Il 29 gennaio, è stata svelata la scenografia del Festival di Sanremo 2025, firmata dall’architetto Riccardo Bocchini. Negli anni precedenti abbiamo visto, come il palco di Sanremo ha alternato eleganza classica e modernità.

Ma cosa ci aspetta per questo Sanremo 2025?
Il progetto di quest’anno mira a rendere la musica la vera protagonista, facendo si che ogni performance venga valorizzata con i giusti giochi di luce, movimenti scenici e installazioni tecnologiche innovative.
Lo stesso architetto Riccardo Bocchini afferma che il palco è una fusione tra passato e futuro e deve rappresentare una struttura che abbraccia il pubblico, facendo sentire gli spettatori più coinvolti e vicini agli artisti. Non a caso una delle novità di questo palco è una maggiore integrazione tra platea e scenografia, attraverso un sistema di pedane mobili che avvicinano gli artisti al pubblico e creano una dimensione più immersiva, quasi a rompere la parete con gli spettatori.
Questo design innovativo permette di modulare lo spazio scenico in base alle esigenze delle singole esibizioni, garantendo un’esperienza sempre diversa e coinvolgente.
Le pareti sceniche, veri e propri elementi scultorei, rappresentano il cuore di questo progetto, chiamato Techno Hall e
si torceranno in tre dimensioni, tutto in un’essenzialità di linee, alla ricerca di una pulizia e di un’eleganza delle immagini: l’eleganza di una scena armonica che abbraccerà gli spettatori, trasferendo emozioni, e l’eleganza della forma che, attraverso le movimentazioni elettromeccaniche, si trasformerà al servizio delle canzoni, riuscendo perfino a sparire completamente – afferma lo stesso architetto Riccardo Bocchino
Elementi distintivi
Un altro elemento distintivo è l’uso di schermi LED di ultima generazione, capaci di trasformare il palco in un vero e proprio universo visivo, adattandosi ai temi delle canzoni e alle emozioni che gli artisti vogliono trasmettere. Luci dinamiche, proiezioni olografiche e scenografie interattive contribuiranno a creare atmosfere uniche, esaltando ogni performance con un impatto visivo spettacolare.

Bocchini ha inoltre pensato a un’architettura fluida e armoniosa, dove il connubio tra tecnologia e tradizione si esprime attraverso materiali e forme che richiamano la storia del Teatro Ariston, ma con un linguaggio contemporaneo. L’uso di elementi curvilinei e strutture trasparenti crea un senso di leggerezza, mentre l’inserimento di dettagli dorati e richiami all’Art Déco conferisce un tocco di eleganza senza tempo.
La sinuosità, la plasticità e l’eleganza delle linee architettoniche – aggiunge Bocchini – andranno ad abbracciare le motorizzazioni tecnologiche con i loro movimenti armonici. Gli apparati video e quello sceno-luminoso, totalmente innovativi, saranno essenzialmente al servizio delle immagini televisive: “Giochi ottici” accoglieranno lo spettatore; “Tecno Lampadari”, “Sipari” e “Tende tecnologiche” scenderanno dall’alto; e la “Scala” si muoverà con varie configurazioni tecnologiche – afferma Riccardo Bocchini
Infine, bisogna dire che il palco è stato progettato per valorizzare al massimo le inquadrature e permettere movimenti di macchina più fluidi, regalando agli spettatori a casa un’esperienza visiva cinematografica.
