Con Gukken, pubblicato per Star Comics, Sio e Dado tornano a fare squadra e si portano dietro la matita energica di Azzurro Chiara. Il risultato è uno shonen tutto italiano che gioca con i codici del manga e li rielabora in chiave pop, senza mai prendersi troppo sul serio. Un’avventura digitale dove l’umorismo incontra l’epoca delle boss fights, in un mondo digitale che funziona come un gioco di ruolo online, tra missioni, loot e boss da sconfiggere a suon di gag.

Trama
L’ambientazione è il vero colpo di genio: cinquecento anni dopo un misterioso collasso, Internet è diventato un pianeta a sé, esplorabile e pieno di creature che si nutrono di dati, templi glitchati e reliquie informatiche chiamate Datagem. Qui vivono i Crawler, mercenari del sapere che vanno a caccia di informazioni perdute come fossero tesori. E tra loro c’è Iruka, protagonista ingenuo ma determinato, con una spada difettosa e l’entusiasmo di chi ha ancora tutto da imparare. Accanto a lui c’è Leeroy, una crawler esperta, carismatica e spietata al punto giusto: l’accoppiata funziona alla grande, giocando sul contrasto tra l’eroe alle prime armi e la veterana che ne ha viste troppe.
L’ambientazione da videogioco
Quello che colpisce di più è quanto Gukken riesca a essere familiare e nuovo allo stesso tempo. Si sente l’amore per i manga e per i videogiochi, ma anche la voglia di dire qualcosa di proprio, con una leggerezza tutta italiana. È un fumetto che fa tornare indietro nel tempo, a quando si passavano i pomeriggi tra console, amici e sogni digitali.
La narrazione segue la struttura di un videogioco: livelli, missioni, inventari e boss fight che si succedono con ritmo serrato. Ma Gukken non è solo un esercizio di stile: dietro la gag e il caos digitale, c’è una riflessione sottile sul valore della memoria e della conoscenza.

Lo stile
Il tono è leggero ma mai superficiale. L’umorismo di Sio e Dado è quello che conosciamo – assurdo, veloce, visivo – ma qui è incastrato perfettamente nel flusso narrativo. Le battute non interrompono l’azione, la potenziano. È uno di quei casi in cui ridi e allo stesso tempo hai voglia di sapere come andrà avanti la missione successiva.

Un manga all’italiana
Il tratto di Azzurro Chiara è una sorpresa: dinamico, chiaro, con una regia da vero manga d’azione. Le scene di combattimento hanno impatto e leggibilità, grazie a linee di movimento nette e prospettive che danno profondità. Le creature riempiono la pagina con presenza fisica, mentre le espressioni dei personaggi restano flessibili e vive, capaci di passare dal dramma al comico in un istante. È uno stile che non copia il Giappone, ma ne capisce il linguaggio.
E poi c’è quell’energia contagiosa che solo i lavori di Sio e Dado sanno trasmettere: quel mix di nonsense e dolcezza che ti fa chiudere il volume con il sorriso. Gukken non vuole insegnare niente, ma finisce per ricordarti quanto sia bello perdersi in un mondo immaginario e ritrovare, tra una battuta e l’altra, il piacere puro di leggere fumetti.
Rispetto ai grandi shonen giapponesi, Gukken sembra giocare su un piano parallelo: ha la spinta d’avventura di One Piece e l’ironia metanarrativa di Gintama, ma con una leggerezza più “casalinga”, più nostra. Dove i manga nipponici puntano spesso all’epicità, qui arriva l’irriverenza di chi conosce quel linguaggio e lo piega con affetto, rendendo il tutto familiare e imprevedibile insieme.
Gukken è, in poche parole, un debutto riuscito: ironico, pieno di ritmo e con un mondo che sa di pixel, magia e avventura. Un manga italiano che parla fluentemente “shonen”, ma con accento nostrano. Dal 28 ottobre in libreria, fumetteria e store online, sarà disponibile anche in variant esclusiva con copertine firmate da Sio e Dado, acquistabile solo su Gigaciao.
