Direttamente dalla Festa del cinema di Roma, il regista Alessandro Aronadio e l’attore protagonista Edoardo Leo arrivano al Cinema Moretto di Brescia per presentare il nuovo film Per te, nelle sale italiane a partire dal 16 ottobre 2025. Il film si ispira alla storia vera di Michela Morutto e il figlio Mattia Piccoli, che si prese cura del padre malato di Alzheimer e al seguito del quale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo nominò Alfiere della Repubblica nel 2021.
“È bellissimo entrare in sala sorridendo tra applausi scroscianti ma poi alzare lo sguardo e vedere le facce del pubblico visivamente commosso e scosso.” scherza Edoardo Leo, entrando nella gremita sala del Cinema Moretto a Brescia. Ed in effetti è così, Per te, è sicuramente un film che commuove ma che non vuole raccontare una malattia, ma piuttosto di quanto sia importante preservare la memoria anche nei piccoli e preziosi momenti quotidiani.
Questa storia è stata precedentemente raccontata nel libro di Serenella Antoniazzi, Un tempo piccolo. Continuare a essere famiglia con l’Alzheimer precoce (2020), ed è Alessandro Aronadio a portarla sul grande schermo, amplificandone la sua diffusione.

La trama
Per te racconta la storia di Paolo (Edoardo Leo), a cui viene diagnosticato l’Alzheimer precoce. La malattia inizia a cancellare lentamente i suoi ricordi più cari: il nome dell’infermiera che ha assistito alla nascita del figlio Mattia, gli anniversari di matrimonio con la moglie Michela (Teresa Saponangelo) e persino il primo bacio. Nonostante la progressiva perdita di memoria, Paolo sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, cercando di mantenere viva la connessione con la sua famiglia. In tutto questo cerca anche di fuggire dalla malattia, evitando di prendere le pastiglie e soprattutto di parlarne con il figlio undicenne Mattia (Javier Francesco Leoni).
Vediamo Paolo (Edoardo Leo) che tenta di aggrapparsi alla sua memoria in tutti i modi possibili e a salvaguardare i momenti migliori con la moglie Michela e soprattutto il figlio Mattia, oltrepassando però un limite e cercando di fuggire dalla verità costringendo i suoi famigliari a forzature, come far imparare a un bambino di undici anni a guidare e fingere continui primi appuntamenti con la moglie. Tutto questo porterà proprio Michela a riportare il marito alla dura, ma pur vera, realtà e ad iniziare il processo di cura e accettazione.
Tratto da una storia vera
Il film si ispira così alla vera storia di Mattia Piccoli, un ragazzo veneto che nel 2021 è stato nominato Alfiere della Repubblica per “l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre”. Per te trasforma una vicenda personale in un racconto universale sull’importanza della famiglia e della memoria. La sceneggiatura, si distacca dalla cronaca per immergersi in un linguaggio cinematografico che unisce leggerezza e profondità, riuscendo a raccontare una storia dolorosa con delicatezza e rispetto in un modo originale. Oggi la nostra famiglia protagonista vive ancora in provincia di Venezia, dove Paolo Piccoli vive in una RSA.
“Non volevo raccontare una malattia, ma volevo mettere il focus sulla memoria, che è sempre molto importante. I film sulle malattie ormai hanno sempre lo stesso corso con un inizio e una fine; io non volevo questo, non volevo la spettacolarizzazione della malattia, e così ho deciso di raccontare l’Alzheimer in un altro modo.” conclude il regista, Alessandro Aronadio, presente in sala.

L’emozione è inevitabile
Quando in un film si parla di una malattia, si è sempre pronti con i fazzoletti. Anche in Per te, nonostante il chiaro messaggio del regista, le lacrime arrivano e arrivano nei momenti più puri e veri della vita di Paolo, nell’affrontare la malattia. Il film riesce a trasformare il dolore in una carezza, a ricordarci che l’amore non si misura nel tempo, ma nella capacità di restare. Fin dai primi minuti, Per te cattura lo spettatore con un racconto autentico, dove le emozioni emergono naturalmente dai piccoli gesti quotidiani di Paolo e della sua famiglia. La malattia è raccontata con la giusta intensità per farci percepire la fragilità, la paura e al tempo stesso la resilienza dei personaggi.


Un film sulla famiglia
Per te è un film che emoziona proprio perché parla di famiglia, di cura e di memoria in modo diretto e onesto. Riesce a commuovere senza cadere nella retorica, facendo riflettere sul valore della presenza, sulla forza dei legami familiari e su quanto anche un piccolo gesto possa fare la differenza. Alessandro Aronadio firma una storia che parla di malattia ma soprattutto di vita, di quella forza invisibile che lega le persone anche quando la memoria svanisce.
Eppure, lascia un po’ di amaro in bocca. La trama scorre ed è piacevole stare in famiglia con i personaggi, ma all’improvviso tutto diventa rapido e conclusivo. È chiaro l’intento del regista, ma il modo di raccontare la storia di Paolo, lascia un po’ straniti, sembra che manchi quel qualcosa in più, forse proprio per il modo originale di parlare comunque di una malattia, ma di non farla da protagonista. Uscendo dalla sala, in ogni caso, resta addosso la sensazione di aver visto una storia vera, raccontata con delicatezza, che lascia il segno e invita a pensare al nostro piccolo quotidiano.
Persone non solo personaggi
I protagonisti della storia sono così autentici e veri che sembrano persone che potremmo incontrare per strada. Così quotidiane in uno scenario che ci fa quasi sentire a casa, o venire la voglia entrare nello schermo e goderci quei momenti di leggerezza e risate che nel film non mancano. Un’interpretazione, quella degli attori, che è sicuramente una sfida: rappresentare la malattia, la forza, la debolezza e la quotidianità, proprio perché sono così reali e vive, non è facile.
Edoardo Leo, nei panni di Paolo, fa un lavoro molto preciso sulla malattia. Rappresenta l’Alzheimer precoce in piccole fasi, scena dopo scena, fino al rallentamento dei movimenti del corpo. Un lavoro che l’attore, che ha anche coprodotto Per te, ha saputo trasmettere molto bene, avendo anche vissuto la malattia da vicino. Così ci arriva la forte paura del protagonista di perdere la memoria e i momenti più belli con le persone che ama di più.
“Quando hai passato i 50 anni con una carriera sulle spalle, hai il lusso e la fortuna di poterti scegliere i progetti in cui credi fortemente, e quando ci credi fortemente puoi avvicinarti alle persone che stimi, e quindi quando ci è capitato il libro sulla storia di Paolo, una storia a cui il 90% dei produttori e distributori avrebbe detto di no, ho subito pensato ad Alessandro. A quel punto ho deciso di affidarmi completamente al suo sguardo e a costruire, pezzetto per pezzetto, questo personaggio.”

Troviamo poi altri personaggi, come la moglie Michela (Teresa Saponangelo) simbolo di forza che, con la sua delicatezza e leggerezza, tenta di tenere insieme quella spaccatura che ha colpito la sua famiglia. Poi c’è Mattia (Javier Francesco Leoni), il figlio della coppia, che sembra crescere molto velocemente, pronto a sostenere il padre, seppur con la paura, cristallina e reale, di quello che sarà il futuro della sua famiglia.
Per te è, in definitiva, un film reale, che emoziona in modo diverso e ci ricorda l’importanza della memoria e dell’amore come il gesto più autentico che possiamo offrire.
