Ho sempre guardato al passato ma la felicità è davanti a me.
Questa una delle frasi che riassume a pieno il nuovo romanzo di Cristina Caboni «La ragazza senza radici », edito Garzanti.

Un romanzo che ci fa capire molte cose, ci fa capire quanto la vita possa essere imprevedibile. Ci fa capire quanto in ognuno di noi c’è quella forza, quella determinazione che non pensavamo di avere. Ci sprona ad essere la versione migliore di noi stessi, a non abbatterci alle prime difficoltà. Ci sprona a non arrenderci.
Una storia di vita
Questa è la storia di Adeline. Un nome che di per sé, sembra esserci sconosciuto. Un nome di una donna che nessuno di noi sa chi sia effettivamente. Eppure leggendo questo libro la conosciamo, nel migliore dei modi. La conosciamo con le sue fragilità, con le sue paure, con tutta la sua umanità. La conosciamo con la sua forza di volontà, la conosciamo con la sua voglia di riscatto, la sua voglia di vita. Questa è la storia di una donna senza radici. Di una donna che non sa chi sia. Di una donna, apparentemente ancorata al passato. Una donna che ci fa capire quanto pensando a ritroso nella nostra testa, possiamo perdere. Quanto rischiamo di farci male ma soprattutto quanto non ci rendiamo conto che sono le piccole cose a farci felice.
Ognuno di noi ha un intuito , qualcosa che lo spinge nella giusta direzione. Bisogna capire quando lasciarsi trasportare
E poi è la storia di Miranda. Una donna forte, indipendente, coraggiosa e leale. Una donna pura di cuore. Una donna alla ricerca di una parte di sé, di un pezzo di sé. È alla ricerca del figlio, che credeva morto. Quindi alla ricerca della sua famiglia. Della sua vita. Un personaggio che ci fa capire quanto siamo fortunati, quanto la famiglia abbia, per noi, sempre e comunque un ruolo importante, quanto nella nostra vita le cose succedono per una ragione e quanto… credere…credere e credere possa darci una speranza. Speranza di una vita migliore, speranza di qualcosa o qualcuno che credevamo perso.

Un incontro inaspettato…
Adeline e Miranda si incontreranno e il loro incontro farà scintille. Scintille nel senso che capiranno di essere più simili di quanto pensano. Capiranno che la famiglia non è necessariamente di sangue ma con chi stai bene. Capiranno che guardare al passato fa solo male ed è proprio il passato che ci rafforza e ci fa diventare la versione migliore di noi stessi. Queste due donne sono forti, determinate e umane. Umane perché è facile immedesimarsi in loro, sentire il loro dolore , sentire la loro difficoltà nel superare la vita, sentire la loro difficoltà nel ripercorrere momenti tristi della vita.
Il loro incontro metterà in discussione tutto, in dubbio tutto. Miranda sarà una sorta di mentore per la nostra Adeline e allo stesso tempo Adeline sarà un grande aiuto per Miranda. E questo fa capire come possiamo guarire aiutando gli altri. Aiutando gli altri aiutiamo noi stessi. Insieme compiranno un viaggio. Un viaggio metaforico e non (Da Nizza verso le campagne della Liguria). Un viaggio di conoscenza, scoperta le un verso le altre ma anche dentro sé stesse. Un viaggio nelle nostre paure più profonde, nel nostro passato per cercare di superarlo a testa alta e che le aiuterà a crescere.
Il passato è importante perché tutto ciò che abbiamo superato ci ha reso le persone che siamo
C’è anche da dire che il loro incontro ci farà capire quanto l’amore non debba essere per forza sentimentale ma possa anche essere fraterno, familiare.
Il rapporto con la natura
Importante in questa storia è anche la natura. Ci viene fatto capire come la natura, se trattata bene, possa essere il nostro più grande amico, possa essere la nostra terapia. Miranda è un’imprenditrice vinicola ligure, quindi vengono descritte e mostrate, perché il lettore le immagina nella propria mente, le campagne della Liguria, così come viene fatto capire , attraverso il suo lavoro quotidiano, che ha un’intima connessione con la terra che coltiva.
Parte tutto da un vino..un vino che Adeline non ha mai sentito nominare, almeno prima di incontrare miranda. La metafora del vino rappresenta un simbolo di radicamento e crescita, accompagnano e riflette i cambiamenti interiori delle protagoniste.
L’autrice
Cristina Caboni è appassionata coltivatrice di rose, si dedica alla conoscenza e allo studio delle essenze e delle fragranze naturali. Vive in provincia di Cagliari, dove si occupa dell’azienda apistica della famiglia. Il sentiero dei profumi (Garzanti 2014) è il suo romanzo d’esordio: un grande successo tra i lettori. Tra i titoli successivi ricordiamo: La custode del miele e delle api (Garzanti 2015), Il giardino dei fiori segreti (Garzanti 2016) Premio Selezione Bancarella 2017, La rilegatrice di storie perdute (Garzanti 2017), La stanza della tessitrice (Garzanti 2018), La casa degli specchi (Garzanti 2019), La ragazza dei colori (Garzanti 2021), La via del miele (Garzanti 2022), La collana di cristallo (Garzanti 2023), La ragazza senza radici (Garzanti 2024).

