Quando il Natale si tinge di rosso vermiglio: intervista a Michele Mazzolino

Il Natale si sa, è il periodo più gioioso. Le storie che si leggono in quel periodo hanno un clima di festa che ti avvolge come una calda coperta e sanno di dolci allo zenzero e di cioccolata calda, ma quest’anno preparatevi a qualcosa di più gelido e sconvolgente perché l’autore Michele Mazzolino vi farà vivere un Natale diverso con il suo Satan Klaus is Coming to Town.
Ve lo presentiamo in questa intervista in cui ci parlerà del suo romanzo, di come è nata l’idea e di un progetto importante per molti autori.

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Michele parlarci di te. Racconta chi sei.

Innanzitutto, grazie per avermi concesso questo spazio nel vostro magazine. Mi presento: mi chiamo Michele Mazzolino e ho 31 anni. Lavoro come operaio metalmeccanico in un’azienda del mio paese e il tempo libero lo trascorro guardando serie tv o suonando il pianoforte.

Quando è stato il tuo primo approccio alla scrittura?

Ho scritto la mia prima storia quando andavo alle elementari. Già da piccolo guardavo una marea di film dell’orrore e, forse proprio grazie a questa mia passione, è nata questa storia. Il primo racconto che ho scritto era lungo una decina di fogli, me lo ricordo ancora, e parlava di zombie e maledizioni.

Parlaci del tuo romanzo Satan Klaus ambientato in Finlandia. Perché la scelta di questo titolo e come mai l’idea di ambientare proprio in uno dei paesi scandinavi?

La scelta del titolo la devo a dei miei colleghi. Un giorno, in pausa pranzo, stavo raccontando loro di questa storia che avevo in mente e, ridendo e scherzando, è saltato fuori Satan Klaus is coming to town, una storpiatura della famosissima canzone natalizia interpretata anche da Michael Bublé. Per quanto riguarda la Finlandia, invece, non saprei dirti il vero motivo. Sono attratto dalla lingua di quel Paese e dalla loro cultura. Forse è per quello. Poi, in quale altro Paese poteva stare bene un serial killer vestito da Babbo Natale?

“You better watch out… You better not cry… You better not pout… I’m telling you why…”

Raccontaci della tua esperienza con la PAV Edizioni. Perché hai scelto di appoggiarti a una casa editrice e non hai optato per la strada del Self?

Sono venuto a conoscenza della PAV Edizioni su Internet. Essendo una piccola casa editrice non ne avevo mai sentito parlare se non da qualcuno su Wattpad. Ho curiosato sul loro catalogo e ho visto una collana in particolare che mi ha attratto, la Rosso Vermiglio, quella per cui poi ho pubblicato Satan Klaus is coming to town. Non ho esitato un secondo a preparare una bella mail e a inviargliela. Ho preferito appoggiarmi a una casa editrice piuttosto che al self perché non sono in grado di vendermi da solo. Ho bisogno di una spinta e loro sono stati in grado da subito di darmela. Gli sarò per sempre grato.

Il tuo romanzo è Thriller, perché la scelta di approcciarsi con questo genere?

Sono cresciuto a pane e film horror, in seguito si è anche aggiunta la lettura, però, non sono riuscito quasi mai a trovare un libro in grado di spaventarmi come un film. Nei thriller scritti bene trovo quasi quelle sensazioni: un’ansia crescente, la voglia di scoprire l’assassino, tutte le procedure che la polizia utilizza. Satan Klaus is coming to town infatti è un miscuglio di questi due generi: thriller con qualche sfumatura horror.

Quanto è stato difficile la stesura del romanzo. Hai avuto momenti in cui ti sei bloccato?

Sinceramente, non molto. Scrivevo la maggior parte durante il giorno e la sera prima di andare a dormire. Che voi ci crediate o no, a parte un paio di settimane, non mi sono mai bloccato. A quanto pare anche lei sapeva di essere la mia storia.

Kai Mattila uscì da quella casa, correndo, dimenticandosi per un momento di schivare le impronte di sangue sul pavimento di legno dell’atrio. Salì in macchina e, tremante, appoggiò la pistola carica sul sedile del passeggero.

Parliamo adesso di Writer’s Hub, puoi spiegare di cosa si tratta e come è nato?

Il Writer’s Hub è un gruppo di supporto e sostegno per autori emergenti. Io, Lexie Miller e Selvaggia Frey, rispettivamente autrici per la PubMe Edizioni (Collana Muse) e self, abbiamo deciso di crearlo per aiutare scrittori emergenti come noi a pubblicizzare le loro opere.

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Avete creato questa community, qual è l’obiettivo che volete raggiungere con essa?

Quello che facciamo nel WH è semplice. In pratica, leggiamo le nostre storie e ci recensiamo su Amazon e altri canali social. Lo scopo principale è quello di cercare di spingerle per avere più visibilità su internet. A oggi conta una trentina di autori e autrici (in self o tramite casa editrice) carichi e pronti a scoprire nuove storie.

Parlaci dei tuoi progetti futuri. Stai lavorando a un nuovo romanzo?

Sto per pubblicare, sempre con PAV Edizioni, un fantasy per ragazzini con tanto di immagini create da Kiara, un’autrice, grafica e membro del Writer’s Hub. La data d’uscita non è ancora stata decisa. In futuro conto di pubblicare il seguito di Satan Klaus is coming to town che ho già scritto ma devo ancora rivedere. Il titolo sarà Fairy.

Vi ringrazio ancora per tutto e ne approfitto per fare un appello agli scrittori che leggeranno questa intervista. Il Writer’s Hub è sempre aperto a tutti. Se volete promuovere le vostre storie e siete disposti ad aiutare altri scrittori a farlo con le loro contattate pure il @writers_hub2025 su Instagram.

© Michele Mazzolino

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