Glitch

Glitch è il romanzo d’esordio di Andrea Manenti, registra pubblicitario e musicista, che grazie a quest’ultima professione ha già iniziato a pensare ai viaggi nel tempo con il suo album Lo Specchio, in cui i brani sono palindromi tra di loro. Ha scritto inoltre altri racconti che fanno parte delle antologie della Nuova Carne Edizioni, casa editrice che pubblica di narrativa insolita e che per questo motivo, nel suo piano editoriale contiene anche Glitch, di cui ringraziamo per la copia e la collaborazione. Il libro è stato inoltre presentato a Venezia nella Libreria Karass (potete leggere l’articolo qui).

Trama

Un glitch è un minuscolo errore, un’aberrazione nel continuum capace di portare a evoluzioni impreviste, diventando emblema di libertà.
Tra viaggiatori spaziotemporali con il culto per i graffiti, sette di nichilisti iconoclasti, quindicenni ninfomani e roditori che tendono a esplodere, il protagonista di questa storia è chiamato a rispondere alle domande sbagliate che il mondo continua a sottoporgli.

Viaggi nel tempo

Il libro, seppur possa dare l’impressione di essere fantascienza per le tematiche trattate, non è ciò che l’autore ha pensato scrivendo. Infatti, durante tutta la lettura si è avvolti in un’aura di mistero – su chi ha sabotato la linea del tempo portando alla scomparsa di 8 dei 9 graffiti di Colui – ma anche un constante sentimento di essere in un ambiente weird.

Infatti, sebbene non venga specificato il luogo in cui i personaggi si trovano, viene descritto come un posto piccolo in periferia, in cui il cemento e le sue crepe diventano loro stessi protagonisti, soprattutto perchè non sfuggono all’occhio attento di Max che nota il loro cambiamento illogico.

Ciò è dovuto ai viaggi nel tempo e alla reiscrizione della giornata. Infatti il sistema è molto simile a Tenet, film di Christopher Nolan, in cui per andare avanti nel tempo lo si fa vivendo in x1, e si torna indietro sempre in x1. E’ quindi molto importante quando si torna indietro nel tempo, fare gli stessi movimenti al contrario in modo da non alterare la percezione della realtà delle altre persone ed evitare glitch.

Graffiti

Un altro tema principale sono i graffiti, soprattutto quelli del protagonista Max. E’ una persona schiva, che tende all’autoisolamento, cammina a ridosso delle stesse strade come se fosse un bassorilievo, seguendo gli stessi percorsi, facendo intendere il suo spettro autistico.

Nonostante il suo essere quasi invisibile con le altre persone e avendo paura di tutto, durante la notte si sveglia il suo alter-ego, quello con cui va a fare graffiti. La sua conoscenza del nome dei colori delle bombolette spray è incredibile, e questa sua passione, lo porterà ad essere un profeta per il culto dei graffiti.

Infatti quattro viaggiatori del tempo, Anna, Otto, Bob e Naijian, tutti completamente diversi l’uno dall’altro, sia per età, che per interessi e carattere, solo una cosa li accomuna: il nome palindromo, ciò permette di viaggiare in entrambi i sensi senza sbagliare. Hanno comunque un unico obiettivo: capire che cosa causa le interferenze con la creazione dei nuovi graffiti. E nonostante non venga mai descritto questo graffio, come in ogni culto, ciò lo rende ancora più vivo e aumenta il credo.

Cosa ne pensiamo

E’ un libro che senza dubbio intrappola il lettore nelle sue trame del tempo, a ripercorrere, rivivere e riscrivere lo stesso giorno più e più volte, e gli insegna le regole per continuare a viaggiare. Se all’inizio c’erano due filoni narrativi, uno in prima persona di Max, e uno in terza persona di Anna, Otto, Bob e Naijian, quando essi collidono la voce narrante diventa una sola, quella del protagonista. Sarebbe stato interessante se anche successivamente ci fosse stato il narratore in terza persona in modo da aumentare questo sentimento di errore, richiamando il glitch del titolo.

La lettura ha bisogno a sua volta del proprio tempo, sarebbe controproducente cercare di finire il libro il più in fretta possibile, a meno che non si intenda rileggerlo subito dopo – come se si riscrivesse a propria volta la lettura -, perchè le informazioni ricevute hanno bisogno di essere interiorizzate in maniera consapevole, per questo consigliamo una lettura non affrettata.

Oltre le tematiche dei viaggi nel tempo e i graffiti, anche i personaggi sono un punto fondamentale. Come detto in precedenza, ognuno di loro è diverso, ed è proprio questo ciò che rende più interessante la lettura e permette di affezionarsi ad ognuno di loro. Sono dinamici, e anche il protagonista, Max, descritto all’inizio come schivo, segue un percorso di maturazione e presa di coscienza delle proprie potenzialità.

A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)

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