Un lago, una ragazza scomparsa, una donna infelice della sua vita e un inquietante mistero da svelare: questi gli elementi che compongono la storia di L’orfanotrofio sul lago, il nuovissimo thriller psicologico di Daniel G. Miller, in uscita oggi 1 ottobre, edito Newton Compton. Una lettura piacevole e ricca di colpi di scena, in cui “Nessun segreto può rimanere sepolto per sempre“…
Trama
Hazel sente il bisogno di una svolta nella sua esistenza. Ha trent’anni, è single e la sua agenzia investigativa stenta a decollare. La fortuna sembra finalmente girare quando Madeline Hemsley, una donna ricca quanto misteriosa, si presenta a Hazel con un’offerta troppo allettante per poterla rifiutare: una ragazza è scomparsa dall’orfanotrofio in cui viveva e Madeline vuole che lei la trovi. Inizialmente sembra un normale caso di fuga, ma mentre Hazel procede con le indagini, incappa in indizi che fanno sospettare una verità ben più oscura: macchie di sangue inspiegabili, simboli criptici, figure sinistre che cominciano a seguire ogni sua mossa. Più scava, più si rende conto che quell’orfanotrofio cela segreti terrificanti. E anche Madeline sembra nascondere qualcosa…
Hazel: una figura controversa
Miller ci teletrasporta nella vita di Hazel Cho, una figura controversa, non sempre facile da decifrare. Hazel è un’investigatrice privata, o meglio, ciò che ci si avvicina. Infatti la sua agenzia non va proprio a gonfie vele e lei non è più tanto convinta di aver fatto le scelte giuste nella vita. Non ha una relazione stabile, il suo lavoro dei sogni non è poi così tanto ripagante, non si sente più bella e, soprattutto, è al verde. La svolta arriva con il caso di Mia, che potrebbe veramente cambiarle la vita. Hazel si butta allora a capofitto nell’indagine, ignorando i pericoli e le avversità, dimostrandosi una donna forte e coraggiosa. Allo stesso tempo però non riesce ad abbandonare la corazza che si è costruita attorno: continua a non sentirsi all’altezza. Questo aggiungerà lati di vulnerabilità e sensibilità al suo personaggio, spingendo il lettore ad empatizzare con lei. Anche il suo passato nasconde un doloroso segreto, e forse è proprio quello a darle la forza di andare avanti. Nonostante la complessità e gli argomenti sempre più difficili trattati dalla storia, Hazel ci regala anche diversi momenti ricchi di umorismo.
Insomma, una figura all’apparenza semplice, ma che nasconde un carattere complesso, dalle mille sfaccettature.

Lo stile di scrittura
Miller utilizza una scrittura diretta e descrittiva e la storia ci viene raccontata in prima persona dalla stessa Hazel. La trama è ricca di colpi di scena e suspense che tengono il lettore incollato al libro, per cercare di capire come andrà a finire. Ciò che abbiamo sicuramente apprezzato è il fatto che il finale non sia così scontato: tutti potrebbero essere colpevoli e solo alla fine tutti i nodi si sciolgono e si scopre la verità.
In L’orfanotrofio sul lago, Miller affronta diversi argomenti forti: la violenza, il rapimento, la morte, l’insicurezza in sé stessi e anche una buona dose di femminismo, con Hazel che rifiuta gli stereotipi di genere e va avanti con il suo pericoloso lavoro.
Nonostante il finale sia sicuramente sorprendente, lascia aperte diverse domande sul caso, lasciandoci un po’ soddisfatti a metà.
Avremo inoltre voluto vedere un maggior sviluppo nel personaggio di Hazel, ma forse questo arriverà più avanti. Infatti L’orfanotrofio sul lago avrà un seguito: La lettera rossa, previsto per il 2025. Torneremo a seguire le vicende di Hazel per scoprire se il suo personaggio ha finalmente avuto la svolta che tanto desiderava e per seguirla nella sua prossima indagine.

L’autore: Daniel G. Miller
Daniel G. Miller è un autore bestseller di thriller che ha ottenuto successo grazie al romanzo The Tree of Knowledge, il primo libro della trilogia omonima completata da Of Good & Evil e The Tree of Life, una serie avvincente che ruota attorno alla storia di Albert Puddles, un professore di matematica coinvolto in un’indagine per omicidio.
Miller si descrive come uno scrittore a tempo pieno, ma nei momenti di pausa dalla scrittura ama viaggiare con la moglie Lexi, guardare le partite di basket dell’NBA e soprattutto contemplare i vari “what-if” del mondo.

