Dimenticate Hollywood e le soap sudamericane: tra amori impossibili e famiglie in lotta, oggi il cuore degli italiani batter per Istanbul. Da Can Yaman a Terra Amara, le serie turche sono diventate un vero e proprio fenomeno pop, capace di trasformare attori in star internazionali, conquistando palinsesti e piattaforme, e il pubblico italiano sembra proprio non volersi disintossicare da questa nuova dipendenza televisiva. Ma qual è il segreto dietro il loro successo?
Le prime serie turche in Italia
Ne abbiamo visto di ogni genere: drammi, amori impossibili, figli perduti e poi ritrovati, storie che fanno battere il cuore… Ma quando ha avuto inizio tutto ciò?
L’arrivo delle cosiddette dizi (dal turco “televizyon dizileri” ovvero “serie televisive”) nei palinsesti italiani risale all’estate del 2019. Nessuno poteva immaginare che quel mix di romanticismo travolgente avrebbe acceso, di lì a poco, una vera e propria febbre televisiva. Le pioniere di questo successo sono state le famosissime (e seguitissime) Bitter Sweet e DayDreamer. Cosa avevano in comune? Il protagonista: Can Yaman, un attore semi-sconosciuto, che è riuscito in poco tempo a conquistare il cuore del pubblico, che lo ha trasformato in un idolo nazionale, capace di realizzare ascolti record.

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Non solo una moda passeggera
Il loro successo non si è fermato e le serie turche hanno dimostrato di non essere una semplice moda passeggera. Da quel momento fino ad oggi la loro produzione è rimasta in costante crescita, portando sempre nuovi titoli in Italia. Dopo DayDreamer, il pubblico si è lasciato conquistare da Mr. Wrong – Lezioni d’amore (con gli stessi attori di Bitter Sweet), Love is in the Air e dal fenomeno assoluto Terra Amara, che ha infranto ogni record di ascolti, diventando un appuntamento quotidiano per milioni di spettatori. A questi si aggiungono serie più recenti come La Rosa della Vendetta o Tradimento (attualmente ancora in onda), che hanno confermato come la “febbre turca” sia ormai una presenza stabile nei palinsesti italiani. Non più un esperimento estivo, ma un’offerta che fa ampia concorrenza alle fiction italiane e agli altri prodotti internazionali.

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La mossa vincente di Mediaset
Chi ci ha visto lungo in questo campo è stato sicuramente il direttore di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, andando a caratterizzassi come vincitore indiscusso della partita in Italia. Mediaset ha infatti fiutato l’occasione quando ancora le serie turche sembravano un puro esperimento, investendo in esse e trasformandole nel proprio cavallo di battaglia.
Lo stesso Pier Silvio ha affermato di seguire i consigli di sua madre, fan delle serie turche: “Quando vado a trovare mia mamma la trovo sempre che guarda serie turche. E mi dice: ‘Ciao Pier Silvio, ora ti siedi con me e la vediamo insieme oppure torna un’altra volta”.
In questo senso, si può dire che Mediaset abbia vinto la lotteria: nessun altro competitor ha infatti saputo investire così tanto, e soprattutto bene, su questo prodotto.
Numeri da record
Ma sono i numeri a parlare chiaro: secondo le stime di Parrot Analytics, tra il 2020 e il 2023 la domanda globale di serie turche è aumentata del 184%.
Prendiamo Terra Amara, una delle più seguite in Italia: questa serie è riuscita a battere qualsiasi record, raggiungendo numeri da capogiro in fatto di spettatori (ha superato i 3 milioni), con uno share del 18%, battendo i film e le fiction concorrenti.
Questi numeri non rappresentano dei casi isolati, ma sono la dimostrazione di una crescita costante: serie che superano il 15-18% di share, che diventano appuntamenti fissi nel palinsesto quotidiano e attori che diventano idoli veri e propri sui social. Tutti segnali che dimostrano che ciò che sembrava un fenomeno passeggero ha tutte le intenzioni di restare a pieno titolo.

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Il segreto del successo
Ma allora, cosa si nasconde dietro il successo delle dizi? La ricetta è semplice ma vincente. Le trame, prima di tutto, puntano su temi universali (amori contrastati, rivalità familiari, segreti, vendette), che vengono raccontati con un’intensità emotiva che cattura lo spettatore. Da non tralasciare sicuramente l’elemento esotico, molte serie turche, infatti, presentano scenari suggestivi.
Tutto è curato nei minimi dettagli: regia, colonna sonora avvolgente, costumi e scenografie che creano un mondo seducente.
L’ampia scelta di generi è poi un altro aspetto importante: ce n’è veramente per tutti: dalla commedia, alle serie d’amore, passando per il dramma e il genere crime.
Ma la vera differenza la giocano gli attori con il loro carisma e le loro interpretazioni: volti magnetici e storie strappalacrime, che non possono che conquistare il cuore dello spettatore. É così che figure come Can Yaman o Hilal Altınbilek sono diventate vere e proprio icone, amatissime sullo schermo, ma anche nella vita reale, grazie ai social che amplificano la loro popolarità.
In fondo, il segreto delle serie turche probabilmente risiede nella loro “semplicità“: storie in cui tutto si possono identificare, e perché no, che possono servire anche come distrazione dalla normalità. Mescolando tradizione e modernità, melodramma classico e linguaggio contemporaneo hanno saputo trovare la combinazione vincente, che ha conquistato spettatori in tutto il mondo, in primis in Italia.

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