Si è spento all’età di 96 anni il politico francese Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito politico di estrema destra Front National, e da sempre simbolo controverso della politica francese.
L’annuncio arriva dalla famiglia, con una dichiarazione inviata all’Agence France-Presse: “Jean-Marie Le Pen, circondato dalla sua famiglia, è stato chiamato a Dio martedì alle 12.00”.
Il politico francese si trovava già da diverse settimane in cura nella struttura nella quale è deceduto questa mattina.

La carriera politica
Ritenuto come una delle figure politiche più controverse della Francia, Le Pen si è da sempre distinto come il cosiddetto “diavolo della Repubblica“. La France Presse lo descrive come un “eterno provocatore e pioniere dell’estrema destra europea, […] provocatore ossessionato dall’immigrazione e dagli ebrei, patriarca ostacolato dai suoi”.
Nel 1972 ha fondato il Front National, riunendo vari movimenti di estrema destra francesi, con l’obbiettivo di promuovere un’agenda nazionalista, anti-immigrazione e conservatrice.
Le Pen era riuscito sorprendentemente a scuotere l’establishment politico francese raggiungendo, contro ogni aspettativa, il ballottaggio delle elezioni presidenziali del 2002 contro Jacques Chirac.
Nel 2015, escluso dal Front National, ha abbandonato la politica, dedicandosi ad una lotta radicale contro l’immigrazione.
È stato succeduto come capo del partito dalla figlia, Marine Le Pen, la quale ha trasformato il partito in una delle principali forze politiche del Paese, e ne ha modificato il nome in Rassemblement National.

Fonte: Le Télégramme
Le grandi provocazioni
Le Pen si è da sempre distinto come un grande provocatore. Per più di trent’anni ha fatto prevalere le sue idee senza alcun rammarico per i suoi eccessi. Alcune di queste dichiarazioni estremiste lo hanno portato al centro di polemiche e processi: dalle frasi xenofobe e antisemite alla sua affermazione della disuguaglianza di razze, passando per quelle più gravi come la definizione delle camere a gas come un “dettaglio della storia” e l’occupazione tedesca descritta come “non particolarmente disumana“.
