Tra le pagine e la vita: intervista doppia a Sara Cremini e Francesco Codenotti

Sara Cremini e Francesco Codenotti, due anime e un’unica passione, quella per le storie. Autori e direttori di collana, uniti nel lavoro ma anche nella vita, marito e moglie che condividono sogni, amore, storie e tante idee. Un matrimonio tra libri e idee.

Uniti nella vita e nei sogni, entrambi autori e direttori di collana. Ma chi dei due ha trascinato l’altro?

SARA: La scrittura ci ha fatti incontrare, e ci ha uniti come coppia, poi come marito e moglie e ora come futuri genitori. Il trascinamento è vicendevole: avere un amore così grande che si consolida ancora di più nella condivisione di una passione e di un sogno come quello della scrittura porta sia Fra che me a essere sostegno e spinta uno dell’altra.

FRANCESCO: Quando ho conosciuto Sara stavo perdendo le speranza a causa di una realtà editoriale che non mi rappresentava. E poi… ho conosciuto lei. E tutto è cambiato. Ora che siamo entrambi autori e direttori di Collana, il sostenerci a vicenda è reciproco. Abbiamo la fortuna di amare entrambi i libri, ed è questa la nostra vera forza: il poter portare avanti insieme questa passione.

Quando è nata la passione per le storie scritte?

SARA: Quando ho imparato a leggere e scrivere. E da lì non si è più fermata.

FRANCESCO: Le storie sono da sempre parte di me. Metterle per iscritto era il naturale passo successivo

Come è iniziata la vostra esperienza in PAV, sia come autori che come direttori?

SARA: Ho conosciuto la realtà di PAV Edizioni durante la pandemia. Girava molto sui social e avevo letto un paio di loro titoli che mi erano piaciuti, per cui ho scelto di inviare loro il mio romanzo. Mi sono subito trovata bene, anche se avevo dei timori dati dalle mie esperienze editoriali precedenti. Aurora, la mente e il cuore di PAV, è stata bravissima a farmi sentire accolta, a casa e in situazione di sicurezza. Per quanto riguarda l’attribuzione di ruolo di direttrice di collana, la telefonata in cui Aurora ha chiesto la nostra disponibilità a svolgere questo ruolo è avvenuta pochi giorno dopo il nostro ritorno dal viaggio di nozze. Per entrambi è stato motivo di orgoglio vedere come ci veniva riconosciuta la nostra esperienza nel mondo fantasy e percepire l’enorme fiducia che la CE ha risposto in noi.

FRANCESCO: Ho conosciuto PAV Edizioni grazie a Sara. Come tanti, purtroppo, arrivavo da una realtà nella quale mi sentivo imprigionato e mai libero di esprimere il mio pensiero. Una sera Sara, che seguivo da un po’ di tempo sui social come autrice, mi ha invitato a un corso di scrittura organizzato da PAV stesso. Inutile dire che sono stato il primo a iscrivermi!

Raccontateci delle vostre opere.

SARA: A oggi le mie opere pubblicate sono cinque. Una trilogia, seguita poi da un volume, che può fungere sia da prequel che da sequel. Questo mio progetto letterario è quello che a oggi mi ha impegnata di più, e mi ha dato anche enormi soddisfazioni. Neméria, il mondo da me inventato e il luogo in cui si svolgono le avventure dei miei personaggi Luis, Anasawi, Mairy, Gelawgi e Kiran sono per me casa, e sono orgogliosa di poter dire che i lettori e le lettrici lo definiscono allo stesso modo. La benandante, invece, è uno stand-alone per adulti, che mi ha permesso di portare in giro per l’Italia la mia bella Valle Trompia, luogo in cui il romanzo è ambientato. Con questo manoscritto ho messo alla prova la mia scrittura, spingendomi oltre alcuni limiti che temevo di non riuscire a superare.

FRANCESCO: Ad oggi ho tre romanzi (una dilogia e un autoconclusivo) già pubblicati, cui si sommano uno in uscita a breve, svariati racconti e due raccolte di racconti curate insieme a Sara. La dilogia porta il titolo di Le sette vie del drago, ed è una dilogia fantasy-ucronica; l’autoconclusivo, un dark urban, è invece Immor(t)al, e tratta temi a me sempre cari come la storia e l’analisi della società odierna attraverso il linguaggio universale dal fantasy.

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Parlateci adesso delle vostre collane.

SARA: Driadi, Draghi e Grifoni sono le tre collane di PAV Edzioni di cui noi ci occupiamo. Già dai loro nomi è evidente che il genere da noi selezionato è il fantasy. Essendo esso così ampio per quanto riguarda i sottogeneri che lo caratterizzano, abbiamo deciso di comune accordo con la CE che avremmo messo il focus sul target di lettura. Per questo Driadi si occupa di pubblicare letture adatte a bambini e ragazzi, Draghi si specializza sugli young adult e Grifoni presenta contenuti prettamente per adulti. Questa avventura di direzione di collana ha permesso di scoprire penne e storie davvero incredibili. E il viaggio continua.

FRANCESCO: proverò a non ripete quanto detto da Sara, aggiungendo lo scopo per il quale abbiamo accettato l’arduo compito di diventare Direttori di collana. Veniamo entrambi da esperienze non facili, nelle quali abbiamo dovuto sbagliare prima di apprendere. Pubblicare un libro è un’emozione unica, ma porta in sé anche molta ansia. Volevamo aiutare, con la nostra esperienza maturata in tanti anni, chi sarebbe venuto dopo di noi, farlo sentire capito, dove possibile… guidato. E, allo stesso tempo, volevamo poter fare ciò che più amiamo: essere orgogliosi della Casa editrice che rappresentiamo, selezionando per lei solo e sempre i migliori testi. Il fantasy italiano ha molto da dire, ma c’è bisogno che qualcuno creda in lui.

Come conciliate la vita di tutti i giorni con il lavoro?

SARA: Non è affatto semplice. Però siamo ben organizzati. Si cerca di dare spazio alla vita famigliare, al lavoro principale e al lavoro per la PAV. Inoltre, riusciamo anche (sempre meno, purtroppo) a dedicare del tempo alla stesura delle nostre storie. Diciamo che bisogna stilare un bel calendario organizzativo famigliare. Abbiamo comunque la fortuna di condividere ruoli e passioni, quindi entrambi comprendiamo il bisogno dell’altro di lavorare a determinate cose.

FRANCESCO: Concordo con quanto detto da mia moglie. Conciliare il tutto non è mai semplice (e, andando avanti, temo che sarà ancora più difficile, [ride ndr]). Ci diamo però delle priorità, e abbiamo imparato col tempo a darci dei limiti. Come dicevamo in precedenza, fortunatamente ricopriamo entrambi lo stesso ruolo, e questo ci aiuta. Allo stesso tempo, siamo entrambi scrittori, e, seppur il tempo per dedicarci alle nostre storie è sempre meno (il tempo dedicato agli altri è davvero tantissimo, in proporzione), quando abbiamo bisogno di isolarci dal mondo per poter scrivere/riflettere/editare, non abbiamo bisogno di chiedere il permesso all’altra o all’altro.

Sara parlaci di Francesco, chi è?

SARA: Francesco è un uomo meraviglioso, con un cuore grande come un intero continente. È dolce, premuroso e sempre presente. Ha una mente in continuo movimento, piena di creatività e voglia di fare. È un appassionato lettore, un supporter del fantasy italiano, una persona che si spende tantissimo per gli altri. È la mia roccia e la mia bussola, con lui vicino sento di riuscire ad affrontare ogni cosa, anche la bolgia del mondo dell’editoria.

Francesco, raccontaci chi è Sara.

FRANCESCO: Sara è… Sara. Sara è magica, Sara è buona, Sara è quella che non è mai abbastanza anche quando fa cose che nessuno di noi è in grado di fare. Io dico sempre, ancora da prima di conoscere Sara di persona, che se tutti leggessero Neméria, il mondo sarebbe un mondo più buono. Perché Sara è questo: una persona che guarda il mondo e lo rende migliore, con la sua dolcezza, la sua capacità, la sua maturità. È il volto che sono felice di ritrovare a casa ogni sera quando esco da lavoro, ed è la persona che più sono orgoglioso di avere al mio fianco.

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C’è un episodio come autori o direttori che ricordate con piacere?

SARA: Più di uno, a dire il vero. In primis, ricordo che eravamo ospiti a Librixia, la fiera di libri che si tiene nella nostra città. Stavo mangiando un panino perché era ora di pranzo, mi trovavo dietro lo stand, spalle al pubblico, perché non mi sembrava carino smangiucchiare in faccia alle persone. All’improvviso sento un: ma c’è Sara Cremini? Mi volto, ed era una ragazza venuta da Bergamo appositamente per incontrarmi. È stato davvero bello scoprire che c’erano (e per fortuna ancora ci sono) persone che intraprendevano un viaggio solo per incontrarmi e parlare con me delle mie storie. In generale, è molto emozionante sapere che ci sono lettori e lettrici affezionati, che attendono trepidanti l’uscita di ogni tuo singolo romanzo. Ciò ti fa comprendere di aver creato una community affiatata.
Per quanto riguarda la direzione delle collane, l’emozione più forte la provo durante la chiamata conoscitiva che faccio all’autore o all’autrice alla quale ho inviato la proposta di contratto. Sentire la commozione e il trasporto con cui sentono riconosciute, amate e apprezzate le loro storie non ha prezzo.

FRANCESCO: Come autore, non ho un episodio in particolare da raccontare (sono pessimo nel gioco del raccontami un aneddoto), forse perché io vivo di emozioni del momento e, seppur mi ricordi ogni singolo episodio, a coinvolgermi maggiormente è l’emozione, ed è soprattutto quella che mi rimane dentro. Ciò che più mi stupisce, a distanza di anni, è quanti lettori ancora ricordino le mie storie, quanti le cerchino, quanti ancora me le citino. La magia dei libri è che ognuno, dentro di essi, può trovarci qualcosa di diverso. E ancora mi stupisco quando qualcuno legge, al di là delle mie parole, una via di lettura che magari io neanche avevo avvicinato. Il ruolo di direttore di collana non si discosta troppo da questo. Per me farlo è un onore e un’emozione unica. Io amo i libri e credo nelle buone storie. Ogni volta che stringo tra le mani qualcosa a cui ho lavorato, parlo con un autore e posso sciogliere qualche paura che a suo tempo ha attanagliato anche me, sfoglio per la prima volta un libro appena pubblicato… io rivedo me stesso in quelle pagine, in quei colori, in quelle paure… e ne sono orgoglioso.

Ci sono stati momenti difficili nel percorso da direttori?

SARA: Moltissimi, e molti ancora ce ne sono. In primis, per me è sempre faticoso mandare un rifiuto, anche quando il testo selezionato è oggettivamente illeggibile. Mi spiace sempre perché mi sembra di distruggere il sogno di una persona. Altra difficoltà che affronto è legata alla grossa mole di materiale che arriva da selezionare. I manoscritti sono davvero tanti e spesso temo di non riuscire a dedicare a tutti il giusto tempo, essendo il ruolo di direttrice un secondo lavoro. Penso che se potessi dedicarmi solo a quello non avrei momenti di così forte stress.

FRANCESCO: Sempre, e sempre ci saranno. Come dice Sara, la parte più difficile è rifiutare, perché in quel momento stai dicendo no al sogno di qualcun altro. Puoi usare tutte le parole dolci che vuoi, puoi spiegare e rispiegare… ma sempre di un no si tratta. L’altra difficoltà, oltre alla mole di lavoro, è data dal fatto che gli autori, ora, sono davvero tanti, ognuno con le sue esigenze, ognuno con le sue paure. Cerchiamo di non farlo mai pesare su di loro, non sarebbe giusto farlo, ma davvero questo lavoro è inglobante. Abbiamo sempre meno tempo da dedicare a noi e ai nostri lavori, e questo ogni tanto ci pesa; senza contare il fatto che, quando andiamo in fiera con i nostri libri, non siamo mai Sara e Francesco autori, ma Sara e Francesco direttori del fantasy. Ecco, ogni tanto mi piacerebbe poter scindere queste due realtà… ma temo che sia molto, molto, molto difficile.

Qualche consiglio agli autori che vorrebbero pubblicare con voi.

SARA: Presentate una storia che avete ben lavorato. Un progetto chiaro e ben delineato. Scrivete bene, aggiornatevi con corsi di scrittura e di formazione, che possono sicuramente aiutarvi a districarvi nel mare magnum che è il mondo editoriale. E leggete per filo e per segno come presentare la vostra opera a PAV Edizioni, seguendo le indicazioni che si trovano sul sito internet alla voce: “invio manoscritti”. Presentare un proprio lavoro strutturando la mail nel rispetto di quanto richiesto dalla CE dimostra che vi siete quantomeno informati sulla realtà alla quale state proponendo il vostro lavoro.

FRANCESCO: Siate consapevoli di quello che avete scritto. La prima impressione, molto spesso, è quella che conta davvero. C’è molta gente che scrive, e tra queste persone molte scrivono bene. Seguite per filo e per segno le linee guide che vi vengono indicate sul sito, non pensate mai: se chiedono la sinossi estesa e quella breve, io gli mando solo quella estesa… tanto andrà bene comunque. Fidatevi: questo non accade. Noi e la PAV ci mettiamo il nostro tempo e la nostra professionalità, ciò che voi potete fare è come minimo rispettare tutto questo, impegnandovi al massimo. L’altro mio consiglio è quello di essere umili. Non c’è nulla che mia dia più sui nervi di chi si crede il nuovo Tolkien… A parte questo, prima di inviare un libro a PAV, cercate di conoscerne la realtà: cosa pubblica, a quale collana è da destinare il vostro libro? Come struttura i dialoghi? Il mio consiglio, prima di inviare un romanzo, è quello di leggere almeno uno o due libri PAV. In questo modo, potrete capire come proporre il romanzo e, anche, se PAV è la realtà che fa per voi. Magari non vi piace come impagina, magari non vi piace cosa pubblica. Pubblicare con una CE non è come pubblicare in self: ci sono linee editoriali che vanno seguite. E, questa, è una cosa che va messa in conto.

Possiamo conoscere i vostri progetti futuri, sia come autori che come direttori?

SARA: Come direttrice, i progetti futuri sono molto simili ai progetti presenti: proseguire nel lavoro di selezione e accompagnamento degli autori e delle autrici in una realtà che spesso per loro è nuova. Come autrice, a dicembre di questo 2025 uscirà un mio romanzo breve nella collana piccole perle di PAV Edizioni, essendo il mio manoscritto risultato tra i quindici vincitori del concorso raccontaci una storia. E ad aprile 2026 uscirà invece un giallo per ragazzi con Edizioni Il Ciliegio. Sono molto emozionata per queste prossime uscite, e non vedo l’ora di poterne parlare per bene. Poi c’è un altro grande progetto, ma di quello non posso ancora assolutamente parlare.

FRANCESCO: Incredibilmente, di solito abbiamo tempi molto diversi! I miei progetti di pubblicazione si avvicinano di molto a quelli di Sara. Anche per me a dicembre ci sarà la pubblicazione con la collana editoriale piccole perle di PAV Edizioni. Sono molto orgoglioso di questa pubblicazione, perché la selezione è stata molto dura. Nel mio caso, si tratta di un dark fantasy a tinte retelling, nel quale anche l’amore gioca un ruolo cruciale. Ad agosto, invece, uscirò anche io con un fantasy dedicato ai più piccoli con Edizioni Il Ciliegio. Come Sara, anche io non mi posso sbilanciare molto. In entrambi i casi, non vedo l’ora di potervene parlare in modo più approfondito! Per quanto riguarda il ruolo di direttori… beh, lo svolgiamo già al meglio delle nostre possibilità. E, per quanto io sia una persona estremamente autocritica, penso in tutta sincerità che più di così non possiamo fare. E il futuro sarà su questa via.

©Francesco Codenotti e Sara Cremini

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