Dog Man: da oggi al cinema l’eroe metà umano e metà animale

Dal 30 gennaio 2025, Dog Man approda nei cinema italiani sotto il marchio Universal Pictures. Diretto da Peter Hastings e tratto dalla celebre serie di graphic novel di Dav Pilkey, il film mescola azione, comicità e fantasia in una narrazione dal ritmo travolgente. Con una durata di 89 minuti, questo lungometraggio d’animazione punta a conquistare un pubblico trasversale, strizzando l’occhio sia ai più piccoli che agli adulti.

La trama segue l’incredibile trasformazione di un poliziotto e del suo fedele cane Greg in un’unica entità: Dog Man, un super-poliziotto con il cuore di un eroe e l’istinto di un cucciolo. A sfidarlo c’è il perfido Gino, un gatto tanto scaltro quanto inafferrabile, che riesce sempre a sfuggire alla cattura. Le cose si complicano ulteriormente quando Gino resuscita Flippy, un pesce con poteri psicocinetici e una vendetta in sospeso. Con inseguimenti frenetici e situazioni esilaranti, il film mantiene un ritmo incalzante che impedisce alla noia di insinuarsi anche per un solo istante.

Scena in DogMan © MyMovies

Uno stile visivo che conquista

Uno degli elementi più distintivi di Dog Man è la sua estetica, che fonde l’animazione tridimensionale con il tratto fumettistico, rievocando le illustrazioni stilizzate di classici ma con un tocco moderno. Il design colorato e vivace si sposa perfettamente con il tono irriverente della storia, regalando un’esperienza visiva accattivante.

Il film ha un ritmo frenetico, senza momenti di pausa. Le gag si susseguono una dopo l’altra: alcune pensate per un pubblico adulto, altre più visive e buffe, perfette per far ridere i più piccoli. Tra le idee più riuscite ci sono tocchi di puro surrealismo, come cassetti che nascondono passaggi segreti o oggetti che prendono vita all’improvviso.

Scena in DogMan © DogMan movie site

Più di una semplice storia tra eroe e villan

Sebbene Dog Man segua la classica dinamica eroe contro villain, il film riesce a sorprendere con una sottotrama emotivamente coinvolgente. Il rapporto tra Gino e il suo piccolo clone, Ginetto, rappresenta il cuore pulsante della storia. Il micetto, ingenuo e pieno di entusiasmo, vede in Gino una figura paterna, aggiungendo al film una nota più profonda ed emozionante. La storia tocca il tema dell’abbandono e di come possa segnare il futuro di chi lo subisce. Inoltre, mette in luce una dura realtà: non tutti riescono a cambiare e, a volte, semplicemente non vogliono farlo, anche quando ne hanno l’opportunità.

L’azione, però, non manca mai: tra fughe rocambolesche e una spettacolare sequenza finale con mostri giganti – con palazzi animati che devastano la città come in un film di Godzilla – Dog Man non perde mai il suo spirito avventuroso, riuscendo a bilanciare emozione e adrenalina con grande maestria.

Scena in DogMan © Uci Cinemas

Dog Man si inserisce perfettamente nella tradizione DreamWorks, offrendo un mix di ironia, azione e un messaggio positivo.

E proprio quando pensi di aver visto tutto, ecco arrivare uno dei momenti più surreali ed esilaranti del film: un numero di telefono chiamato per emergenze a cui risponde una voce monotona con un’unica frase: “La vita non è giusta” e riaggancia. Un dettaglio grottesco e irresistibile che chiude perfettamente il cerchio nel mondo frenetico e caotico di Dog Man.

A cura di: Ale_opinionerd

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