Una famiglia quasi unita, un weekend che scorre velocemente e un amore da salvare: La famiglia Leroy, diretto da Florent Bernard e distribuito da Wanted, in uscita nelle sale italiane oggi 25 settembre, è un film dolce-amaro che mostra la vita senza filtri o fantasie, mescolando risate, imprevisti e la fragilità dei legami più intimi. Tra viaggi a Dijon, tentativi disperati di riconciliazione e situazioni al limite dell’assurdo, il film ci invita a riflettere su cosa significhi davvero “stare insieme“.
Trama
Susan e Christophe Leroy si conoscono da giovani, si amano, hanno una splendida famiglia con i loro due figli Lorerei e Bastien, tanto bambini quanto quasi adulti per lasciare casa, e poi… Susan chiede il divorzio. Christophe non reagisce e non demorde, usa l’ingegno: tutta la famiglia farà un viaggio nel weekend per riscoprire i luoghi e i valori della loro storia personale e sentimentale. Un tentativo di ricucire il rapporto e la base della famiglia.

Il divorzio come realtà quotidiana
La Famiglia Leroy è uno di quei film in cui ci si può riflettere, che ci mostra la realtà e l’umanità nei rapporti sentimentali della vita. Il tema del divorzio ispira facilmente il cinema – basti citare il recentissimo I Roses, violento quanto surreale nel trattare un rapporto amore/odio tossico – ed è sempre stato rappresentato come un evento catastrofico di odio e di tristezza.
Ne La famiglia Leroy, il rapporto tra Sandrine e Christophe ha ancora il suo tocco di complicità, chimica, ma anche di incomprensioni e piccole amarezze. I Leroy non si odiano e non sono nemmeno rosa e fiori, affrontano i loro rapporti con rispetto e con momenti di alti e bassi.
Bastien e Lorerei rappresentano lo specchio della società della Gen Z: si percepiscono trascurati dalla loro stessa famiglia, al punto ricercare l’indipendenza come unica via per la felicità. Bastien, in particolare, prova a mostrarsi forte mentre affronta le prime esperienze amorose.

Analisi dei personaggi
L’interpretazione è reale ed empatica, a cominciare da quella di Charlotte Gainsbourg, nei panni di Sandrine, capace di restituire con delicatezza le fragilità nel rapporto con il marito e la vulnerabilità legata al timore del giudizio altrui di fronte alle sue lacrime.
Josè Garcia – interprete di Christophe Leroy – ci offre un personaggio quasi inetto: un uomo che cerca di affrontare la realtà, regalando anche momenti molto ironici e cinici durante la visione del film, non superando però la barriera delle sue contraddizioni che tendono a ripetersi più volte nella trama.
Da segnalare anche la recitazione di Lily Aubry e Hadrien Heaulme – Lorerei e Bastien Leroy – molto attaccata all’atteggiamento umano e quotidiano piuttosto che a un atteggiamento dalle sfumature molto teatrali, come accade spesso in altri film del genere.
La Famiglia Leroy di Florent Bernard non conquista immediatamente, ma sa farsi apprezzare perché mostra con delicatezza un lato profondamente umano, e dolorosamente autentico, di certe esperienze della vita.

