Sindrome di Rokia

Ogni ferita lascia una cicatrice, ma alcune cicatrici non si vedono: sono quelle che portiamo dentro di noi, e che a volte ci rendono più forti.


Questo è uno dei concetti principali del romanzo «Sindrome» di Rokia. Il libro insegna l’importanza di affrontare i propri demoni, affrontare le proprie fragilità e aprirsi con qualcuno per iniziare un percorso di guarigione ma soprattutto insegna che trovare persone simili a te, che il confontro con gli altri, per quanto possa far male è anche liberatorio.

La trama

C’erano una volta quattro ragazzi, che lottavano da soli contro i propri demoni. Tentavano di fronteggiarli senza chiedere aiuto, ma la sofferenza era troppa e la battaglia sembrava perduta. Un giorno, però, per intuizione di una geniale dottoressa, i quattro si ritrovano insieme, a competere per costruirsi un futuro nel mondo del giornalismo e lasciarsi alle spalle il dolore. I loro caratteri si preparano a reagire come elementi nella provetta di un chimico. Sia è invadente e anticonformista. È l’acerrima nemica di Derek, un principe di ghiaccio con un segreto tenebroso che lo rende diffidente e scostante. L’odio che scorre tra i due non ha limiti, ma cela un’infinita e incontrollabile attrazione. Olivia ha perso la voce per via di un fantasma che le impedisce di respirare. Cova dentro di sé il desiderio di dissolversi nel nulla. La fiamma di Edgar è la sola a ricordarle la bellezza delle piccole cose. Disordinato, autoironico e fin troppo impacciato, Edgar vive tra attacchi di panico ed esplosioni di rabbia. Solo il canto di sirena di Olivia riesce ad accarezzarlo con delicatezza. Man mano che i giorni passati insieme si sommano, la loro amicizia cresce fino a diventare la chiave per elaborare la sofferenza. Eppure, il passato non smette di minacciarli, le ferite non cessano di riaprirsi. Ma se nessuno può illudersi di rimanere illeso mentre combatte i suoi demoni, l’amore ha il potere di ricucire un cuore che sanguina.



Una favola al contrario


Le favole hanno sempre avuto un lieto fine, hanno sempre insegnato che bisogna credere nel vero amore, che non bisogna buttarsi già e che , nonostante le difficoltà la vita è meravigliosa. Ma è davvero così?
Sindrome è una favola diversa dalle altre, una fiaba che ci fa capire quanto la vita possa essere imprevedibile, quanto non tutto sia rose e fiori.La realtà è molto più complessa e difficile rispetto alle storie classiche in cui il bene trionfa sempre sul male.


Sia, Derek, Olivia ed Edgar i protagonisti di questa storia, vengono rappresentati tramiti archetipi delle fiabe, perché questa è effettivamente una fiaba al contrario. I nostri protagonisti devono affrontare le proprie cicatrici, le loro debolezze e le loro paure, e questo li porta a scoprire la vera forza, dimostrando che il dolore e la sofferenza, se affrontati con coraggio, possono aiutare a guarire e migliorare.

© Rokia Nacer on IG (Rokia.nacer)

Un’altra cosa è che le apparenze sono, molto spesso, ingannevoli: Sia viene definita, simbolicamente, una strega, Derek ,un principe di ghiaccio, Olivia una sirena ed Edgar un drago. Ma in realtà non è così. La loro è tutta apparenza, il loro carattere, il loro essere è frutto del loro passato, dei loro traumi, delle cicatrici invisibili che li hanno segnati.

Trovarsi per guarirsi

Sia e Derek. La strega e il principe di ghiaccio. Più simili di quanto vogliano ammettere. Sono fuoco, ghiaccio, passione. Sono spaventati , in un certo senso, dal mondo esterno. Ne hanno vissute talmente tante che hanno paura a mostrare chi sono, hanno paura di fare vedere il loro dolore, le loro cicatrici, di mostrare i loro segreti. Paura di farsi vedere per ciò che sono davvero. Paura del giudizio. Personaggi così umani, anzi, estremamente umani, in cui ognuno si può rispecchiare. Hanno bisogno di essere amati, compresi, avevamo bisogno di trovarsi. Perché alla fine bisogna solo trovare una persona con la quale sentirsi bene e amati.


Olivia ed Edgar. Più simile di loro non c’è nessuno. Come Sia e Derek hanno bisogno di essere visti, di essere amati. Hanno bisogno di essere capiti. Perché Olivia vuole solo sparire nel nulla, Edgar, convive costantemente con paure e attacchi di panico. Perché anche loro, insieme, riescono a guarirsi, a capire la bellezza delle piccole cose. A capire quanto non bisogna abbattersi alle prime difficoltà, quanto bisogna lottare per qualcuno o qualcosa. Quanto gli artefici del nostro destino siamo noi stessi e nessuno può distruggerci. Quando dobbiamo essere sempre noi stessi e a volte aprirsi con gli altri fa bene, più che bene.

Uno stile che colpisce

Lo stile utilizzato per trattare queste tematiche è dolce e scorrevole. Rokia utilizza metafore delicate e immagine evocative, che trasportano il lettore in mondo , dove anche, il dolore, le paure, le preoccupazioni sono narrate con dolcezza.

I dialoghi , che utilizza, sono brevi ma allo stesso tempo, anche naturali e soprattutto pieni di significato e le descrizioni sono intime, mai pesanti, e si concentrano su piccoli dettagli che spesso passano inosservati, come il tremolio di una mano.

L’autrice

Rokia è una ragazza italiana di origine marocchina, ha iniziato a muovere i suoi primi passi nella scrittura molto presto. A 10 anni ha vinto un concorso per un suo racconto, e dal 2016 ha cominciato a raccontarle su Wattpad quasi per gioco, con lo pseudonimo di Clarine Jay, raggiungendo milioni di letture.

©Rokia Nacer on IG (rokia.nacer)

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