Era il 29 gennaio 1951 al Salone delle feste del Casinò di Sanremo, quando alle 22 in punto si spensero le luci e si diede il via alla primissima edizione del Festival di Sanremo, l’evento che da quel momento in poi ha inevitabilmente cambiato la storia della musica italiana.
Una settimana fa abbiamo festeggiato i 74 anni da quella sera in cui si sfidarono solo tre interpreti, e nel frattempo di cambiamenti ne sono avvenuti molti, ma una cosa è certa: Sanremo si riconferma tuttora come uno degli eventi più iconici e di successo della cultura italiana. Sul suo palco sono passate star intramontabili, ospiti internazionali e brani che hanno segnato la storia della musica.
Sanremo continua ad evolversi, sperimentando e riflettendo i cambiamenti del Paese che lo ospita, mantenendo sempre viva la magia che lo contraddistingue.
Perché Sanremo è Sanremo!
Storia della nascita del Festival
Da semplice kermesse musicale a diventare lo spettacolo più longevo della televisione italiana, Sanremo ne ha fatta di strada. Ma com’è nata l’idea di un festival della musica italiana?
La sua storia è profondamente legata al Casinò di Sanremo, fondato ad inizio ‘900, fin dai primi anni ha sempre organizzato concerti, feste da ballo e rappresentazioni teatrali.
Gli eventi erano frequentati principalmente dai ceti medi e dall’alta società, perché la maggior parte della popolazione non poteva permettersi di partecipare. Nonostante ciò la radio svolgeva l’ottimo compito di portare in tutto il Paese le mode nazionali, soprattutto quelle della musica.
Tra il 24 dicembre 1931 e il primo gennaio 1932, Luigi De Santis, concessionario del Casinò, organizzò una kermesse di musica napoletana, il Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi. Tra gli spettatori c’era un fioricultore, Amilcare Rambaldi, che dopo la seconda guerra mondiale entrò a far parte della commissione incaricata di rilanciare il Casinò. Rambaldi ebbe l’idea di riprendere il festival musicale e nel 1947 sottopose la proposta ad un conduttore radiofonico, Angelo Nizza. Il Festival della Canzone italiana venne organizzato, ma non a Sanremo, bensì a Viareggio, nel 1948 e riproposto anche l’anno successivo, come una manifestazione estiva che doveva accompagnare la stagione balneare.
Nel 1948 una gara d’appalto affidò la gestione del Casinò a Pier Busseti, un imprenditore lombardo che aveva assistito al festival di Viareggio. Fu proprio Busseti a volere a tutti i costi che la kermesse si trasferisse a Sanremo, come parte di una più vasta strategia turistica per lanciare la città. L’imprenditore sottopose la sua idea a Rambaldi, Nizza e Angelo Amato, direttore del Casinò, coinvolgendo anche la Rai per la trasmissione radiofonica dell’evento.
Fu così che nacque il Festival di Sanremo.

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“Miei cari amici vicini e lontani, buonasera. Benvenuti al Casinò di Sanremo per un’eccezionale serata organizzata dalla Rai, una serata della canzone con l’orchestra di Cinico Angelini. Premieremo, tra duecentoquaranta composizioni inviate da altrettanti autori italiani, la più bella canzone dell’anno.”
Nunzio Filogamo presenta il Festival di Sanremo 1951
L’edizione del 1951
La prima edizione si tenne nel gennaio del 1951, e il Festival di quel periodo era completamente diverso da quello che conosciamo noi.
In primo luogo, lo spettacolo non aveva una location tutta sua, bensì si svolgeva nel salone del Casinò, occupato da tavolini presso i quali i clienti si trattenevano a chiacchierare. Inoltre, il regolamento che fossero pochissimi i cantanti ad eseguire tutte le canzoni, rigorosamente inedite. All’edizione del ’51 parteciparono solo in tre: Nilla Pizzi, il Duo Fasano e Achille Togliani, con venti brani a testa. La conduzione fu affidata a Nunzio Filogamo, celebre presentatore radiofonico.
Il pubblico era chiamato a votare cinque canzoni ogni sera e ad eliminarne altre cinque. Nell’ultima sera, le dieci canzoni che avevano passato il turno si sfidarono fino ad eleggere un vincitore: Nilla Pizzi, con la canzone Grazie dei fiori. Anche il pubblico era diverso da quello che consideriamo attualmente. Non ci fu infatti alcuna partecipazione dai radioascoltatori sintonizzati, gli unici che poterono esprimere una preferenza furono gli ospiti del Salone delle feste del Casinò.
L’evento, a discapito di quanto si possa pensare, venne accolto abbastanza freddamente dalla stampa, e dallo stesso pubblico in sala, che continuò a parlottare e prestare poca attenzione alle esibizioni.

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Il passaggio alla televisione
Filogamo fu il presentatore ufficiale del Festival fino alla sua quinta edizione, nel 1955, la prima ad essere trasmessa in diretta radio-televisiva. Filogamo fu infatti ritenuto poco “telegenico” e venne sostituito dal giornalista Armando Pizzo.
Questa edizione fu storicamente importante non solo per il passaggio alla televisione, ma per altri due motivi. In primo luogo, la finale venne trasmessa anche in Eurovisione; e inoltre vi fu la comparsa del playback. Ad usufruirne fu Claudio Villa che, a causa di una faringite, fu costretto a dover fingere di cantare. Questo non lo penalizzò affatto, anzi, Villa vinse il festival con Buongiorno tristezza, cantata insieme a Tullio Pane.
La scommessa sulla televisione fu una scelta vincente. Il nuovo medium, infatti, permetteva di raggiungere un numero sempre maggiore di persone, non solo per chi la possedeva a casa, ma soprattutto perché le persone si riunivano in bar e locali per seguire i programmi più popolari.
Da quel momento in poi, molti brani del Festival iniziarono ad ottenere un grande successo commerciale, entrando nell’immaginario collettivo del Paese.
Nel 1956, il Festival fu il modello di ispirazione per un’altra importante competizione, arrivata anch’essa fino ai nostri giorni: l’Eurovision Song Contest.

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Il passaggio al Teatro Ariston e i conduttori più celebri
Il Festival ebbe luogo nel Salone delle feste del Casinò fino al 1976. A partire dall’anno successivo, nel 1977, questo venne trasferito al teatro Ariston. Inizialmente lo spostamento doveva essere provvisorio, a causa di lavori di restauro, ma alla fine, vista la maggiore capienza del teatro, il Festival prese dimora fissa all’Ariston, dove si svolge tutt’ora.
L’edizione del 1977 fu anche la prima ad essere trasmessa a colori, presentata da uno dei conduttori storici del festival: Mike Bongiorno. Il conduttore fu uno dei più longevi del festival, con ben 11 edizioni sottomano, di cui 5 anni di fila tra il 1963 e il 1967, rinominanti “era Bongiorno“.
Altro conduttore importante fu sicuramente Pippo Baudo, al timone del festival per ben 10 edizioni, anche lui con 5 anni consecutivi tra il 1992 e il 1996.
Solo Amadeus è riuscito ad eguagliare questi due conduttori storici con 5 edizioni di fila tra il 2020 e il 2024.
Per quanto riguarda le donne, invece, il Festival di Sanremo fu presentato per la prima volta da una donna nel 1978, con Stefania Casini, affiancata da Beppe Grillo. La sua fu però considerata più come una conduzione “virtuale”, perché alla Casini venne lasciato in realtà poco spazio.
Bisogna attendere il 1986 per avere una forte e vera presenza femminile sul palco, con Loretta Goggi.

conduttori del Festival di Sanremo
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L’evoluzione del Festival
Nel corso degli anni, il Festival ha naturalmente seguito l’evoluzione della società italiana, anche in fatto di gusti musicali. Le canzoni che sono state presentate man mano sono passate quindi da quelle più tradizionali alle modernissime dei nostri giorni. Già verso la fine degli anni ’50 si iniziarono ad affermare brani più leggeri e il decennio successivo fu caratterizzato dai cantanti definiti “urlatori“, tra i quali Mina e Adriano Celentano, oltre alle prime canzoni che si soffermavano maggiormente su temi politico-sociali. In generale però hanno sempre prevalso i brani più “leggeri“, ancora oggi molto presenti nella competizione.
Il Festival di Sanremo, in definitiva, ha saputo evolversi insieme alla società italiana, riflettendo i cambiamenti culturali, sociali e generazionali del Paese. Da semplice competizione musicale a evento mediatico di portata nazionale, Sanremo è diventato una vera e propria “vetrina” della musica italiana, capace di raccontare, attraverso le canzoni, le emozioni e le trasformazioni di un’intera nazione.
In vista della sua 75° edizione, che andrà in onda tra l’11 e il 15 febbraio 2025, non possiamo che guardare indietro a quella sera del 29 gennaio 1951, che ha inevitabilmente cambiato per sempre la storia della musica italiana, regalandoci uno degli eventi più iconici e di successo del nostro Paese.
Perché Sanremo è Sanremo!
