Friends: tra critiche ed elogi per una serie amata da (quasi) tutti

Sono passati ormai più di 25 anni dalla messa in onda della primissima puntata della sitcom americana e, nonostante tutto questo tempo, Friends continua ad essere una delle serie più iconiche e amate di sempre, capace di far ridere ed emozionare allo stesso tempo, ma soprattutto far discutere. Se da una parte, infatti, viene celebrata come un prodotto rivoluzionario per i suoi tempi, grazie alla capacità di riuscire ad affrontare con umorismo e leggerezza tematiche considerate decisamente audaci per l’epoca; dall’altra non sono state sicuramente risparmiate le critiche a stereotipi, battute considerate “cringe” e una rappresentazione non sempre inclusiva. Eppure, Friends non ha mai smesso di far divertire il proprio pubblico, attirando generazioni diverse e affermandosi come simbolo della cultura delle sitcom. Ma come ha fatto a mantenere questo successo negli anni?

La trama

Per chi non si ricordasse, o per chi facesse parte di quella piccola percentuale che non si è mai imbattuta in una puntata di Friends, rinfreschiamo un po’ la memoria con la trama.
Andata in onda tra il 1994 e il 2004, la serie si incentra sulla vita di sei amici a New York: Monica, suo fratello Ross, la sua amica d’infanzia Rachel, i vicini della porta accanto Chandler e Joy e la stravagante Phoebe. Tra risate, amori, litigi e tante sfide personali, il gruppo condivide momenti indimenticabili, supportandosi in ogni momento, tra successi e difficoltà tipiche della vita adulta.
Seguendo i personaggi nella loro quotidianità che si svolge tra i due appartamenti e il loro coffee-bar del cuore, l’iconico Central Perk, la serie esplora con ironia temi profondi come l’amicizia, l’amore, la carriera, la famiglia e la crescita personale, mostrando come gli amici spesso possano diventare la vera famiglia scelta.

Un prodotto rivoluzionario per i suoi tempi

Quando la televisione si rifugiava nelle tradizioni e negli schemi sicuri, Friends ha saputo distinguersi rompendo gli schemi, affrontando temi audaci e moderni, con un tono leggero ma allo stesso tempo incisivo, che gli ha permesso di affermarsi come un vero e proprio prodotto rivoluzionario.
Ma quali sono state queste tematiche?

  • Rappresentazione delle famiglie non tradizionali e dell’omosessualità: il personaggio di Carol, ex moglie di Ross e madre di suo figlio Ben, ha infatti una relazione con una donna, Susan, con la quale cresce il bambino. Fu uno dei primi casi in cui una famiglia omogenitoriale veniva rappresentata in una sitcom americana. Ma non fu l’unico episodio: la serie affrontò il tema LGBTQ+ anche attraverso il personaggio del padre di Chandler, che aveva intrapreso la transizione da uomo a donna, portando sul piccolo schermo una realtà ancora poco esplorata.
    Nonostante spesso l’argomento venisse utilizzato per battute, l’approccio era comunque rispettoso e normalizzava questa realtà in un’epoca in cui l’omosessualità era meno accettata nei media.
  • Niente tabù: i personaggi parlavano apertamente di sesso, relazioni occasionali e contraccezione, temi che non erano affrontati così liberamente in molte sitcom precedenti. I personaggi hanno vissuto relazioni che non solo mettevano in luce la chiara ricerca dell’amore, ma anche il sesso come parte naturale della vita adulta. La leggerezza con cui venivano affrontati questi temi non sminuiva sicuramente la loro importanza, offriva, anzi, un’esplorazione della sessualità che, seppur comica, rispecchiava le domande, i dubbi e le sfide di un’intera generazione.
  • Indipendenza femminile: le protagoniste femminili della serie sono donne indipendenti, che affrontano carriere lavorative, scelte di vita personali e, soprattutto, relazioni secondo i propri termini e il proprio giudizio personale. Rachel, in particolare, rappresenta l’archetipo della donna che sceglie di emanciparsi: nel primo episodio lascia un fidanzamento infelice e la sicurezza economica data dalla sua famiglia per ricostruire da zero, e in modo indipendente, la propria vita, ottenendo una carriera di successo nel mondo della moda. Le altre due protagoniste non sono da meno: Monica, cerca di affermarsi professionalmente nel mondo della cucina, un campo rappresentato come competitivo e prettamente maschile; Phoebe vive seguendo il proprio istinto, rifiutando qualsiasi tipo di convenzione e caratterizzandosi come uno spirito autentico e libero.
  • I figli e l’infertilità: altro tema molto importante e innovativo per l’epoca fu la rappresentazione delle difficoltà che le coppie possono incontrare nella gravidanza. Monica e Chandler ad esempio affrontano un percorso emotivo molto importante legato all’infertilità e decidono di adottare. Phoebe, invece, si offre per portare avanti una gravidanza surrogata per suo fratello. Due casi che offrono una prospettiva non convenzionale e spesso ignorata dalla tv dell’epoca.
  • Instabilità economica: argomento molto importante per i giovani dell’epoca, ampiamente rappresentato nella figura di Joey che, con la sua carriera di attore, fatica ad avere una stabilità economica. Rachel, invece, inizia ad approcciarsi al mondo del lavoro come cameriera, senza alcuna esperienza, un lavoro sicuramente lontano dai suoi sogni, ma nel corso delle stagioni, oltre la crescita personale, arriverà anche quella lavorativa nel mondo del lavoro.

Le critiche

Nonostante l’incredibile successo, anche una serie iconica come Friends non è immune al passare del tempo: ciò che ieri era rivoluzionario, oggi può apparire datato o discutibile agli occhi di un pubblico più consapevole.
La maggior parte delle critiche è rivolta alle battute presenti nella serie, considerate datate e soprattutto basate su stereotipi di genere e orientamento sessuale, come quelle che ruotano intorno alla presunta omosessualità di Chandler. Non da meno sono state le critiche sul body shaming nei confronti del personaggio di Monica da giovane, la cui figura viene “rivalutata” solo una volta diventata magra, battute che oggi vengono considerate problematiche e decisamente fuori luogo.
La serie inoltre è stata oggetto di discussioni per l’assenza di diversità razziale. Nonostante sia ambientata in una città multiculturale come New York, infatti, i personaggi di colore appaiono raramente e solo come comparse o ruoli secondari. La stessa Lisa Kudrow, che interpreta Phoebe nella serie, ha commentato in passato sull’argomento affermando che nel caso di un reboot si sarebbe sicuramente dovuto cambiare il cast interamente bianco.
Importante anche il tema LGBTQ+, sebbene infatti Friends abbia affrontato l’argomento, molti ritengono che i relativi personaggi siano poi stari relegati a ruoli marginali o addirittura dimenticati, e soprattutto raccontati attraverso stereotipi ormai superati.
Infine, diverse critiche sono state rivolte al personaggio di Ross, a causa del suo presunto sessismo, particolarmente evidente in alcuni episodi come i problemi ad accettare una tata maschio, o la reazione alla scoperta che il figlio Ben giochi con una bambola. Inoltre, anche la relazione on-off tra il suo personaggio e quello di Rachel non è esente dalle polemiche, accusata di rappresentare un rapporto poco sano, con comportamenti possessivi o manipolatori normalizzati solo in nome dell’amore.

Ma Friends è davvero così offensiva? Per valutare correttamente la serie è necessario considerare un aspetto fondamentale, ovvero il contesto storico e culturale in cui è stata creata. Gli episodi non sono ambientati né scritti con la mentalità di oggi, ma riflettono gli anni ’90, un’epoca dove molte questioni sociali, che oggi si trovano al centro del dibattito, erano trattate con una consapevolezza diversa o addirittura ignorate. Per quanto alcuni concetti e battute possano apparire oggi superati, insensibili o sbagliati, giudicare una produzione del passato con gli occhi del presente è sicuramente un esercizio poco utile. É importante però riconoscere alla serie il merito di essere una tappa intermedia in un percorso di evoluzione che arriva fino ai nostri giorni, offrendo uno spaccato del pensiero dell’epoca che, nonostante qualche errore, ha sicuramente aiutato a spingere certe tematiche verso una maggiore visibilità.

Il segreto dietro il successo

Ma qual è il segreto dietro questa serie così iconica? Pare assurdo dirlo, ma ciò che colpisce di Friends è proprio la sua semplicità. I personaggi, tutti diversi e ben caratterizzati con pregi e difetti, sono persone semplici, in cui viene istintivo identificarsi. La serie è riuscita nell’intento di creare una profonda e autentica connessione con il pubblico, intrecciando umorismo, emozioni, e temi importanti con una leggerezza che non risulta mai superficiale.
In tutto ciò il cast ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale. L’alchimia e l’amicizia autentica che si è andata a creare anche al di fuori del set ha reso il gruppo di amici non solo più credibile, ma anche profondamente amato. Jennifer Aniston, Courtney Cox, Lisa Kudrow, Matthew Perry, Matt LeBlanc e David Schwimmer hanno dato vita a personaggi memorabili e iconici ancora oggi.
Il tutto è stato confezionato in una serie perfetta, o quasi, che ha fatto divertire ed emozionare spettatori di tutte le generazioni.

A questo punto non ci resta che chiedervi, secondo voi Ross e Rachel were on a break o no?

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