Il bookblog con l’avvento dei social, soprattutto tiktok, è diventato un fenomeno che si è espanso, in cui molti amanti dei libri hanno deciso di parteciparci attivamente, soprattutto perchè hanno trovato un canale in cui poter parlare delle proprie passioni con persone che li possono comprendere. Abbiamo quindi deciso di intervistare Didi, una bookstagrammer il cui profilo è lalibreriadimoony, per conoscere la sua esperienza e cosa ci sta dietro a questo mondo.
La sua passione per la lettura è catalogata in un momento preciso della sua mente: quando aveva 13 anni, la sua professoressa di italiano, “una di quelle che sono sempre proiettate al futuro e che sembrano provenire direttamente dal 3000” come la descrive lei, le ha instillato e poi fatto germogliare l’amore per i libri grazie al suo carisma, che proprio per l’impatto che ha avuto su di lei non potrà dimenticare. Il romanzo che le ha dato la spinta è stato La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, “Sì, una lettura leggera” ci scherza su, “Poi non so come, sono regredita – si fa per dire – allo stadio in cui adesso ho iniziato ad esaltarmi per i fantasy, ma senza rinunciare alla buona narrativa, soprattutto se italiana.”

Amare però i libri è una cosa, decidere di aprire una pagina per parlarne è un’altra. Questo passo l’ha fatto durante il lockdown, che nonostante per molti non sia stato un periodo bello, ha avuto anche i suoi risvolti positivi per la creatività delle persone, tra cui Didi. C’è stato un lento passaggio dal suo profilo personale in uno in cui ogni tanto condivideva le sue letture senza recensirle e nonostante non sappia effettivamente quando ha preso la decisione di impegnarsi per davvero, probabilmente la spinta è stata data dalle persone che si interessavano davvero a cosa stesse leggendo e sapere il suo parere a proposito.
“È stato come costruire, mattone dopo mattone, quello che è oggi lalibreriadimoony, con taaanta pazienza prima di vedere bei risultati!”
E così facendo ha eretto una bella community: “Non sarò mai abbastanza grata a chi mi segue, spero si diverta a sopportar- cioè, a leggere le mie recensioni un po’ pazze che scrivo, e a chi mi sostiene e ci tiene a farmi sentire la sua presenza anche solo con un messaggio in dm.” Ha conosciuto delle persone splendide a cui tiene molto nonostante non si sentano sempre, le strappano un sorriso: “Nadia, Agnese, Samantha, Jen, Eva e tanti altri – che citerei tutti – lo sapete che vi voglio bene”. Indubbiamente si trova benissimo e fortunatamente non è ancora incappata in nessuna faida.
Infatti, sebbene sembri che in un posto in cui tutti amino le stesse cose e condividano le proprie passioni dovrebbe essere tutto rose e fiori, si sentono a volte polemiche che capitano nel mondo del bookblog. Dipende quindi sempre da chi c’è dall’altra parte, non sempre si trovano persone che sono pronte a sostenere tanto quanto vengono sostenute e ciò si tramuta in una fonte di stress. Ovviamente ciò vale sia per i blogger sia per gli autori, che fanno anche loro parte di questo mondo, soprattutto perchè si avvalorano dei bookblogger per promuovere il proprio libro. “Ho spesso sentito di brutte esperienze in cui sono stati spediti dei libri – quindi con un dispendio di materiale, tempo e denaro – e non sono mai arrivate le recensioni promesse. Questo sciacallaggio per accaparrarsi una copia in più non lo comprendo assolutamente…” Infatti soprattutto nell’ultimo periodo, ha notato una moltiplicazione di profili che cercano immediatamente delle collaborazioni. Poi aggiunge “Ma per fortuna nella maggior parte dei casi c’è un buon rispetto e supporto reciproco che porta alla nascita di fantastiche conoscenze.”

La collaborazione che si crea tra bookblogger e scrittore in questo mondo tecnologico, in cui entrambi ci guadagnano, il primo una copia del libro da leggere, mentre il secondo una recensione e condivisione della sua opera, può essere meravigliosa, o come ha raccontato prima Didi, terribile. La sua esperienza però le ha portato delle gioie: “Io, personalmente, è più di un anno che ormai ci sono dentro a tutti gli effetti, sempre seguendo il mio gusto personale e cercando di venire incontro alle esigenze di chi la richiede, e sono contenta di essermi messa a disposizione per gli autori e autrici.” Successivamente ha iniziato a collaborare anche con case editrici e da lì è stato un piacevole crescendo, soprattutto per la sua pagina, perché la richiesta in continuo aumento le ha permesso di far pratica, col doppio impegno di essere professionale ma senza perdere la sua vena ironica e sempre sincera, è riuscita a migliorare tanto nell’arte di scrivere recensioni.
Il mondo del bookblog è diviso maggiormente in due categorie: il bookstagram e il booktok. Didi è in entrambe le realtà e ne è contenta, anche se su tiktok è più un’osservatrice che content creator, perché portano sì contenuti diversi ma che a modo loro interessanti. “Se il bookstagram mantiene un tono più demure, il booktok è mooolto più brat – per dirla usando le parole di un trend – ” Su Instagram va per conoscere e confrontarsi, mentre l’altro è il social che apre quando fa una pausa e si ritrova i meme dei lettori che la fanno letteralmente ridere a crepapelle.

Soprattutto con il booktok, ragazze più giovani, iniziano a scoprire nuovi libri da leggere e seguire il titolo del momento, quasi come se non ne esistessero di altri altrettanto belli. “Noto che c’è un vero e proprio movimento di massa verso l’acquisto di un libro solo perché virale sui social, ma se serve a far avvicinare alla lettura va bene. C’è sempre tempo per accrescere il proprio pensiero critico al riguardo e decidere da sé cosa leggere, capire quale genere fa per noi oppure uscire dalla propria comfort zone per sperimentare. E poi anch’io seguo volentieri certi consigli, la curiosità a volte ha la meglio!” Solo che, limitarsi a scegliere un libro solo in base ad un trend è svilente, considerando che il panorama della lettura è davvero molto vasto.
Alla fine Didi ha deciso di dare un paio di consigli a chi vuole entrare nel mondo del bookblog, partendo dal più importante: essere se stessi. “Non pensate ai like, ai follower, al successo, se deve essere sarà a prescindere. Tempo al tempo. E poi non bisogna avere numeri da paura per trovare il proprio posto in quest’ambiente, l’importante è creare una community propositiva che ti fa star bene e che ti accompagna nella crescita.” Ciò è possibile interagendo, e nonostante lei sia una timidona, è la dimostrazione che mettendosi in gioco veramente si ottengono i risultati, perché imparando a farsi conoscere e conoscere a propria volta gli altri profili, si instaurano rapporti e poi tutto viene da sé. “Ah, e siate ben attivi nelle stories, mostrate un po’ di voi per coinvolgere.” Non bisogna demordere e cercare di capire cosa piace, che contenuti piacciono a chi segue – secondo lei i booktag aiutano tanto – e non bisogna aver paura di sperimentare. Nonostante ci voglia un po’ prima di comprendere bene che direzione prendere, lo stile dei post, i momenti down, di burnout, alla fine tutto l’impegno viene ripagato.
“Niente fretta, fate quello che potete che nessuno vi insegue! Deve piacervi quello che fate, non farvi stressare, me lo ripeto spesso anch’io. Che la forza sia con voi!”
