Wicked For Good: arriva la seconda parte del film più atteso dell’anno

È giunto il momento di tornare ad Oz, e stavolta ben armati di fazzoletti. Per chi conosce la storia o ha letto i libri sa benissimo a cosa si andrà incontro in questo seconda parte di Wicked, uno dei film più attesi dell’anno. Wicked: For Good arriverà nelle sale italiane a partire dal 19 novembre 2025, accolto da un grandissimo entusiasmo e altissime aspettative.

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Dove eravamo rimasti

La prima parte di Wicked ci aveva lasciati in un momento cruciale: Elphaba (Cynthia Erivo), discriminata per la sua diversità dovuta dai forti poteri e dalla pelle verde, aveva appena compiuto una scelta radicale. Dopo aver scoperto la verità dietro le macchinazioni del Mago di Oz (Jeff Goldblum) e della manipolazione dei suoi poteri, decide di ribellarsi per dire a tutta Oz la verità. Nel frattempo, la sua amicizia con Glinda (Ariana Grande) sembra incrinarsi, divisa tra lealtà e apparenze. Oz cade nel caos ed Elphaba verrà additata come pericolosa e perfida, diventando così la Malvagia Strega dell’Ovest. Mentre la verità resta nell’ombra, il mondo è pronto a schierarsi.

Back to Oz

Wicked: For Good ci riporta a Oz, dove le conseguenze degli eventi del primo film stanno per cambiare per sempre il destino del regno. Dopo l’apparente scomparsa di Elphaba alla fine del primo capitolo, Glinda rimane sola a raccogliere i pezzi di un sistema corrotto dalle bugie del famoso e temibile Mago di Oz e dalle manipolazioni di Madame Morrible. Ora, il suo ruolo pubblico di “Buona” non basta più: l’amicizia interrotta con Elphaba diventa una ferita aperta e un sentimento sospeso che chiede giustizia.

Il film esplora il lato meno visibile delle storie che ci hanno sempre raccontato, scavando nelle ombre che da sempre accompagnano la leggenda della Malvagia Strega dell’Ovest. Tra rivelazioni inaspettate su chi davvero tira le fila del potere e ribellioni orchestrate nell’ombra, nuove verità emergono, portando a una riscrittura dei ruoli di eroi e antagonisti. L’obiettivo non è solo raccontare cosa è accaduto, ma perché è accaduto e quali sono state le scelte emotive e morali dietro ogni azione.

Un legame indissolubile

In questo capitolo conclusivo, il cuore della storia batte tra amicizia, libertà e identità. Elphaba e Glinda, pur divise da destini diversi, restano unite da un legame indissolubile che supera la narrazione tradizionale del bene contro il male, anche se con qualche screzio per chi delle due conquisterà davvero il cuore del nostro uomo sexy dell’anno (secondo la rivista People), ovvero l’affascinante Fiyero (Jonathan Bailey). Elphaba rimarrà salda ai suoi principi o si farà convincere dal Mago di Oz a collaborare per poter cambiare le cose insieme? Starà ancora dalla parte degli animali sempre più sfruttati e allontanati delle terre di Oz o prenderà una nuova strada? E attenzione, perché a Oz compariranno strade dorate e un gruppetto impavido di quattro persone (scarpette, latta, un imponente criniera e un po’ di paglia vi dicono qualcosa?) che cercherà di stravolgere gli eventi.

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Il cast perfetto

Cynthia Erivo torna a vestire i panni di Elphaba con una potenza interpretativa straordinaria. La sua voce, capace di raggiungere note emozionalmente vertiginose, e la profondità con cui esplora la vulnerabilità e la rabbia della Malvagia Strega dell’Ovest rendono il suo personaggio incredibilmente umano. Cynthia Erivo porta in scena una Elphaba complessa, combattuta tra il desiderio di giustizia e il peso del pregiudizio, arricchendo la storia con una gamma emotiva rara nel cinema musicale contemporaneo. I suoi momenti musicali, come già evidente nella prima parte, continuano a rappresentare il cuore pulsante del film, confermando la sua posizione tra le migliori performer del genere. Inutile ripeterlo, ma la sua potenza vocale mette ancora una volta i brividi.

Ariana Grande, nei panni di Glinda, regala una delle interpretazioni più mature della sua carriera. Lontana dalle luci pop che la contraddistinguono nel panorama musicale, qui mostra una versatilità sorprendente, combinando capacità vocali impeccabili con un’interpretazione emotiva sfaccettata. Ariana Grande ritrae con delicatezza e grandissima ironia una Glinda che, dietro l’apparenza frivola, nasconde una lotta interna tra dovere e coscienza. La sua evoluzione è centrale nel racconto, e il rapporto tra lei ed Elphaba viene reso con una chimica palpabile, fatta di sguardi, silenzi e, soprattutto, scelte difficili. La sua performance non è solo vocalmente luminosa, ma anche emotivamente incisiva. Siamo sempre pronti a scuotere i capelli insieme a lei.

Oltre alle protagoniste, Wicked: For Good si avvale di un cast di talenti che arricchiscono ogni scena. Jonathan Bailey interpreta Fiyero con un carisma magnetico, che lo rende una figura chiave eroica ed affascinante. Anche questo personaggio prenderà delle scelte cruciali e molto rischiose. Michelle Yeoh, nella parte di Madame Morrible, è perfetta: conferisce autorità e tensione, incarnando con maestria l’oppressione di un sistema che teme il cambiamento. Jeff Goldblum, nei panni del Mago di Oz, aggiunge una sfumatura di ironia e ambiguità, giocando con il ruolo del manipolatore che si nasconde dietro il mito. A completare il quadro c’è Nessarose, la sorella di Elphaba, interpretata da Marissa Bode con grande sensibilità: il suo personaggio esplora temi come il bisogno d’amore, la gelosia e la fragilità emotiva. In questa seconda parte la vedremo lottare con un dolore emotivo estenuante che la porterà quasi alla follia. È proprio grazie alla coesione di questo cast che il film riesce a mantenere alta l’intensità narrativa, in un intreccio più profondo e oscuro rispetto al primo capitolo.

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Un finale meritato

Wicked: For Good, guidato alla regia ancora una volta dal talentuoso Jon M. Chu., è un capitolo conclusivo molto emozionante e potente, che chiude il cerchio del viaggio di Elphaba e Glinda con intensità e tenerezza. Le tematiche di amicizia, sacrificio e libertà trovano qui un’espressione matura e complessa, sorrette da interpretazioni straordinarie e da una regia attenta a valorizzare ogni sguardo e gesto, oltre che una scenografia mozzafiato. Questo secondo film regala momenti di grande pathos e conferma il valore universale della storia, capace di parlare a tutte le generazioni con profondità e leggerezza.

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Tuttavia, se da un lato questo film rimarrà impresso per anni nei cuori di tutti quanti, dall’altro non si può non notare che questa seconda parte, pur molto emozionante, rischia di non lasciare la stessa impronta indelebile del primo capitolo. Le musiche, seppur impeccabili e commoventi, mancano di quei picchi iconici che hanno reso Defying Gravity o Popular dei veri e propri cult musicali.
Inoltre, l’azione in generale è meno presente o quasi mozzata, e questo potrebbe lasciare un leggero senso di attesa, soprattutto per chi non è abituato alla struttura più dialogica o intimista di un musical.

Nonostante ciò, Wicked: For Good è un’opera che rimarrà impressa nel pubblico: una celebrazione del coraggio e della differenza, della sorellanza e della scelta di restare sé stessi in un mondo che ti vuole cambiare. È un addio dolce-amaro, da vivere con il cuore in gola, consapevoli che questa conclusione regala al pubblico quella chiusura emotiva che si merita. E forse, alla fine, è proprio questo il potere più grande della storia di Elphaba e Glinda: la vera magia è nel coraggio di essere sé stessi.

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