Nevermore riapre le porte per la seconda stagione di Mercoledì

Dopo mesi di attesa, i corridoi gotici della scuola più enigmatica della televisione tornano a popolarsi. Con la nuova stagione di Mercoledì, il pubblico ritrova l’eroina creata da Charles Addams, questa volta più cupa, più consapevole e più determinata che mai, difatti se nel primo capitolo l’avevamo conosciuta come un’outsider brillante e caustica, oggi la giovane Addams diventa il fulcro di un intreccio più oscuro.

La stagione si apre con un episodio destinato a restare nella memoria degli spettatori, ricordando agli occhi attenti una scena tratta dallo Spiderman di Tom Holland. All’aeroporto, Mercoledì subisce una perquisizione che sembra uscita da un cortometraggio di umorismo macabro con armi abilmente nascoste, Mano ripiegata in valigia come un curioso souvenir e infine una crema solare troppo grande per passare il controllo, scatenando l’ilarità generale e mettendo in luce la satira di quel momento.

Mercoledì 2

È solo un glitch

Mercoledì si trova al centro di una caccia a un serial killer. Rapita e immobilizzata, viene esposta come un macabro oggetto da collezione, seduta a un tavolo e circondata da bambole di porcellana. L’immagine potrebbe quasi sembrare da film horror o da perfetta serie True crime a tratti disturbante, ma non sufficiente a renderla vittima, difatti con la sua solita freddezza e sarcasmo, ribalta la situazione finché Mano, non si accorge delle lacrime nere che le solcano il volto. Tuttavia, dopo l’incipit, la narrazione torna tra le mura gotiche di Nevermore, dove il nuovo anno scolastico si apre sotto una guida rinnovata e con un fermento che attraversa aule e corridoi. Nei dormitori infatti, l’accoglienza assume toni vivaci: vediamo la stanza di Enid e Mercoledì, trasformata in un piccolo spazio conviviale, illuminata da luci decorative e punteggiata da racconti delle vacanze e scambi di regali dal gusto eccentrico.

Mercoledì 2

L’estetica Dark si evolve

Con la seconda stagione c’è un cambio netto anche sul piano estetico, dove possiamo osservare che le atmosfere fredde e quasi monocromatiche della prima annata lasciano spazio a una tavolozza più intensa con colori saturi, dettagli vividi e un viola dominante nelle divise che spicca sulle architetture gotiche dell’istituto. Questa evoluzione cromatica tuttavia non tradisce l’identità dark della serie, ma la rende più densa e cinematografica. Con un occhio attento possiamo vedere una  fotografia che lavora con precisione sui contrasti, alternando luci nette e ombre profonde per esaltare tensione e intimità delle scene, mentre le ambientazioni di Nevermore, già icona visiva fin dal debutto, si arricchiscono di nuovi dettagli architettonici e scorci studiati al punto da diventare un vero e proprio personaggio aggiuntivo del racconto. Gli effetti visivi restano quindi presenti, ma mai invadenti con tocchi digitali appena percettibili che preservano il realismo gotico tipico dell’universo di Tim Burton, che consolida il proprio marchio autoriale.

La regia si caratterizza per movimenti di macchina calibrati e mai ridondanti, capaci di esaltare la profondità dello spazio scenico dove osserviamo le scenografie, modellate come composizioni pittoriche che dialogano suggerendo indizi sulla psicologia e sulla traiettoria dei personaggi. Ma non è tutto, ci sono molti richiami puntuali alle trasposizioni cinematografiche degli anni ’90 della famiglia Addams, che possiamo considerare citazioni implicite dell’immaginario vittoriano e rimandi visivi a opere come Beetlejuice o alle suggestioni letterarie di Edgar Allan Poe. Analizzando alcune sequenze possiamo verificare pose e inquadrature di Mercoledì che ripropongono in chiave reinterpretativa fotogrammi iconici del passato, rielaborati attraverso la fisicità e l’intensità interpretativa di Jenna Ortega.

Trailer Mercoledì 2

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