
Capii che stesse fingendo d’essere a proprio agio, ma strinse i pugni e questo mi bastò a comprendere che non lo fosse affatto.
«James, nella lettera hai scritto di provare un sentimento per me, che si trattasse di amore. Perché fuggi da me?» gli domandai sospirando.
«Il motivo è esattamente questo, Angie. Per la prima volta credo d’essermi innamorato, e per di più di una donna-bambina. Mi sono sempre chiesto in che modo tu avessi fatto breccia nel mio cuore, sei riuscita dove le altre hanno miseramente fallito. Desidero, dunque, difendere questo sentimento per te. E potrò farlo solo amandoti da lontano, in silenzio e restandomene nell’ombra», mi offrì una mano come per stringerla, la ritrasse dopo un breve contatto.
«L’amore è cercare di ricongiungersi con la propria parte perduta» riuscii a bisbigliare, dopo un breve sussulto al cuore causato dall’affiorare delle sue parole. «Se credi che tu debba autocommiserarti per il resto della vita a causa di quelle accuse o che io ti giudichi, ti sbagli di grosso. Sono pronta ad affrontare tutto quello che ne conseguirà al tuo fianco, perché io non ho più intenzione di vivere nell’incubo di perderti ancora una volta!» urlai fissandolo incuriosita.
«Cercando di tenerti lontana, ho tentato di nasconderti la verità e proteggerti da me stesso, ma con la bestia che cova dentro di me non ci sarà mai un posto dove nascondersi».
«Di che cosa stai parlando?» mi strinsi a lui così che potesse sentire il mio calore, per nulla intimorita dalle sue parole. «Guarda bene nei miei occhi, Angie. È lì che si celano i miei demoni» mi allontanò da lui in modo che io potessi guardarci bene dentro. «Non voglio più nasconderti la verità e non importa se la conseguenza sarà la tua fuga, ti lascerò.

@dott.ssa_serena_gibilaro
