La verità in musica: intervista a MissVeritas

NarciSista è l’ultimo singolo di Miss Veritas, colei che non ha paura di raccontare le cose come stanno, senza filtri e con una potenza disarmante.
Vocalist e ghostwriter, Miss Veritas ha scelto, da ormai quattro anni, di dedicarsi completamente alla musica, trasformandola nel suo strumento per trasmettere verità scomode e necessarie. I suoi testi sono carichi di significato e soprattutto non temono nulla. All’interno convivono empowerment femminile, denuncia sociale e consapevolezza. La sua è una missione artistica e personale: cantare ciò che molti tacciono, e farlo con la forza di chi ha scelto di non abbassare mai la voce.

Abbiamo incontrato l’artista per farci raccontare da dove nasce la sua musica e cosa significa per lei dire la verità in un mondo che spesso la nasconde.

“Fase 1, love bombing,
cura tutti i tuoi drammi,
sei la sola fra tanti,
ti aspettava da anni.”

© Google Immagini

Perché MissVeritas?

Cercavo un nome che potesse già parlare dei contenuti, ancora prima di aver ascoltato un mio brano.

Quando e perché ti sei avvicinata alla musica?

Canto e scrivo da quando ho memoria. A dire il vero non ho un ricordo preciso di quando iniziai a cantare o scrivere per la prima volta. Scrivo principalmente in inglese, e per altri artisti, su commissione, anche per dj molto noti. Questo mi ha permesso di imparare a scrivere, a registrare, a migliorare la mia tecnica vocale e ad affinare la capacità di portare in musica il proprio punto di vista. Alla fine del 2024 ho iniziato un percorso interiore molto personale, che continua a farmi scoprire nuove parti di me e che ogni giorno, evolve la mia visione del mondo. Tutto questo mi ha nutrita e continua a nutrirmi, ed ha fatto affiorare in me, il desiderio di condividere questa nuova energia ritrovata.

C’è un oggetto o un rituale che ti accompagna sempre prima di registrare?

Riscaldo sempre la voce almeno dieci minuti prima di iniziare a registrare. A volte tengo con me un cristallo o una pietra che scelgo tra quelli che sento più in armonia con l’umore della giornata, ed ultimamente prendo qualche goccia di “rock rose”, uno dei famosi fiori di Bach.

Perché hai scelto questo genere musicale?

Mi sono avvicinata al rap senza alcuna influenza. Vengo da anni di scrittura Pop/Edm e in inglese come dicevo prima, quindi per me è stato tutto nuovo; ma ho trovato nel rap un modo per riuscire a esprimermi completamente, senza filtri. Mi sono innamorata subito del modo in cui i concetti riuscivano a prendere forma, senza che dovessi stare troppo attenta a come farli entrare in una metrica melodica, come invece ho fatto con i brani che mi hanno commissionato e continuano a commissionarmi altri artisti. Il rap ti permette di mettere il testo prima di qualsiasi altro elemento nella composizione, ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Ci sono artisti a cui ti ispiri?

Le mie muse sono: Sophie Hunter, Chinchilla e Qveen Herby.

Dove prendi l’ispirazione?

Da ciò che vivo e scopro. Sono una persona che ama il cambiamento, l’evoluzione e la condivisione.

Quanto c’è del tuo vissuto, nei tuoi testi?

A volte racconto le mie esperienze personali come le ho vissute, senza alcuna modifica. Altre volte, invece, rielaboro situazioni, ad esempio trasformando una relazione familiare tossica in una relazione di coppia, in modo che la mia esperienza possa risuonare e aiutare il maggior numero possibile di persone.

Quale fase del processo creativo è la tua preferita?

La scrittura dei testi è in assoluto la mia parte preferita! Adoro cercare la rima giusta, anche se a volte faccio decine di prove prima di essere totalmente soddisfatta. Della produzione delle strumentali si occupa mio marito, quindi quella fase è principalmente in mano sua, anche se ci confrontiamo durante tutto il processo di scrittura, dandoci consigli a vicenda per ottenere il risultato ambito.

Cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

Emozioni. Nel contesto capitalista e patriarcale nel quale viviamo, diamo sempre meno spazio a esse, ma è ciò che ci rende umani. La rabbia, ad esempio, è un’emozione quasi proibita per noi donne, ci viene insegnato fin da bambine che non è adeguato alzare la voce o dire parolacce, con conseguenze devastanti. La verità è che non esistono emozioni di serie A o di serie B, l’unico errore è non permetterci di provarle.

Se potessi far ascoltare un solo brano tuo a qualcuno che non ti conosce, quale sceglieresti per rappresentarti?

Decisamente il mio ultimo singolo NarciSista.

Progetti futuri?

Aiutare le persone a evolversi, a riconoscersi e a non aver paura di manifestare al mondo chi sono.

Quali sono le difficoltà dell’essere un’artista indipendente?

Essere un’artista indipendente significa ricoprire molte figure di quante solitamente un’artista ne ricopre. Non sei solo chi scrive e interpreta i brani, ma anche il tuo regista, video-maker, video editor, il tuo make-up artist, parrucchiere, social media manager, vocal coach e molto altro. Tuttavia sono fortunata perché ho mio marito con me, che si occupa con la stessa mia passione, di ricoprire tutti i ruoli che io non riesco a ricoprire da sola. Un femminista intersezionale e amante della verità, come me, come Miss Veritas.

C’è un aneddoto che vorresti condividere con noi?

Sotto a un reel del mio brano Bla Bla Bla, che parla di mansplaining e empowerment femminile, un utente ha deciso di spiegarmi che noi donne “non serviamo più a niente”, che saremo presto sostituite da “uteri artificiali e donne robot”, e che il femminismo è ridicolo visto che “viviamo circondate da invenzioni maschili”. Gli ho risposto: “Hedy Lamarr, la donna che inventò la base del Wi-fi, oggi avrebbe il rimpianto di non aver limitato la possibilità di accedervi a persone come te”.
Credo che non ci sia modo migliore per riassumere il senso del brano: ogni volta che una donna alza la voce, arriva qualcuno a spiegarle come dovrebbe farlo.

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