Il reboot di Ufo Robot Goldrake spopola su Rai 2

L’attesa era palpabile e, alla fine, il 6 gennaio sono stati trasmessi su Raidue i primi quattro episodi del remake di Atlas Ufo Robot, intitolati:

  1. Il guardiano del Pianeta Blu;
  2. L’attacco a Vega;
  3. La furia del principe;
  4. La quiete dopo la tempesta.

Goldrake U si ambienta in un universo contemporaneo, in cui le nuove tecnologie e la scoperta dello spazio giocano un ruolo cruciale. La narrazione segue una nuova generazione di protagonisti che interagiscono con il leggendario robot Goldrake, affrontando le stesse forze oscure che minacciano l’universo.

La serie si propone di combinare l’azione frenetica dei robot giganti con tematiche attuali, come la sostenibilità, le sfide tecnologiche e la lotta tra il Bene e il Male, mantenendo il fascino e l’estetica della versione originale. Duke Fleed rimane al centro della trama, ma vengono introdotti nuovi eroi, i cui legami con il passato risulteranno fondamentali per il futuro. La produzione è sotto la supervisione del Direttore Mitsuo Fukuda, con sceneggiatura di Ichiro Okouchi e script di Tatsuhito Higuchi.

(Fonte immagine: RaiNews)

Un icona dell’animazione giapponese

Negli anni ’70, una nuova era di anime e manga iniziava a prendere piede, conquistando il cuore di milioni di fan in tutto il mondo. Tra le opere più iconiche di questo periodo c’è senza dubbio “UFO Robot Goldrake“, conosciuto in Giappone come “UFOロボ グレンダイザー” (UFO Robo Grendizer). Creato da Go Nagai, uno dei più influenti mangaka e animatori giapponesi, Goldrake ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo.

La storia di “UFO Robot Goldrake” ruota attorno al principe di un pianeta lontano, Fleed, che fugge dalla sua casa natale dopo che il suo mondo viene invaso da forze malvagie, gli spietati guerrieri di Vega. Per sfuggire alla distruzione, Fleed si rifugia sulla Terra, dove trova un rifugio e un nuovo scopo. Qui, utilizza il potente robot Goldrake, un mecha avanzato, per combattere gli attacchi delle forze di Vega e proteggere il nostro pianeta.

Goldrake è un robot dalle dimensioni colossali, dotato di una vasta gamma di armi e abilità, tra cui il famoso “Goldrake Punch” e il “Sparrow Missiles“. La serie segue le avventure di Fleed e dei suoi alleati mentre cercano di fermare il malvagio Duke Fleed e i suoi scagnozzi.

(Fonte immagine: LaStampa)

UFO Robot Goldrake” ha avuto un impatto significativo non solo in Giappone, ma anche in Europa e nel resto del mondo. La serie è stata trasmessa in numerosi paesi, con diverse traduzioni e adattamenti, e ha contribuito a diffondere la cultura degli anime al di fuori del Giappone. In Italia, Goldrake è diventato un vero e proprio fenomeno, amato da generazioni di giovani che seguivano le avventure del robot. L’opera ha anche influenzato altre produzioni, contribuendo a definire i canoni del genere mecha, che combina elementi di fantascienza e robotica. Goldrake ha ispirato una serie di sequel, spin-off e merchandise, consolidando la sua posizione come uno dei pilastri dell’animazione giapponese.

Oltre all’azione e all’avventura, “UFO Robot Goldrake” affronta temi più profondi, come la lotta tra il bene e il male, l’amicizia, e il sacrificio. Il protagonista, Fleed, rappresenta l’eroe solitario che combatte per la giustizia, ma che deve anche affrontare il proprio passato e le cicatrici lasciate dalla guerra. La serie invita i giovani spettatori a riflettere sull’importanza della solidarietà e della determinazione nel fronteggiare le avversità.

Go Nagai

Go Nagai è una figura fondamentale nel panorama del manga e dell’anime giapponese, noto per la sua capacità di innovare e sfidare le convenzioni del genere. Nato il 6 settembre 1945 a Wajima, nella prefettura di Ishikawa, Nagai è diventato celebre per le sue opere che spaziano dal fantastico all’horror, influenzando generazioni di artisti e appassionati.

Dopo essersi laureato alla Scuola d’Arte di Tokyo, Nagai iniziò a lavorare come assistente per altri mangaka. Nel 1968, pubblicò il suo primo manga di successo, “Harenchi Gakuen“, una serie che rompendo le convenzioni della società giapponese, affrontava temi di libertà sessuale e ribellione adolescenziale. Questo lavoro, pur controverso, lo lanciò nel panorama editoriale e lo rese un nome noto.

Tuttavia, è con “Mazinger Z“, pubblicato nel 1972, che Nagai raggiunse la vera notorietà. La serie, che racconta le avventure di un giovane pilota che controlla un robot gigante per combattere forze malvagie, è considerata uno dei pilastri dei mecha anime. “Mazinger Z” non solo ha rivoluzionato il genere, ma ha anche aperto la strada a una nuova era di robottoni, influenzando innumerevoli opere successive.

(Fonte immagine: LaRepubblica)

Temi e Stile

Le opere di Nagai sono caratterizzate da una forte carica emotiva e da una rappresentazione spesso audace della violenza. Questo approccio ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha anche permesso a Nagai di esplorare temi complessi come la lotta tra il bene e il male, la moralità e le conseguenze delle azioni umane. Un altro aspetto distintivo del suo lavoro è l’uso di personaggi femminili forti e complessi, che sfidano i tradizionali ruoli di genere.

Oltre a “Mazinger Z“, Nagai ha creato molte altre opere memorabili, tra cui “Devilman” (1972), che affronta tematiche di demoni e conflitti interiori, e “Cutie Honey” (1973), una serie che ha dato vita a uno dei primi personaggi di idol giapponesi. “Devilman” è particolarmente noto per la sua rappresentazione della violenza e del dolore, riflettendo le ansie e le paure dell’epoca post-bellica in Giappone.

La carriera di Nagai non si è limitata al manga. Molte delle sue opere sono state adattate in anime, contribuendo a definire il genere e ad espandere il suo pubblico. La sua influenza si estende ben oltre i confini del Giappone, ispirando artisti e autori in tutto il mondo. Oggi, Nagai è spesso citato come una delle figure più influenti nel mondo del fumetto e dell’animazione, e il suo impatto è visibile in molte opere contemporanee.

(Fonte immagine: TommasoinGiappone)

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