“Vorrei che tu fossi qui” un nuovo libro che vi farà piangere

L’1 ottobre è uscito in libreria “Vorrei che tu fossi qui” di Dustin Thao edito Newton Compton Editori che ringraziamo per la collaborazione.

Dustin Thao, conosciuto grazie al suo primo best seller “Ancora una volta con te” che è diventato fenomeno del Booktok e scalando le classifiche internazionali, è uno scrittore americano di origini vietnamite e sembra che nel suo nuovo libro racconti anche questa parte di sè in quanto il protagonista, Eric, è di origini vietnamite. Nel suo precedente libro ha fatto piangere moltissimi lettori e questa volta ha deciso di alzare la posta in gioco per creare un nuovo oceano di lacrime.

Trama

Dopo la morte del suo migliore amico, Eric ha cominciato a creare scenari immaginari nella sua mente per affrontare il dolore. Fino a quando uno di questi diventa reale: Haru, un ragazzo che ha incontrato l’estate precedente in Giappone, riappare nella sua vita. Mentre Eric si trova in un caffè, Haru infatti si siede inaspettatamente accanto a lui. Il problema è che nessun altro può vederlo. Ma non importa: Eric ha all’improvviso qualcuno con cui entrare in connessione e smette di sentirsi solo al mondo. Ma man mano che lui e Haru trascorrono del tempo insieme, Eric inizia a mettere in dubbio cosa sia reale e cosa non lo sia. Finché troverà il coraggio di superare la tristezza e riprendere a vivere davvero. Anche se ciò significa perdere Haru per sempre.

Cosa ne pensiamo

Come in “Ancora una volta con te” il tema principale è il lutto ed è interessante come Dustin Thao lo affronta in questo libro perchè lo fa in modo diverso dal precedente e ciò lo rende ancora più veritiero agli occhi del lettore, infatti ogni persona vive questa esperienza in maniera differente.

Per Eric la soluzione è creare degli scenari immaginari con persone frutto della sua fantasia (anche se di base sono reali) e questo in un primo momento tende a confondere anche il lettore, e ciò, proseguendo la lettura, causa una presa di distanza dal narratore perchè non si riesce a capire se stia mentendo (anche inconsapevolmente) oppure dicendo il vero. Questa dualità persiste in tutto il libro, anche nelle scelte che Eric deve compiere: mettersi in gioco o vivere costantemente in un altro mondo. Alcune sono più facili da prendere mentre altre più dolorose e spaventano in quanto è difficile uscire dalla bolla che ci si ha costruito intorno, soprattutto quando è la propria mente a fermare. C’è sempre una scelta da fare, dalle prime pagine del libro: rimanere con Haru, un ragazzo che si è appena conosciuto ma con il quale si è stati bene, oppure tornare dal proprio migliore amico Daniel?

“Vorrei che tu fossi qui” è un libro che parla di amore e sebbene sembri in un primo momento che si riferisca solo a quello romantico non è così. La tematica di questo libro non è basata sull’omossesualità del protagonista, sembra per l’appunto, che il fatto che sia gay non è in nessun modo rilevante per la storia. E al contrario di quello che si potrebbe pensare, è un bene in quanto ciò consente la normalizzazione dell’essere una persona queer senza che ci siano ripercussioni, come se si vivesse in un mondo che non ha più il problema dell’omofobia.

Sicuramente si parla di amore romantico, però in qualche modo più astratto: quello che Eric prova per Daniel, il suo migliore amico, quello che probabilmente ha nei confronti di Haru che può essere visto come un film mentale, un po’ come tutte le persone che se li fanno riguardanti le proprie crush, ma che poi viene messo in secondo piano quando si inizia una nuova frequentazione. Quando si pensava il meglio ma poi ci si sente manipolati ed è come se si avesse tradito l’idea della persona che si aveva avuto.

Un amore sicuramente importante è quello famigliare, in particolare il rapporto che il protagonista ha con sua sorella Jasmine, di un anno più grande di lui, con la passione per la musica, che se n’è andata a studiare in un collage fuori città. Nonostante ciò si capisce il forte legame che lega entrambi, rendendolo più importante di tutto il resto.

Ma come tratta di amore, questo libro tratta anche di solitudine, basti pensare al suo titolo: “Vorrei che tu fossi qui”, e come per non essere soli si farebbe di tutto, anche inventarsi la presenza di qualcuno ed estraniarsi completamente dal mondo reale. Perchè questo è l’unico modo in cui Eric riesce a stare bene, dopo che il suo migliore amico è morto, non riesce a trovare un ragazzo che ha conosciuto durante il viaggio in Giappone, e sua sorella è partita. Si sente così solo, che questo stato d’animo è così palpabile che pure il lettore lo fa suo. Perchè Dustin parla di qualcosa che ognuno di noi ha avuto a che fare, l’essere abbandonati a noi stessi, e ciò permette di empatizzare con Eric veramente forte che senza volerlo le lacrime scorreranno da sole.

A cura di: Veronica (IG: helxhoney)

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