabilizzante.

Un romanzo di torbida bellezza

Elizabeth di Ken Greenhall non è solo un romanzo gotico, ma un’esplorazione di temi come il potere, il desiderio, e la perversione, incorniciati in un contesto che mescola l’orrore psicologico con la narrativa esoterica. Il fascino del libro risiede proprio nella sua capacità di fondere una narrazione lucida e razionale con elementi magici e surreali. La sua protagonista incarna la forza distruttrice e creatrice della magia, ma anche l’inquietudine di una mente brillante e perversa, in bilico tra l’adolescenza e un potere oscuro e inarrestabile.

Adelphi, con la sua scelta editoriale, offre ai lettori italiani una perla dimenticata della letteratura gotica moderna, portando alla luce un’opera che affascina, disturba e invita a riflettere sulla natura umana e sul lato più oscuro della femminilità.

A cura di: Ale_opinionerd

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