Anticipato dai singoli Here All Night, Fast e Kiss, il 24 ottobre è uscito It’s Not That Deep, il nuovo album di Demi Lovato, che segna il suo ritorno sulle scene dopo 3 anni.
Con questo progetto, la popstar statunitense lascia alle spalle quel sound rock e ribelle che ha caratterizzato Holy Fuck e Revamped, EP in cui aveva rivisitato alcuni dei suoi successi passati in chiave rock, per tornare alle sonorità pop e dance che l’hanno consacrata una delle voci più amate del pop internazionale. L’album, composto da 11 tracce e prodotto da Zhone (che vanta collaborazioni con Kylie Minogue, Troye Sivan e Kesha), rappresenta un ritorno alle origini ma con una nuova maturità e una serenità ritrovata.

Un inno alla leggerezza
It’s Not That Deep è un inno alla rinascita personale. Demi celebra sé stessa e la capacità di ritrovare leggerezza dopo anni segnati da rabbia e dolore. Il titolo, che letteralmente significa “non è così profondo”, diventa un mantra per la cantante: un invito a non prendersi troppo sul serio e a lasciar andare il peso del passato.“Quando sono tornata in studio, quel tipo di canzoni non mi toccava più come prima” ha raccontato Demi. “Ora sono in un momento diverso della mia vita. Sono felice, innamorata e voglio solo godermela.”
Tra introspezione e voglia di vivere
Tra i brani più introspettivi spicca Sorry To Myself, in cui Demi si perdona per gli errori del passato e canta una toccante lettera a sé stessa. È un momento di vulnerabilità che convive con la voglia di ballare e di vivere con spensieratezza che attraversa tutto l’album.

Impegno sociale oltre la musica
Due volte nominata ai Grammy e con oltre 50 miliardi di stream globali, Demi Lovato continua a distinguersi non solo per la sua voce potente ma anche per il suo impegno personale. Attivista per la salute mentale, una causa che le sta profondamente a cuore, l’artista è oggi anche produttrice esecutiva del nuovo capitolo di Camp Rock, a quasi 15 anni dall’ultimo film che l’ha resa una star mondiale.
Con questo album, Demi Lovato riscopre la leggerezza del pop, ma apre anche il capitolo più luminoso della sua carriera: un inno alla vita, all’amore e alla libertà di essere finalmente sé stessa senza troppi drammi.
