Spesso quando leggiamo, non viaggiamo solo in posti esistenti, ma anche in mondi immaginari, ed uno degli esempi è proprio Asèria, un’isola in Italia di invenzione della penna di Alexis Saints. Oltre ad essere una viaggiatrice, infatti nata in Puglia, ha vissuto a Ferrara e ora a Venezia, è traduttrice e scrittrice, infatti il suo libro, Fernik, l’ha iniziato a scrivere da quando aveva nove anni.
Preparate quindi i bagagli per questa nuova meta che non riuscirete a raggiungere se non leggendo questo libro.
Trama

Nella fittizia cittadina di Asèria, durante una ricerca scolastica, Giulia e Riccardo si avventurano all’interno di un Magazzino infestato, dove vengono colpiti da una maledizione: tutte le persone che li avevano conosciuti dimenticano la loro esistenza, e si ritrovano così catapultati in un mondo senza di loro. Mentre si mettono in viaggio per restituire la memoria ai loro amici e familiari, potranno toccare con mano come sarebbe stata la vita delle persone a loro vicine se non fossero mai nati. Dovranno mettere in discussione, e in costruzione, sia la loro identità che quella di tutti i protagonisti coinvolti: perché quanto di noi lasciamo a ognuna delle persone che incontriamo, e quanto di loro influenza il nostro essere?
Dov’è Asèria?

Asèria è sia un’isola sia il nome della sua capitale, perché alla scrittrice piaceva l’idea che siccome è un’isola molto piccina con solo un centro abitato, di dare lo stesso nome ad entrambe. Ma il fatto che sia un’isola è molto importante per Alexis, infatti per lei è il punto di incontro particolare tra qualcosa che è connesso agli altri ma è comunque isolato. Quindi l’isola è italiana, ovviamente fittizia, però è comunque collegata alla nostra penisola, ma allo stesso tempo è isolata dal mondo. “Quindi secondo me l’isola fa proprio da ponte ed è perfetta per l’ambientazione di un libro fantasy.” ammette Saints. Per idearla ha unito le sue due città natali, che sono la Puglia, in particolare il paesino dove è nata a Fragagnano, e Ferrara, la città dove ho vissuto per tutta la sua vita prima di trasferirsi. “Quindi è un’isoletta pugliese, che ha questi paesaggi mediterranei, il mare, le spiagge, la macchia mediterranea, ma allo stesso tempo la cittadina è costruita un po’ come Ferrara, quindi è una cittadina non troppo grande, non troppo piccola, dove tutti più o meno si conoscono.”
Il viaggio
E’ interessante però che i personaggi durante la storia non rimangono solo ad Asèria, ma essi stessi intraprendono un viaggio per il mondo: l’idea stessa dello spostarsi e non stare in un unico posto piaceva ad Alexis, siccome è un romanzo di crescita, di identità, il viaggio è la metafora perfetta per rappresentare la crescita che si fa, non solo dentro di sè, ma anche fisicamente: “Quindi, da una parte, trovavo interessante che i protagonisti, per recuperare la propria identità, dovessero viaggiare, perché essa possiamo costruirla anche man mano che incontriamo persone e culture diverse. Dall’altra, perché sono molto affezionata e molto combattiva all’idea della rappresentazione, e questo era un escamotage per inserire persone di diverse culture, nazionalità e con diversi background.”

Non solo il libro di Fernik permette di viaggiare, ma esso stesso farà il giro del mondo grazie alla sua traduzione in inglese, infatti questa idea ha iniziato a stuzzicare la scrittrice già qualche anno fa. Come detto in precedenza, Alexis oltre essere una scrittrice è anche una traduttrice e quindi tradurre il suo stesso libro è stata un’idea quasi naturale e la motivazione è stata proprio perchè è affezionata all’Italia, a questa storia, ai posti dove è crescita e portare all’estero l’identità dell’Italia, parte dei suoi paesaggi e cultura era una cosa che la attirava molto e così ha fatto, infatti il 15 dicembre uscirà anche in inglese.
Fernik però è il primo libro di una trilogia, ma nel secondo, che è attualmente in lavorazione, il viaggio sarà più interiore che esteriore, e non sarà riflettuto come uno intorno al mondo, ma più all’interno della città di Asèria. “Non è più sull’identità di come appariamo agli altri, ma sulla nostra identità, come siamo dentro. E quindi anche il viaggio è più interiore, non è più un viaggio per vedere altre culture, ma per scoprire noi stessi.” ci racconta in anteprima Alexis.
Cosa ne pensiamo
La narrazione colpisce fin da subito, sembra di star guardando un film con la voce narrante che spiega quello che sta succedendo o come i genitori che leggono le fiabe della buona notte prima di andare a dormire, e ciò permette sicuramente di immergersi ancora di più nella storia e vedere cosa sta accadendo.
Il fantasy in questo libro serve per evidenziare questioni importanti, come ad esempio che impatto le persone hanno nella vita degli altri, e come quando esse vengano eliminate dall’equazione portino un forte cambiamento anche caratteriale, infatti uno dei personaggi che con la presenza di Riccardo era simpatico, con la perdita della memoria, quindi ciò che la loro amicizia gli aveva lasciato, diventa amaro come il caffè. Inoltre l’elemento magico è utilizzato per mostrare problemi sociali, l’emarginazione, standard sbagliati, grazie anche all’utilizzo di creature fantastiche tra cui le sirene ed altre inventate.
Non si può non rimanere affascinati e innamorati dei personaggi, non solo quelli principali, Giulia e Riccardo, ma anche quelli più secondari che comunque hanno un forte impatto nella storia. Alexis rappresenta una moltitudine di culture, etnie e personalità, in quanto ogni persona è diversa e varia, non lasciando nessuna rappresentazione al di fuori del libro, infatti sono presenti anche personaggi queer e con disabilità, dando a tutti una voce e creando un ambiente sicuro per tutti.
Si crea quindi un found family, non solo tra i personaggi, ma anche da parte del lettore verso di loro e la storia stessa. Infatti questo è uno di quei libri coccola, che fa stare bene, che viene letto lentamente per goderselo al meglio e far in modo che la magia delle pagine non finisca e per trattenerlo il più possibile, nonostante si voglia anche finirlo il prima possibile per sapere come va avanti.
Le leggende […] sono più forti, possono insinuarsi dentro le vene di chi è ben disposto ad accoglierle.
A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)
