Pietro Marcello racconta la Duse al Lucca Film Festival


Il Lucca Film Festival si è aperto con la proiezione di Duse, il nuovo lavoro di Pietro Marcello, restituendo lo spirito e la modernità di Eleonora Duse, attrice che rivoluzionò la recitazione e influenzò generazioni di interpreti in Italia e all’estero. “Ho scelto di rappresentare gli ultimi anni della Divina e non il periodo del suo pieno fulgore creativo perché non ero interessato alle vittorie in scena, quelle che di solito vengono sempre raccontate. In questo caso volevo dare voce ai “vinti” della storia, perché fu proprio in quella dimensione che la Duse riuscì a trasformare il teatro moderno – ha dichiarato il regista, Pietro Marcello – Anche se l’ambiente italiano rimaneva ancora legato a un teatro vecchio, a differenza di quanto accadeva in Francia con Sarah Bernhardt, lei seppe imporsi con un talento straordinario.”

Duse 2025 trailer

La trama

Attraverso la voce della figlia, il film racconta una donna segnata dalla malattia e dalle difficoltà economiche, ma ancora animata da un’urgenza vitale che la spinge a tornare in scena. In un’Italia scossa dalla Grande Guerra e dall’avanzata del fascismo, il teatro diventa per lei un atto di resistenza, l’ultimo spazio in cui affermare libertà, arte e identità ma nonostante il declino fisico e il prezzo personale da pagare, Duse affronta fino alla fine il palcoscenico con la stessa intensità che l’ha resa immortale.

Poster

Un’opera simbolica

Al centro della narrazione Valeria Bruni Tedeschi, è stata chiamata a incarnare gli ultimi anni della carriera e della vita della Duse. L’attrice presta difatti il volto e la sua forza scenica a un personaggio che vive in bilico tra memoria, resistenza e il peso di un mondo teatrale rimasto ancorato al passato. “Per una donna dell’epoca, costretta a muoversi in un mondo dominato dagli uomini e relegata a ruoli passivi e marginali, era una sfida enorme e doveva avere una forza intrinseca e un talento impressionante per riuscire a fare ciò che ha fatto – ha proseguito, Marcello – in un certo senso trasformò il teatro moderno, aprendo la strada a ciò che poi sarebbe stato sviluppato da Strasberg, Stanislavskij e Čechov e persino Charlie Chaplin rimase affascinato dalla sua arte.”L’opera è stata realizzata interamente in pellicola, una scelta che a detta del regista conferisce alle immagini un ritmo e una profondità lontani dalle logiche del digitale e si arricchisce dell’uso di materiali d’archivio, in particolare quelli legati al viaggio del Milite Ignoto a Roma, inserendosi nella trama come dei simboli e restituendo al racconto una dimensione collettiva.

Lucca film festival

“Non volevo creare un biopic, non era quello il mio obiettivo – ha aggiunto, Marcello – mi interessava coglierne lo spirito, raccontare la sua resistenza e l’intreccio profondo tra arte e vita ed è stato proprio questo a colpirmi: una donna che nei primi decenni del Novecento, dopo aver lasciato il teatro per anni, è tornata sul palcoscenico dimostrando ancora una volta tutta la sua forza, quella di una vera forza della natura.” Il ritratto che ne emerge è complesso, intimo e universale allo stesso tempo. Eleonora Duse appare difatti come figura capace di anticipare la modernità, di incarnare le contraddizioni del suo tempo e di rendere il teatro e il cinema nascente come strumento per comprendere la vita. La sua voce, perduta nelle prime sperimentazioni di Edison, resta affidata all’immaginazione e alla memoria ma il suo spirito, attraverso la passione cinematografica, continua a vibrare nella memoria delle persone.

Opera di Martina Madrigali per Pietro Marcello

Un regalo speciale a Pietro Marcello

Poco prima della proiezione del film, il  regista ha ricevuto un omaggio dall’artista lucchese Martina Madrigali, che gli ha consegnato un’opera interamente realizzata in carta e collage. “Salve a tutti, sono Cristina Madrigali e queste sono Paper, Carta e Collage che sono ritratti di carta – Ha annunciato la pittrice, Martina Madrigali – Quindi è tutta carta e carta. Scusate l’imbarazzo.”

Pietro Marcello al Lucca Film Festival

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