Nerve: un mondo senza confini

Quanto la tecnologia può influenzarci?

Quanto può portarci a compiere gesti estremi?

Quanto può spingerci oltre ogni limite immaginabile?


Nerve, film diretto da Henry Joost e Ariel Schulman, tratto dall’omonimo libro di Jeanne Ryan, esplora proprio questi temi, trasportando lo spettatore in un thriller adrenalinico che mescola adolescenza, tecnologia,e il rischio dei giochi online.

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La trama
Venus (Vee) Delmonico è una studentessa dell’ultimo anno delle scuole superiori, che non vuole più vivere un’esistenza al margine. Così, messa sotto pressione dai suoi amici, si lascia convincere a partecipare al popolare, e apparentemente innocuo, gioco online Nerve

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I media oggi


Il film affronta, in modo incisivo, il potere dei media nella società attuale. Quello che vuole mettere in luce sono i rischi di conformarsi alle pressioni di un gruppo e di perdere il proprio io, il proprio essere per essere accettati, sia dagli amici ma soprattutto in rete. Ma questo desiderio di approvazione si trasforma in una dipendenza pericolosa.

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Attraverso il gioco di Nerve, il film offre uno specchio inquietante della nostra società, dove i confini tra privacy, moralità e intrattenimento si confondono. Questo significa esporsi senza limiti, senza filtri, arrivare a compiere gesti estremi, andando letteralmente allo sbaraglio. Tutto quello che i giocatori fanno ,ogni gesto, ogni azione , servono a intrattenere il pubblico: ogni decisione, ogni sfida è decisa, giudicata e approvata da una massa anonima che alimenta questo sistema.

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Questo può portare anche ad allontanarsi dai propri legami, dai rapporti con le persone che sentiamo più vicine a noi. Può portare a provare sentimenti come invidia, frustrazione, e , a voler dimostrare sempre di più agli altri arrivando a perdere sé stessi (come Syd e Vee)


La tecnologia come arma di controllo


I protagonisti del film, sono, semplicemente, delle pedine della società attuale. Di un gruppo di persone che manipola tutto e tutti. Della folla di spettatori (i cosiddetti Watchers) che osservano passivamente divertendosi con poco, arrivando addirittura a mettere a rischio la vita di altre persone, pur di avere il loro intrattenimento.

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Diventano performer in un circo digitale, dove il valore di una persona viene misurato in click, visualizzazioni e like.
Questo dimostra come la tecnologia può diventare anche un’arma di controllo. I giocatori, tra cui la stessa Vee,  iniziano a giocare per caso, per dimostrare il loro vero valore, il loro rischio, e pensano di avere il controllo delle proprie scelte ma in realtà non è così. Diventa qualcosa di più grande di loro, qualcosa di più grande da gestire.


Un mondo senza confini morali


Gli spettatori, attraverso questo film vengono spinti a porsi delle domande riguardo le regole, i confini morali. Vee, così come Ian e altri giocatori vivono “Senza regole”, soprattutto all’interno del gioco. All’interno del gioco, ogni azione appare legittimata dalla promessa di fama e ricompense. Il gioco stesso, con la sua adrenalina e i suoi colori accesi, sembra diventare reale, quasi tangibile nella mente dei partecipanti. Questa immersione totale spinge i personaggi a dimenticare la realtà e le sue implicazioni morali, lasciandosi trascinare in un vortice di sfide sempre più estreme.

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Eppure come il film implicitamente ci suggerisce le regole esistono per un motivo. Servono a proteggere le persone, a mantenere la sicurezza, e un equilibrio. Quando vengono eliminati o non esistono, come in Nerve, ciò che rimane è semplicemente un mondo caotico, dove la sopravvivenza è determinata dalla capacità di compiacere la massa.

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