Alta, bionda, occhi azzurri, semplicemente perfetta e nella vita può essere chiunque lei voglia. Avete capito di chi stiamo parlando? Ebbene si, proprio di lei: Barbie, l’iconica bambola che l’anno scorso ha tinto le nostre vite di rosa grazie al film di Greta Gerwig, con protagonista l’incredibile Margot Robbie. Ma oggi abbiamo deciso di trasportarvi nel mondo rosa e sfavillante di Barbie per un altro motivo. Noi di Bee Chronicles siamo infatti stati a Milano per la mostra Barbie – a Cultural Icon Exhibition, organizzata da Next Exhibition in collaborazione con Mattel. La mostra, oltre a celebrare la famosissima Barbie, e il suo impatto come marchio originale di empowerment delle ragazze, mostra come l’iconica bambola abbia avuto una vera e propria influenza nella nostra cultura, dalla sua prima uscita nel 1959 ad oggi.
“La mia filosofia con Barbie è sempre stata che, attraverso la bambola, una bambina potesse essere tutto ciò che voleva. Barbie ha sempre rappresentato il fatto che una donna possa fare delle scelte”
– Ruth Handler, creatrice di Barbie

Come nasce la mostra
Barbie – a Cultural Icon Exhibition ripercorre la storia di Barbie, dal 1959 ad oggi. Le bambole e i pezzi esposti provengono da una collezione privata, quella di Mario Paglino e Gianni Grossi. Entrambi hanno iniziato a giocare con la famosa bambola da bambini, e crescendo non hanno mai smesso di collezionare Barbie, facendo della loro passione un vero e proprio lavoro: è così che sono diventati designer di fashiondolls. Da ormai vent’anni, con il loro marchio Magia2000, lavorano a stretto contatto con Mattel, nella realizzazione di bambole e progetti speciali dedicati a Barbie. Paglino ha addirittura ricevuto il “Barbie Best Friend Award” nel 2016, per la sua passione e il suo contributo al collezionismo di Barbie.
La collezione di Paglino e Grossi rende omaggio a tutti gli stilisti che nel corso di 65 anni di storia hanno collaborato con Barbie, contribuendo a renderla una vera e propria icona di stile.

Un viaggio nel mondo di Barbie
Passeggiare per i corridoi della mostra vi farà ripercorrere la storia della bambola, a partire dalla primissima versione uscita: l’originale del 1959, la bambola con il costume a righe bianco e nero, che vi ricorderete benissimo se l’anno scorso avete visto Barbie al cinema. Da quel momento fu chiaro che Barbie era destinata ad entrare nella storia come un vero e proprio fenomeno rivoluzionario. La storia della bambola ha accompagnato la storia della moda stessa per decenni, tutto ciò che accadeva nella realtà si rifletteva anche negli abiti indossati da Barbie: l’era delle minigonne, gli anni ’60 e la cultura hippie, il debutto delle donne nel mondo del lavoro, i sfavillanti vestiti per gli anni della musica disco e addirittura i viaggi nello spazio. Barbie non ha saltato nessuna tappa e ha accompagnato le bambine nel corso della storia, permettendo loro di identificarsi in un’icona che apriva il loro mondo a mille possibilità diverse.

Barbie e l’inclusione
Oltre ad essere un’icona di stile, Barbie è riuscita in ciò che per molti risulta ancora difficile: l’inclusione. Non solo nel mondo del lavoro con le sue 200 e più carriere, dimostrando che le donne possono essere tutto ciò che desiderano essere; ma, e soprattutto, nell’aspetto. Barbie riconosce infatti l’importanza della rappresentazione e si impegna a continuare a riflettere al meglio il mondo contemporaneo. Il marchio rappresenta la linea di bambole più variegata e inclusiva del mondo, con oltre 35 tonalità di pelle, 94 acconciature e 9 corporature differenti.

Info pratiche
- Date: dal 13 settembre 2024 al 19 gennaio 2025
- Location: Next Area, Via Paolo Sarpi 6, Italia, Milano
- Requisiti d’età: adatto a tutti
- Prezzo: i prezzi dei biglietti partono da 17.70€ per gli adulti e 15.70€ per i bambini (con sconti per alcune categorie)
- Dove acquistarli: dal sito o l’app Ticketone
