Gen V 2: il vero disegno di Cipher

Dopo tre episodi segnati da due principali comuni denominatori: l’elaborazione del lutto e la ridefinizione del nuovo ordine accademico sotto la guida del rettore Cipher; il quarto episodio di Gen V alza la posta in gioco, mostrando in maniera brutale quanto sia fragile la linea che separa informazione e manipolazione.
Bags è il punto di svolta: Marie viene addestrata a spingersi oltre i limiti del suo potere, Jordan affronta la gogna pubblica, Cate ritorna al fianco dei suoi amici, e Cipher svela finalmente le sue intenzioni. (L’articolo contiene SPOILER)

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Jordan nel mirino

La shitstorm che travolge Jordan nasce dalle sue stesse parole: nel precedente episodio aveva ammesso in diretta di aver aggredito Cate, smascherando così la menzogna costruita dalla Vought che aveva attribuito la colpa agli Starlighters per alimentare l’odio. Invece di aprire una finestra sulla verità, la macchina mediatica si è rivoltata contro di lei, strumentalizzando la sua identità bi-gender e riducendola a una caricatura di “transgender in cerca di fama e attenzione”. È l’ennesima prova di come l’inclusività propagandata dalla Vought sia soltanto una facciata che cambia continuamente il volto della verità, facendo prevalere la discriminazione e la manipolazione dell’opinione pubblica.

Marie VS. Jordan

Il confronto tra Marie e Jordan è l’evento più traumatizzante e toccante dell’episodio. Un duello che, in realtà, non avrebbe mai dovuto esistere: entrambe sono vittime di un sistema che le mette l’una contro l’altra per pura strategia. L’ennesima manovra mediatica della Vought, “una nuova campionessa di colore” che mette alle strette la malvagia bi-gender che ingannato la folla. È questa la storia che cercano di vendere. Eppure, nel tentativo di ribellarsi a questa macchina spietata, Marie e Jordan scelgono di mostrare il loro amore davanti a tutti. Un atto coraggioso, ma destinato a infrangersi contro l’intervento del rettore Cipher, che con i suoi devastanti poteri le priva di ogni possibilità di scelta.

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Cipher, l’architetto oscuro

L’episodio svela finalmente il vero volto del rettore: Cipher non ha nulla dell’educatore, ma tutto del manipolatore. È disposto a servirsi di ogni mezzo pur di ottenere ciò che desidera. Ma cosa vuole davvero? È la domanda che aleggia in ogni testa: perché potenziare Marie, spingendola a diventare persino più forte di Homelander? Ormai non ci sono più dubbi: Odessa, l’arma segreta temuta da Starlight, non è altro che Marie. La Godolkin University dunque, non è altro che un laboratorio e Marie ne è il fulcro assoluto.

Un ponte tra le serie?

Il quarto episodio rafforza l’idea che Gen V e The Boys si stiano avvicinando sempre più. Cipher svela come l’intera Godolkin sia stata pensata per forgiare Marie attraverso il Progetto Odessa, e perché sviluppi i suoi poteri così che sia sullo stesso livello di Homelander. Se davvero fosse così, il suo personaggio diventerebbe una pedina centrale nello scontro di potere che attraversa l’universo principale.
Resta però da capire in che modo questa traiettoria potrebbe intrecciarsi con la brutalità di Butcher e della sua squadra. The Boys ha sempre lasciato intendere che sarebbe toccato a Ryan, il figlio di Homelander e Becca, affrontare il padre in maniera risolutiva. L’ingresso di Marie ribalterebbe questa aspettativa, aprendo scenari inediti: affiancamento? sostituzione? o addirittura un conflitto parallelo? Per ora restano solo ipotesi, vedremo se la questione verrà approfondita negli episodi successivi.

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