La mostra dedicata a Il ritratto di Dorian Gray di Benjamin Lacombe al Lucca è stato un viaggio nell’ossessione per la bellezza e l’immortalità, condotto attraverso le delicate e inquietanti illustrazioni di uno dei più grandi illustratori contemporanei. Le opere di Lacombe, realizzate con acquerello e olio su carta, hanno catturato perfettamente l’atmosfera vittoriana e temi senza tempo del capolavoro di Oscar Wilde, difatti appena entrati nella stanza delle vanità, un grande schermo svela il segreto del protagonista, mostrando il suo ritratto mentre si deteriora lentamente con la pelle che si avvizzisce, i tratti che si deformano, il volto che si consuma man mano che l’anima di Dorian cede alla propria corruzione. “Ho voluto rendere il quadro un vero e proprio personaggio – ha dichiarato l’illustratore, Benjamin Lacombe – qualcosa che non fosse solo un oggetto ma il riflesso vivo e ingannevole di Dorian, esplorando anche la sessualità del personaggio”. Lacombe ha raccontato di come abbia scelto tecniche artistiche particolarmente adatte a catturare l’essenza dell’epoca vittoriana con colori delicati, ombre dense e sfumature che richiamano la fragilità e la mutevolezza della bellezza.

In un romanzo ancora oggi terribilmente attuale (basti vedere il nuovo film di The Substance) con la vanità che diventa ossessione e in un’epoca in cui l’immagine sui social media diventa spesso più importante della realtà, la figura di Dorian Gray risuona profondamente nel catturare l’attenzione di ogni persona entrata a contatto con il suo mondo. Come ha ricordato lo stesso Lacombe, il personaggio di Wilde ci parla anche del nostro tempo, nel quale filtri e perfezionamenti digitali trasformano il modo in cui ci vediamo e ci presentiamo agli altri, spesso a discapito della nostra immagine reale con cui non possiamo che concordare, considerando i canoni imposti dalla società di oggi fin troppo pericolosi. Ma la figura di Dorian non è stato l’unico punto focale della mostra.

Un’altra interpretazione magistrale di Lacombe è stata quella dedicata a Sybil Vane, giovane attrice di cui Dorian si “innamora” all’inizio del romanzo. Lacombe ha discusso a lungo di questo personaggio durante la presentazione, definendolo come l’altra faccia della medaglia. “Per me, Sybil rappresenta la purezza artistica, la sincerità assoluta – ha aggiunto, Lacombe – È tutto ciò che Dorian avrebbe potuto essere, se non fosse stato consumato dal suo narcisismo”. Difatti Il ritratto di Sybil, trasparente, pura e dolce, contrasta fortemente con le immagini sempre più corrotte di Dorian, donando alla mostra un senso di bellezza e tragedia che richiama quasi i capolavori di un altro noto scrittore, Baudelaire.

Ma chi è Benjamin Lacombe?
Nato a Parigi nel 1982, l’autore è diventato una figura di spicco nel panorama dell’illustrazione francese contemporanea, pubblicando numerosi volumi tra cui interpretazioni di classici come Alice nel Paese delle Meraviglie, Fantasmi e mostri giapponesi, Notre Dame de Paris e ora, Il ritratto di Dorian Gray con un tratto distintivo caratterizzato da uno stile ricco di dettagli e di emozione.
