Gli interessi assorbenti nell’autismo: non solo treni o dinosauri

Torna la rubrica sullo spettro autistico, con il suo sesto appuntamento dedicato agli interessi assorbenti: passioni intense e focalizzate che catturano completamente l’attenzione e l’energia di una persona. Non si tratta di semplici hobby, ma di veri e propri universi interiori in cui ci si rifugia, si esplora e si cresce. Spesso associati all’autismo, questi interessi non sono necessariamente “strani” o “limitanti”: possono essere profondamente arricchenti, identitari e fonte di competenza.

Vari tipi di interessi assorbenti

Gli interessi assorbenti possono variare molto da persona a persona, e riguardano ogni ambito creativo, sportivo o culturale, ecco alcuni esempi:

  • Tipologie di carta e grammature: una persona può sviluppare un interesse profondo per le caratteristiche fisiche della carta, studiando texture, assorbenza, provenienza, e persino la storia della produzione cartaria.
  • Pigmenti naturali e tecniche di tintura: non solo “mi piace dipingere”, ma conoscere l’origine chimica dei pigmenti, la reazione con diversi tessuti, e sperimentare tinture con piante locali.
  • Meccanismi di orologi antichi: non per collezionarli, ma per smontarli, ricostruirli, comprendere la logica ingegneristica dietro ogni ticchettio.
  • Etimologia dei nomi chimici: non solo chimica, ma la storia linguistica dietro ogni composto, come il significato di “acetil” o “benzene”.
  • Ponti sospesi nel mondo: non solo architettura, ma una mappatura dettagliata di ogni ponte sospeso, con dati tecnici, storia della costruzione e impatto ambientale.

Ma un interesse assorbente può anche essere legato alla lettura di libri e romanzi, alla moda, al make-up, all’astronomia.

6. Gli interessi assorbenti nell'autismo: non solo treni o francobolli
© AI generated

Iperfocus anche detto stato di flow

Ciò che accomuna tutti gli interessi assorbenti è il grado d’immersione, meglio conosciuto come iperfocus, in cui la persona può perdere ogni cognizione di tempo e di necessità fisiologica (mangiare, bere, dormire…).
È molto importante tener presente che la persona che è immersa nel suo interesse assorbente sta bene. È nella sua bolla dimensionale, motivo per cui si dice “stato di flow” e sarebbe da evitare, il più possibile, di farla uscire bruscamente da tale condizione, perché il rischio è quello di farle avere un meltdown, ossia una crisi esplosiva e incontrollabile, una manifestazione di sovraccarico emotivo e sensoriale verso l’esterno, spesso caratterizzata da comportamenti come urla, pianto e agitazione fisica, in cui la persona appare sopraffatta. Questa situazione può essere seguita da uno shutdown, uno spegnimento interiore, una reazione di chiusura e ritiro, in cui la persona può apparire assente, immobile o incapace di comunicare, come una forma di autoprotezione.

Questi interessi possono essere vissuti in modo totalizzante, ma non per questo sono patologici. Anzi, come sottolinea l’autore Fabrizio Acanfora, spesso rappresentano una necessità interiore di conoscenza e piacere, e non vanno confusi con capricci o ossessioni. In ambito educativo e familiare, riconoscerli e valorizzarli può essere la chiave per costruire ponti relazionali e percorsi di apprendimento autentici.

6. Gli interessi assorbenti nell'autismo: non solo treni o francobolli
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