GEN V 2: il potere che piega la morte

Con il quinto episodio, la seconda stagione di Gen V raggiunge un punto di non ritorno. Non si tratta più di un semplice spin-off di The Boys, ma di una serie che osa ridefinire il concetto di potere, manipolazione e trauma. Al centro c’è ancora Cipher, malvagio burattinaio che conduce gli eventi e le persone secondo un piano preciso. E, sebbene il fine ultimo resti avvolto nel mistero, una cosa è certa: per Cipher il percorso passa attraverso il sacrificio e la spinta dei giovani super oltre ogni limite, a qualunque costo. (L’articolo di seguito contiene spoiler).

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Il rettore meno retto di sempre

Dalle sue mosse diventa chiaro che ogni sfida, ogni dolore, ogni perdita non è stata casuale. La pressione del duello tra Marie e Jordan, i corsi speciali fuori da ogni logica educativa, perfino Elmira, erano parte di un unico disegno: accelerare la crescita dei poteri dei ragazzi. Per Cipher, Marie è la chiave per cambiare il mondo. Nonostante abbia già raggiunto un livello mai visto, il rettore è convinto che lei non abbia ancora toccato il suo vero apice.
La prova più tragica di questa filosofia arriva con André (Chance Perdomo, 1996-2024): Cipher ha cercato di spingerlo al limite, ma la sua malattia lo ha consumato prima che potesse fiorire. Una morte che non è un incidente, ma una probabilità casistica considerata una perdita accettabile nella rincorsa al prossimo passo evolutivo.
A complicare lo scenario, compare Sage (Susan Heyward), la super della quarta stagione di The Boys che aveva sorpreso gli spettatori con le sue particolari abilità e capacità deduttive, qui viene mostrata in un’inedita alleanza con Cipher. La sua presenza, fatta di intuizioni calcolatrici e di un cinismo glaciale, lascia intendere che la Godolkin non sia solo un progetto isolato, ma un tassello di una strategia più vasta che tocca direttamente gli equilibri della serie madre.

Una cura che non funziona

Nel corso dell’episodio scopriamo che sono stati gli stessi genitori di Sam a fargli somministrare il Compound V, convinti che potesse curarlo dai suoi problemi mentali. Una rivelazione sconvolgente, perché ribalta del tutto la sua storia: non sono state le torture né il siero a renderlo instabile, ma la sua fragilità era già lì, e il V non ha fatto altro che amplificarla.
Come se non bastasse, Sam viene colpito da un’altra verità devastante: i suoi genitori lo hanno sempre creduto morto. Quando, lo scorso anno, la Vought ha annunciato sui propri canali che era vivo, avevano cercato di incontrarlo… Ma l’azienda ancora una volta ha mentito, dicendo loro che Sam non voleva mai più vederli. Un inganno che alimenta la sua rabbia e la sfiducia nelle persone, facendo sì che lo spettatore si domandi se nel futuro di Sam ci sarà un altro baratro di allucinazioni e autodistruzione.


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La spinta finale

La chiave di volta dell’episodio è il nuovo “esperimento” di Cipher: la squadra di Marie, accorsa per salvare Cate a Elmira, cade invece in una trappola che li riporta all’esatto punto di partenza della stagione. Tutti vengono catturati e il colpo più crudele arriva con l’incontro con Annabeth, la sorella perduta di Marie, che lei non vedeva dal giorno della morte dei genitori. Cipher gliela mostra solo per fargliela trovare qualche ora dopo in una pozza del suo stesso sangue: morta. L’ennesimo trauma calcolato, studiato dal rettore per costringere Marie a superare la soglia del possibile. Il risultato è un momento scioccante: Marie, spinta dalla disperazione, riesce a resuscitare Annabeth, dimostrando che i suoi poteri possono ormai piegare persino la morte.

La svolta

Dopo l’impennata di potere mostrata nello scontro con Jordan, la resurrezione di Annabeth dimostra che Marie è in grado di spingersi oltre i limiti biologici: non solo può fermare un’emorragia o manipolare fluidi vitali, ma invertire perfino il corso della morte. In fondo, cosa siamo se non “sacche di sangue”? Se Marie può controllarlo, riossigenarlo e riportarlo nei tessuti, non sorprende che riesca a far ripartire un corpo ormai spento. Il vero enigma resta la questione cerebrale: come può il suo potere riattivare sinapsi e funzioni neuronali dopo un’interruzione definitiva?
In ogni caso, con Cipher e Sage a manovrare i fili, diventa evidente che Marie non è solo un personaggio centrale di Gen V, ma la pedina su cui si giocherà anche la prossima mossa di The Boys.

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