Ogni anno, a dicembre, i clienti di una piccola libreria di Bologna scrivono un proposito e lo lasciano tra le pagine dei libri. Così, desideri, sogni e segreti si accumulano tra scaffali pieni di storie, creando un archivio invisibile di speranze e ricordi.
Sabrina Gabriele con il suo libro I buoni propositi ci trasporta nella Bologna degli anni ’80, in un mondo di sogni e desideri custoditi, nell’attesa che questi si possano avverare.
Trama
Vanni Maestri è il libraio che custodisce questa tradizione. Un uomo che ha rinunciato ai propri sogni giovanili e vive immerso nella routine della libreria. La sua vita cambia quando Agata, la sua giovane assistente, ritrova un messaggio particolare: un segnale che riporta a galla il passato e il ricordo di un amore mai dimenticato.
Allo stesso tempo, la contessa Costanza Castelvetri scopre tra le carte del marito defunto un manoscritto segreto. Racconta la storia di tre studenti universitari, travolti da amicizie, amori, guerra e persecuzioni razziali. Le due vicende si intrecciano, mostrando come memoria e desideri possano riaffiorare anche a distanza di anni.

Stile di scrittura
La scrittura è chiara e lineare. Le frasi scorrono in modo semplice e diretto. Le descrizioni sono essenziali, sufficienti a evocare le atmosfere senza appesantire la lettura. L’autrice accompagna il lettore attraverso la vicenda in modo chiaro, rendendo comprensibili entrambe le dimensioni narrative. Lo stile dell’autrice è fluido, delicato e avvolgente. Racconta con grazia e intensità i desideri dei personaggi, trasformando i buoni propositi in storie universali che parlano a ciascuno di noi e ci ricordano l’importanza di credere nei sogni e nella forza dei legami, anche quando la vita ci pone di fronte a grandi sfide.
I due piani temporali
Il romanzo alterna due piani narrativi. Da una parte la quotidianità della libreria, i gesti di tutti i giorni, i clienti e i foglietti dei buoni propositi. Dall’altra la storia del manoscritto, che racconta il passato dei personaggi tra amicizia, amore e guerra. Il libro si sviluppa su due piani temporali. Nel passato, durante la Seconda Guerra Mondiale, assistiamo alla nascita di un’amicizia speciale tra Vanni, Ermanno e Costanza. Tre ragazzi provenienti da contesti sociali diversi, che riescono a superare le differenze economiche e culturali grazie alla forza del legame che li unisce. Questa amicizia mostra come i sentimenti più sinceri possano diventare fonte di coraggio e sostegno nei momenti più difficili. In questo contesto, l’autrice affronta con grande delicatezza il tema della Shoah. La scelta di inserire un riferimento a questa tragedia storica non è soltanto narrativa, ma porta con sè il peso della testimonianza. Per rendere autentica la storia Sabrina Gabriele si è documentata sugli eventi intrecciando il dolore della storia collettiva con le vicende dei protagonisti, offrendo al lettore una riflessione profonda su quanto la memoria sia necessaria per comprendere il presente.

I temi trattati
Tra i temi principali del libro troviamo la forza dei ricordi e dei legami, l’importanza della comunità e il valore di custodire i sogni più semplici, quelli che danno senso alla vita quotidiana. I buoni propositi, simbolo centrale della narrazione, sono descritti come semi piantati nel cuore, capaci di germogliare anche dopo anni, se coltivati con cura.
La storia si intreccia inoltre con un luogo speciale: la libreria. Non è solo uno spazio fisico, ma un rifugio dell’anima, capace di custodire speranze e desideri. Questa diventa un punto di incontro, un intreccio di vite e ricordi che lega le persone tra loro, trasformandosi in un simbolo di resistenza e rinascita.
L’autrice
Sabrina Gabriele è nata a Bergamo nel 1978, ha studiato all’Accademia di Arte Drammatica “Paolo Grassi” a Milano, ha abitato a Londra e da anni vive a Parigi, dove lavora nell’alta moda. Nel 2023 ha pubblicato Quattro giorni o sempre, suo romanzo d’esordio. Ora torno in testa alle classifiche con I buoni propositi.

