
“Katie contiene i miei omicidi più inquietanti ed è sicuramente il mio romanzo più crudele. Scriverlo è stato divertente. Da morire”
Queste sono le parole di Michael McDowell per descrivere il suo libro Katie uscito nel 1982 e pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2025 che ringraziamo per la copia. Conosciuto nel nostro Paese già per i suoi libri della saga di Blackwater e Gli aghi d’oro pubblicati dalla medesima casa editrice, quest’anno ritorna in libreria con un romanzo in cui la giustizia, la sfortuna e il macabro sono le parole chiavi.
Trama
Quando Philomena Drax riceve una lettera dal nonno, caduto nelle grinfie della crudele famiglia Slape che mira ai suoi soldi, si precipita in suo aiuto. Ma non ha fatto i conti con Katie Slape, giovane selvaggia, ladra spietata, veggente assassina. Fra incendi, spettacoli di cabaret e due colpi di martello, le due si rincoreranno come in una danza macabra nell’America della Gilded Age. Perché nessuno sfugge alla furia di Katie.
Personaggi – la dualità

E’ innegabile il ruolo fondamentale e di personaggio principale di Katie, rivelato anche dal titolo del libro. Nonostante sia crudele e selvaggia, è difficile non trovare interessante la sua persona, tanto da rimanerne affascinati, proprio grazie a queste sue caratteristiche oscure. Non solo, quello che più attrae è l’aura mistica che le aleggia intorno, come fa a sapere tutto? La sua sete di sangue è indomabile, tanto da poter essere considerata folle.
Al contrario, Philomena è una ragazza di campagna, tranquilla e di buon cuore, tanto da rimanere fregata ogni volta dalle ingiustizie della vita, ricade continuamente nella sfortuna causatale maggiormente da sua cugina. Nonostante ciò il suo animo è forte, è determinata e va sempre avanti sconfiggendo gli ostacoli che le appaiono.
Una è un’antieroina, l’altra un’eroina, entrambe sono donne con un grande spirito, che non si fermano davanti a niente, due facce della stessa medaglia. In questo libro le donne riottengono il valore che meritano, sia in maniera più macabra, sia in quella più genuina.
Cosa ne pensiamo
Michael McDowell si dimostra nuovamente il Charles Dickens americano, in cui mette alla luce le parti più oscure delle persone e della società. Se ne Gli aghi d’oro mostrava la dualità di New York, tra la parte più ricca e quella più povera, in questo libro ciò che spicca sono le differenze tra la campagna e la città, non solo dei luoghi ma anche degli abitanti dello stesso posto.

Qui si parla di giustizia e ingiustizia, di provvidenza, quasi a ricordare il Conte di Montecristo, interpretato da Philomena anche se in un ruolo più passivo, in cui tutto ruota intorno ai soldi e cosa si farebbe per averli. E’ una vera e propria avventura quella narrata nelle pagine del libro, che attrae e fa andare avanti il lettore, rendendolo indeciso quale delle due parti prendere, se quella di Katie o di Philomena.
E’ bene sapere che all’interno del libro sono presenti delle scene violente e splatter, quindi bisogna essere consapevoli prima di iniziare la lettura, ma nonostante la sua essenza cruda, non manca anche un po’ di romanticismo, che non è importante per la storia, ma che comunque tiene vivo l’interesse e la speranza di un lieto fine.
Ho giurato a me stessa di vederli tutti e tre morti. Mi trasformerò in segugio, li braccherò nelle loro tane, li farò impiccare, e quella notte dormirò ai piedi della loro forca.
A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)
