“Glitch, quando l’ho scritto non ho mai pensato che fosse un romanzo di fantascienza.
Mai pensato. È una storia che ho covato per veramente decenni, soprattutto per quanto
riguarda il world building e la meccanica di viaggi nel tempo, che è quella che al lettore gliene
frega di meno, in teoria.” racconta Andrea Manenti, autore di Glitch, “C’è tantissima quantistica. C’è moltissimo lavoro anche sulla parte che è il nerd hardcore” Elemento che però è spiegato e scritto in un altro libro, così come tutto il lavoro di studio che ha fatto sui graffiti.

Infatti i due elementi cardine di questo libro edito La Nuova Carne Edizioni sono i viaggi nel tempo e graffiti: queste parole chiave trasmettono il genere weird per cui la casa editrice è conosciuta. In Glitch si gioca molto sull’equilibrio del fantastico e strano di Todorov e ciò porta al weird: realismo magico.
Il libro racconta di un ragazzo non tanto ben inserito nella società, che abita in una periferia in cui non succede niente, non ci sono stimoli. Ruba libri per rivenderli a metà prezzo e il suo identikit è quella di una persona che va in giro col cappuccio, per spostarsi sta sempre attaccato ai muri come un basso rilievo e ha paura di qualsiasi cosa. “Questa tipologia di persone le ho conosciute nella vita e mi piacciono, anzi dicono che le attiro” ammette ridendo Manenti. Max, il protagonista, si sottrae a tutti, anche a coloro che vogliono aiutarlo, è uno che ha rinunciato alla lotta nella vita, ma di notte ha un alterego notturno, infatti va a fare i graffiti.
Questi graffiti sono ciò che lega i due piani di Glitch, infatti se il primo è legato all’io narrante e al realismo, il secondo è quello irreale in cui i personaggi viaggiano nel tempo. “Questo spostamento viene fatto secondo una meccanica particolare, molto faticosa e molto dolorosa, per cui loro possono solo andare avanti nel tempo a uno per, come noi facciamo fino a che moriamo, però possono anche tornare indietro a uno per. Simile a quello che accade in Tenet di Christopher Nolan.”
Andrea è stato musicista per molto tempo e ciò gli ha anche permesso di approfondire e riflettere con il tema del viaggi nel tempo: ha creato un album palindromo, ovvero Il primo brano è lo stesso brano dell’ultimo rovesciato, il secondo è il penultimo rovesciato, il terzo è il terz’ultimo rovesciato, il quarto è il quart’ultimo rovesciato. Quello in mezzo, che si chiama Bucarest, è un brano che da metà in poi comincia ad andare al contrario.
Questi personaggi stanno cercando il graffito del loro capo spirituale, del loro profeta, perchè qualcun altro ha iniziato a far sparire dallo spazio-tempo i nove graffi ed è rimasto solo il primo che è anche più indietro nel tempo. E dall’inizio del libro si capisce che le due storie sono convergenti e quando questi due piani vanno a collidere creano glitch.

Esso è l’errore sistemico di un programma, e anche se Max non diventerà il messia, i suoi graffiti creano una visione e proprio questo è il glitch. E anche in questo pensiero si rivede la conoscenza di Andrea nella musica, infatti anche il punk nella storia della musica è un errore, ma da esso nasce la rivoluzione: infatti il punk in poco tempo ha fatto sembrare vecchia tutta la musica che c’era prima. “C’è tantissimo punk in glitch, perché c’è un personaggio, non a caso, che parla solo di punk. E quindi secondo me, anche narrativamente, l’errore, anche nella vita, è quello che poi scatena qualcosa che è imprevisto, e crea qualcosa di nuovo ed interessante, per quanto magari può essere doloroso l’errore in sé. Il concept è questo.”
Ma come ha fatto Andrea Manenti ad entrare nel collettivo de La Nuova Carne? Dopo aver letto la poesia Dio del Cemento di Alessandro Pedretta, ideatore e creatore prima della rivista, poi dell’associazione e infine della casa editrice che prende il nome dalla frase di Cronenberg, nasceva la rivista online La Nuova Carne, dedicata alla letteratura insolita e all’insolito in genere. Ogni domenica pubblicavano inoltre un racconto e Andrea ha mandato il proprio ricevendo una risposta positiva e da quel momento ha iniziato a mandare altre sue creazioni.

Sono poi iniziate ad uscire antologie, una delle quali dedicata all’immaginario di Lovecraft al giorno d’oggi e in Italia, in cui i vari autori si sono divisi le città e il mostro. Nel Novocarnomicon è presente anche il racconto di Mananti ambientato a Roma, in cui il protagonista deve registrare uno spot pubblicitario di una merendina, con la tipica famiglia perfetta e felice, ma il problema è che il mostro Lovecraftiano è nella troupe e nemmeno per sua volontà spegne tutta l’atmosfera.

Nei racconti di Andrea non manca però l’ironia perchè per lui è molto importante che le cose siano divertenti anche nei personaggi che di fatto sono più seri o nei racconti in cui tematiche sono più pesanti come accade in Tenebre Future.
La Nuova Carne, però non è solo una casa editrice, ma trasmette a chi ne fa parte un senso comunità, non tanto nelle scelte editoriali, quanto nel legame che si forma tra i vari colleghi come racconta Manenti.

A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)

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