La sposa del vento

Scilla Bonfiglioli

Oskar Kokoschka, uno dei pittori che ha riscosso più scandalo ma che in Italia è molto sottovalutato, riottiene la sua voce grazie al libro La sposa del vento, scritto da Scilla Bonfiglioli, edito Fazi editore che ringraziamo per la copia. Potete leggere l’articolo della presentazione del libro qui.

Questa è la prima storia in cui Scilla scrive quello che vuole realmente, infatti ha scritto molti romanzi a quattro mani in collaborazione ed ha una produzione parallela in edicola edita Mondadori della collana Segretissima di spy story, ma La sposa del vento è il suo primo esordio in libreria e lo fa portando alla luce la storia di un pittore provocatorio e la sua musa Alma.

Trama

Nella Vienna d’inizio Novecento, il giovane e solitario Oskar Kokoschka trasforma i suoi demoni in opere d’arte, suscitando sdegno e grande scandalo. Grazie all’aiuto del Maestro Klimt, l’artista riesce pian piano ad affermarsi frequentando i circoli intellettuali più prestigiosi e facendosi notare per l’eccezionalità del suo lavoro. Le visioni mostruose e inquietanti che lo tormentano ogni notte, tuttavia, non gli danno tregua, almeno fino all’incontro con la bellissima Alma Mahler, magnetica musa di numerosi artisti, da poco rimasta vedova del celebre musicista. Il sentimento che travolge Oskar lo libera momentaneamente dai demoni che lo perseguitano e lo porta a vivere il periodo più fortunato della sua carriera, in cui produrrà capolavori indimenticabili come La sposa del vento, dipinto immaginifico ispirato al suo amore per Alma. Quando però la donna decide di lasciarlo e l’Europa è sconvolta dall’incubo della guerra, Oskar precipita di nuovo nell’abisso e, in preda al delirio, si fa costruire una bambola con le fattezze dell’amata, che paradossalmente lo aiuterà a dimenticarla.

Il selvaggio di Vienna

Oskar Kokoschka ©NZZ

Grazie a questo libro si è potuto scoprire un artista messo spesso in secondo piano da altri suoi contemporanei, basti pensare al suo Maestro Klimt, famosissimo in Italia al contrario di Kokoschka che sebbene nel nostro Paese non abbia così tanto seguito negli altri è molto più apprezzato.

Ma in realtà nemmeno le sue prime opere ottennero un grande successo, la stanza numero 14, dove era contenuta la sua prima collezione di opere, ritenuta diabolica, tant’è che Oskar stesso fu nominato come il Diavolo arrivato a Vienna.

Considerato quasi un profeta, con il suo occhio che può vedere la realtà delle cose e delle persone, in questo libro si può capire chi era effettivamente Kokoschka, le sue paure, i suoi demoni interiori, la sua genialità che ha attratto molte persone, la sua vicinanza con l’occulto e soprattutto il suo amore viscerale per Alma Mahler.

Alma Mahler ©Fine Art Images / Heritage Images / Keystone

La sposa del vento

La donna più importante nella vita di Oskar è stata sicuramente Alma Mahler, musa non solo di Kokoshka ma anche di molti altri artisti, compositori, architetti e scrittori.

Il personaggio di Alma, forte e determinato, agli occhi di Oskar diventa un tutt’uno con Lilith, il demone che lo viene a trovare la notte e che gli da il potere di disegnare, tanto da essere la sua musa.

La compositrice accoglie in un primo momento questa similitudine in maniera quasi naturale, essa stessa dichiara di essere un mostro, e che avrebbe voluto essere un uomo, per avere il potere e la notorietà che le spetta ma che essendo donna non potrà mai ricevere.

Il suo amore con Oskar è potente, arde come un fuoco, tant’è che il pittore ne rimane bruciato, la sua ossessione verso Alma lo porta ad atti estremi, perchè se all’inizio quello che c’era tra loro due era qualcosa di puro, con il tempo diventa più oscuro. Il quadro da cui prende anche nome il libro una volta completato parve aver risucchiato tutto il buono che c’era nella loro relazione.

Cosa ne pensiamo

Scoprire Kokoschka grazie alla penna di Scilla Bonfiglioli è stato un viaggio non solo nelle sue opere ma anche nella sua personalità. Ci si è potuto immedesimare nel pittore stesso, comprendere quello che lo faceva rimanere sveglio la notte, la sua quasi pazzia, senza però essere d’accordo con le sue scelte.

La vita di Oskar è stata senza dubbio piena ed emozionante almeno fino ad un punto specifico che è proprio quello in cui si ferma il libro, ma lascia un segno molto forte, soprattutto per la moltitudine di attori nella vicenda che accompagnano il Selvaggio di Vienna.

Una lettura che oltre ad essere istruttiva, siccome è una biografia romanzata, lascia senza dubbio il segno anche dopo molto tempo che la lettura sia finita. Ciò da anche la possibilità di vedere sotto un nuovo punto di vista le opere e capirne il loro significato.

Alma e Oskar erano il centro immutabile della tela, rannicchiati in un letto che era una barca alla deriva, stretti in mezzo ai turbini incontrollati della tempesta. Un viaggio abissale. «Allora, cosa te ne pare?». Alma fissava il quadro senza dire una parola. Il silenzio era pesante, interrotto solo dai tuoni che facevano vibrare i vetri del solaio. «Siamo proprio noi».

A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)

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