Ari Aster, regista statunitense noto al grande pubblico grazie a Hereditary – Le radici del male (2018), Midsommar – Il villaggio dei dannati (2019) e Beau ha paura (2023), è uno dei massimi esponenti del genere horror del cinema d’autore contemporaneo. Il 17 ottobre è arrivato nelle sale italiane il suo nuovo film: Eddington, pellicola presentata alla 78° edizione del Festival di Cannes, contraddistinta da un cast d’eccezione.

Non un film horror
Si tratta di un film tramite il quale il regista devia dalla sua produzione passata e attua un vero e proprio shift di genere. Si discosta quindi dall’horror e dallo psicologismo insito in alcuni dei suoi film precedenti, recuperando però il tema “sociale”, che è invece qui particolarmente esaltato. Eddington è un film classificato come di genere western, in cui un controverso Joaquin Phoenix è Joe Cross, sceriffo di Eddington, cittadina di finzione situata nel New Mexico.
Sebbene si parli di una deviazione di genere di Aster dalle sue creazioni pregresse, non sono da sottovalutare alcune considerazioni fatte da Aster proprio in merito alla questione. Infatti, il regista ha spiegato che lui non rimarrà mai legato ad un unico genere, in quanto il film viene concepito in maniera assolutamente autonoma rispetto a quest’ultimo. Se lo sviluppo di un film fosse relegato ad un genere, questo costituirebbe un enorme limite, in quanto i vincoli alterano irrimediabilmente la prospettiva di un progetto di grande portata. I film di Aster nascono, dunque, da un’idea, un soggetto, e solo successivamente si può comprendere quale sia il percorso più giusto da intraprendere, la narrazione e i mezzi espressivi più pertinenti rispetto al racconto.
Eddington ha tutte le caratteristiche del western: il tema della giustizia self-made, la lotta tra il bene e il male, la vendetta. Aster ha ammesso che la scelta di questo genere non è casuale, ma, anzi, è stata dettata da un impulso fortemente contingente: per rappresentare le vicende storiche e sociali del periodo ha creduto che fosse il genere più appropriato.

Trama
Nella piccola cittadina di Eddington, in New Mexico, lo sceriffo Joe Cross vive con la moglie Louise, una donna mentalmente instabile, e la suocera Dawn, complottista convinta. Quando lo Stato introduce l’obbligo di mascherina, Joe si oppone pubblicamente, sostenendo che in città il virus non è mai arrivato. Lo scontro con il sindaco Ted Garcia, ex amante di Louise e figura politicamente opposta, si accende e diventa presto personale, oltre che politico.
Joe decide così di candidarsi a sindaco, usando la questione mascherine come piattaforma. Eddington si spacca in fazioni, mentre la tensione cresce attorno a una trattativa con una grande azienda tech e alle proteste dei giovani locali, che imitano i movimenti nazionali ma sono mossi da rancori privati. In un clima dominato dai social, tra dirette, post e messaggi virali, il confronto tra Joe e Garcia degenera. Joe, sempre più ossessionato dal passato della moglie e convinto di essere nel giusto, perde lucidità. L’escalation culmina in un episodio violento che scuote l’intera comunità…

Tematiche attuali
L’azione si svolge nel maggio 2020 a Eddington in piena pandemia di Covid-19, in un’America sconvolta e scombussolata dal caos degli eventi circostanti. La scelta di ambientare il film in un 2020 spaventosamente realistico, è dovuta anche alla necessità dello stesso Aster di metabolizzare un momento storico particolarmente tormentato, pauroso, che ha accomunato tutti, e ha posto l’umanità intera difronte ad una della più grandi minacce dell’ultimo decennio. Numerosi sono i riferimenti alla realtà storica e sociale del recente passato: oltre la confusione e i contrasti sociali che sono nati durante la pandemia, un evento rilevante nel film è anche l’omicidio di George Floyd nel Minnesota e la nascita del movimento attivista Black Lives Matter. Un altro tema su cui riflette è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che alla fine della pellicola trionfa sullo schermo tramite l’immagine dell’avvenuta costruzione del Data Center, desiderato sin dall’inizio del film da Ted Garcìa, sindaco interpretato da Pedro Pascal, simboleggiando così il trionfo dell’intelligenza artificiale nella società.
Le motivazioni che hanno portato Aster a produrre un film che trattasse questi temi sono legate proprio alla paura e al timore di un mondo che è in continuo cambiamento. Se la pandemia di Covid ci ha insegnato qualcosa è proprio questo: le certezze alle quali ci aggrappiamo tutti i giorni possono sgretolarsi da un momento all’altro. L’idea di Eddington nasce quindi, da un lato, dalla necessità di esorcizzare un demone, generato dalle circostanze sociali e dal bisogno di dominare le proprie paure, le quali, se ignorate o sottovalutate, finiscono per prendere il sopravvento e sopraffare gli individui. Dall’altro lato, quest’idea si sviluppa proprio a partire dalla convinzione che un artista abbia il dovere di riflettere sulla realtà e sul mondo circostante.
Il cast
Il cast è d’eccezione: oltre il già citato Joaquin Phoenix, attore noto per il suo rigore e precisione sul set, Ari Aster propone un Pedro Pascal nei panni dell’acerrimo rivale dello sceriffo. Pascal è qui misurato, razionale: ha imposto le mascherine ai cittadini di Eddington proprio come disposto dal Ministero della Salute.
Emma Stone prende i panni della moglie di Joe Cross, Louise, mentre Austin Butler interpreta un grottesco influencer che esercita una forte influenza su Louise ed è perciò fonte di gelosia e preoccupazione da parte di Joe. Tra i personaggi principali c’è anche la mamma di Louise, interpretata da Deidre O’Connell.

Una satira della realtà
Il film si propone di essere una grottesca satira della realtà, usufruendo del genere western per proporre una rappresentazione caotica, violenta e frenetica della società americana. La satira si scaglia contro tutti, nessuno escluso, in quanto tutti sono vittime dei social, dei media, e delle fake news. I personaggi sono continuamente ripresi a scrollare in maniera compulsiva, e l’iperindividualismo è radicato in ognuno.
Il film di Aster si presenta quindi come una svolta da parte del regista verso una direzione completamente innovativa, in cui generi e commistioni di storie trovano spazio in uno scenario coerente. Alcuni credono che Aster abbia commesso un grande errore con la decisione di allontanarsi dall’horror psicologico e dalle trame disturbanti, e che la sterzata verso la creazione di un film come Eddington sia stata rischiosa e forse anche un po’ pretenziosa. Ma Eddington resta un’opera estremamente attuale, capace di riflettere su dinamiche pericolose che hanno attraverso l’America, e non solo, anticipando anche in parte degli eventi che si sarebbero verificati successivamente.
