The day of the Jackal

A poca distanza dal rilascio del finale di stagione, possiamo ampiamente parlare di The Day Of The Jackal, la nuova serie tv britannica scritta da Ronan Bennett e diretta da Brian Kirk, Paul Wilmshurst, Anu Menon e Anthony Philipson. La serie disponibile su Sky e Now Tv vede come protagonisti Eddie Redmayne, Lashana Lynch e Úrsula Corberó.

Un passo indietro: come nasce The Day of The Jackal

Per molti il personaggio dello Sciacallo non è affatto nuovo. La storia è tratta dall’omonimo romanzo (1962) di Frederick Forsyth, edito Mondadori, che racconta di un assassino professionista assoldato per uccidere il Presidente francese Charles De Gaulle. Visto il reale successo del libro, seguì una trasposizione cinematografica intitolata “Il giorno dello Sciacallo” e diretta da Fred Zinnermann (1973). In questo caso il protagonista era Edward Fox e il film è tutt’ora considerato un capolavoro del genere spionistico.

Successivamente ci fu un secondo film, nel 1997, intitolato The Jackal e diretto da Michael Caton-Jones, dove i protagonisti erano Bruce Willis, Richard Gere e Sidney Poitier. Non ebbe lo stesso successo del primo, anche perché era un adattamento che si discostava molto dal romanzo.

La trama

Stavolta il volto dello sciacallo è quello di Eddie Redmayne, che interpreta un insospettabile assassino, capace di assumere qualunque identità e che è un infallibile cecchino. Il suo compito è quello di eliminare il magnate visionario UDC, che ha intenzione di rilasciare un nuovo software in grado di mettere in ginocchio i più ricchi. Il nuovo programma è in grado di rendere trasparente ogni transazione finanziaria. Lo sciacallo, che è appena uscito da un altro colpo andato a buon segno, viene contattato per rendere impossibile il rilascio di River.

Allo stesso tempo, però, dopo l’ultima uccisione, l’MI6 comincia a indagare su di lui. In particolare, Bianca Styles (Lashana Lynch), un’esperta di armi pronta a una caccia all’uomo senza esclusione di colpi.

Sebbene la trama generale si discosti logisticamente da quella del libro (non siamo in Francia ma in giro per l’Europa), la base è sempre la stessa: i potenti assoldano Sciacallo per un delitto impossibile e lui se la dovrà vedere con la difficoltà del compito e con Bianca.

Lo sciacallo: il protagonista inaspettato

Siamo abituati ai thriller e ai polizieschi, in cui il punto di vista raccontato è quello di chi sta dalla parte dei “buoni”, termine del tutto opinabile, ma per ora ce lo faremo andare bene. The Day of The Jackal, invece, ci porta dall’altra parte fin dall’inizio. Sebbene i punti di vista seguiti siano due, quello di Charles e quello di Bianca, non riusciamo a non allontanarci dall’idea che a prevalere debba per forza essere lo sciacallo.

Fin dal principio ci viene mostrato come un killer eccezionale, quasi inquietante e del tutto maniacale nei metodi che usa per montare le armi con cui miete le sue vittime. Eppure, questa serietà e quello che molti hanno definito come “l’innocuo bel faccino di Eddie Redmayne” sono i due elementi che lo rendono maggiormente interessante.

Sebbene, infatti, l’attore abbia interpretato prettamente personaggi positivi lungo la sua carriera, tutti i ruoli sono accomunati da una profondità e una emotività che ritroviamo anche in The Day of The Jackal. Redmayne riesce a lasciare senza parole, immergendosi completamente nei panni di un trasformista, che passa da un’emozione all’altra senza scomporsi, risultando estremamente credibile non solo per i poveri mal capitati che incontra ma anche per noi.

Il fulcro attorno a cui gira la serie è proprio l’incredibile personalità dello Sciacallo, che sembra dividersi tra il lavoro e la famiglia, come un ricco uomo d’affari che fa fatica a star dietro al figlio. E così il protagonista diventa un mondo tutto da scoprire, un uomo dalle mille capacità e una vena un po’ nerd per il suo lavoro.

Il personaggio di Bianca, invece, non è quello del solito eroe che tenta di fermare il cattivo. Sebbene Bianca sia dalla parte giusta, da quella che deve fermare chi fa del male agli altri, è il suo senso di orgoglio e di sfida che la spinge a voler trovare lo Sciacallo, a ogni costo. Le scelte di Bianca, infatti, sono alquanto discutibili e finiscono, spesso, per rivoltarsi contro di lei.

Bianca e Charles, però, sono simili: entrambi dediti al lavoro ed entrambi incapaci di accettare una sconfitta. È proprio questo a rendere Bianca l’alter ego perfetto, l’unica in grado di poterlo scovare, facendolo diventare la preda e non il predatore. Nonostante questa dinamicità fra i due, il personaggio di Charles rimane comunque il più forte, quello più interessante e che risulta strutturato in maniera migliore.

La regia, la fotografia e il montaggio

Sicuramente il prodotto si rifà molto allo stile seriale europeo e si discosta dagli spy-movie tipicamente americani. The Day of The Jackal è cupa, tetra e l’elemento chiave è più lo spionaggio che la scena d’azione in sé. Le parti migliori sono proprio quelle in cui lo Sciacallo recita la sua parte e quelle in cui si concentra, riflette e si calma prima di sparare. Non ci sono grandi inseguimenti, né scene di combattimento corpo a corpo indimenticabili, proprio perché lo stile è tutto un altro rispetto a quello a cui siamo abituati.

Le armi ci sono, le colluttazioni anche, ma il tutto è portato avanti con l’intento del non farsi scoprire. In questo modo la narrazione è più realistica, verosimile rispetto al ruolo dei due protagonisti, che portano avanti il loro lavoro mentendo ai familiari, senza coinvolgerli.

La fotografia è il fiore all’occhiello della serie, fatta di contrasti e un uso della luce pazzesco per le scene più cariche dal punto di vista emotivo. Oltretutto, il montaggio fa la sua parte, rendendo la narrazione dinamica e seguendo un ritmo che non fa calare l’attenzione, nemmeno per un minuto.

L’abilità registica è innegabile, dato che riuscire a gestire due attori di questo calibro non è stato sicuramente semplice e, anzi, dare le indicazioni giuste e prepararli a dovere è stato persino più difficile che girare. Lo stesso Eddie Redmayne ha dichiarato in più interviste che il regista lo ha fatto interagire per mesi con veri cecchini e che ha passato molto tempo al poligono, proprio per assumere e copiare tutte quelle piccole manie che rendono il personaggio della serie quello che è.

Perché The Day of The Jackal funziona?

Come detto precedentemente, il vero protagonista della serie è un cattivo. Questa affermazione, per quanto possa risultare banale, in realtà è ben lontana dall’ideale di serie su un cattivo a cui siamo abituati (Narcos, per esempio). Una regola inviolabile dell’audiovisivo è proprio quella di vedere il protagonista succedere nelle sue imprese.

In questo caso, quelle dello Sciacallo non sono sicuramente delle azioni nobili, ma non si può negare che, in più occasioni, si arrivi a esultare o a sperare che riesca a scappare o a uccidere. Nel libro lo Sciacallo muore e quindi l’ordine giusto viene ristabilito.

Nella serie, invece, ciò non accade. È stata prevista una seconda stagione e ciò ha fatto sì che il personaggio interpretato da Redmayne non morisse e, anzi, si portasse a casa qualche soddisfazione. All’inizio della serie il personaggio ci viene mostrato con qualche riserva, come se ci fosse di più dietro di lui e avesse anche dei lati buoni. Alla fine, il protagonista si dimostra per ciò che è realmente: un assassino.

Ciò apre una finestra ambigua sulla seconda stagione: vedremo uno sciacallo che si redime o si dimostrerà davvero senza scrupoli?

La serie mette in gioco anche noi, costringendoci a fare il tifo per un assassino e mettendo sul banco anche la nostra moralità. Vogliamo che vinca, che riesca nelle sue missioni, ma quando si crea il problema con la sua famiglia, speriamo vivamente che la moglie riesca ad allontanarsi da lui il prima possibile. È una serie che sfida anche lo spettatore, ponendolo di fronte al fatto compiuto e cercando di chiedergli silenziosamente da che parte sta.

The Day of The Jackal si conclude con un plot twist che lascia senza fiato, aprendo le porte a una seconda stagione che fa quasi paura e per cui nessuno può fare previsioni. Non ci resta altro che aspettare il ritorno dello Sciacallo.

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