Dopo mesi di attesa, arriverà su Prime Video È colpa nostra, il capitolo conclusivo, in uscita il 16 ottobre, della trilogia tratta dai romanzi di Mercedes Ron, autrice che ha conquistato il pubblico con le sue opere. Dopo È colpa mia e È colpa tua, il terzo film chiude il percorso dei protagonisti Noah e Nick.
La trama riprende alcuni anni dopo con Noah, che fa ritorno a casa per partecipare al matrimonio dell’amica Jenna. La giovane, convinta di aver voltato pagina, si ritrova però a fare i conti con il proprio passato quando incontra nuovamente Nick, con cui i rapporti si erano interrotti in modo doloroso dopo il tradimento visto nel secondo film. Durante il white party che precede le nozze, entrambi tentano di evitarsi ma successivamente il destino e i ricordi li costringono a un confronto inevitabile.

Ma ne avevamo davvero bisogno?
Un terzo capitolo per chiudere il cerchio era inevitabile ma dopo una lunga attesa, è probabile che non tutti i fan rimarranno soddisfatti.
La scrittura dei dialoghi mostra qualche passo avanti rispetto ai primi due film, risultando più naturale e meno artificiosa, ma resta comunque intrappolata in cliché e dinamiche fin troppo prevedibili. Guardando anche la sceneggiatura, si nota che, pur cercando di dare un tono più maturo alla storia, questa non riesce a mantenere sempre alto l’interesse con una prima parte segnata da ritmi lenti e alcune sequenze piuttosto statiche rispetto ai primi due film che avevano più azione.

La chimica dei protagonisti
Nicole Wallace e Gabriel Guevara, ancora una volta si confermano il cuore pulsante della saga. Nonostante negli ultimi mesi si siano rincorse voci di tensioni fuori dal set, sullo schermo sono riusciti a mantenere una professionalità impeccabile e un equilibrio credibile nei rispettivi ruoli, difatti la loro chimica resta evidente, anche se più misurata e meno istintiva rispetto ai primi capitoli.
Nicole Wallace regala una Noah più consapevole e introspettiva, alle prese con qualcosa di più grosso di lei, mentre Gabriel Guevara, restituisce un Nick meno impulsivo ma ancora combattuto con il proprio orgoglio e che dovrà affrontare le conseguenze delle proprie decisioni.

Un ritorno al passato
Dal punto di vista visivo, si conferma comunque lo stile dei capitoli precedenti: una buona fotografia luminosa, ambientazioni lussuose e una colonna sonora pensata per un pubblico giovane e internazionale con il suo tono a tratti drammatico, soprattutto nel caso di questa ultima pellicola.
Possiamo dire inoltre che è un ritorno al passato, come un viaggio pensato per chi ha amato la saga fin dal primo capitolo, riportando in scena le stesse emozioni, i gesti e i simboli che i fan riconosceranno subito, come se tutto tornasse al punto di partenza. Tra le sequenze più evocative c’è quella dell’auto, un chiaro richiamo al primo film e poi la cena di prova, in cui tornano le rose blu, ormai diventate il simbolo stesso della trilogia. In questo gioco di rimandi e citazioni, il film punta sicuramente di più sul fattore emotivo che sulla narrazione, introducendo nuovi personaggi e vecchi ritorni. Sotto questo punto di vista, difatti, avremmo preferito più attenzione, tagliando scene più semplici o allungando il film così da dare più spazio, non risultando molto sbrigativo il finale.
