Goofy tra critica sociale e ironia: intervista al duo hip-hop Sindolls

Due voci, una missione: scardinare il machismo dell’urban con ironia tagliente e sorellanza senza filtri. Le Sindolls, duo hip-hop italo-albanese formato dalle gemelle Jaddie e Idoll, tornano con Goofy: un brano che mescola empowerment femminile, critica sociale e ritmo ribelle. Autonome, indipendenti e completamente self-made, trasformano la scena rap in un terreno dove le donne non chiedono spazio: se lo prendono.

© Sindolls

Uno statement politico e sociale

Goofy non è soltanto una traccia hip-hop: è una posizione chiara, un manifesto politico in forma di beat. Le Sindolls ribaltano i cliché maschili radicati nel rap e nella società, denunciando sessismo, violenza normalizzata e comportamenti tossici con ironia feroce e consapevolezza femminista.
In un gioco di punchline affilate e riferimenti pop, Jaddie e Idoll smascherano i “goofy” contemporanei: uomini superficiali, egocentrici e arroganti, diventati simbolo di un machismo logoro e grottesco. Il brano celebra la sorellanza, l’autenticità e l’indipendenza emotiva, affermando che la vera forza non sta nel dominio, ma nella scelta di non scendere a compromessi. Goofy rivendica il diritto delle donne a occupare la scena urban senza imitare i modelli tossici che la contaminano, trasformando la musica in uno strumento di denuncia e libertà. Con questo progetto, le Sindolls non cercano approvazione: la pretendono, facendo del rap un terreno in cui talento, valori “clean” e lotta sociale si incontrano per riscrivere le regole del gioco.

L’intervista

Da cosa nasce il nome del vostro duo?

Sindolls racchiude la nostra identità artistica: “dolls” rappresenta l’immagine curata e “conforme”, estremizzata e in iperfemminilità performativa. “sin” si contrappone come contaminazione e sporcata di quell’immagine tramite attitudine provocatoria e presa di controllo della propria estetica, del proprio suono, della propria narrativa.

Come vi siete avvicinate alla musica?

Quando eravamo piccole la radio in casa era sempre accesa, i nostri genitori ci facevano ascoltare di tutto. Ci siamo avvicinate concretamente alla musica imparando a suonare la chitarra e studiando solfeggio, poi è arrivato il canto e infine la scrittura. Nel rap abbiamo trovato un alleato per esprimerci al massimo.

Gestite da sole musica, immagine e comunicazione: cosa comporta l’auto produzione nella vostra esperienza?

Pensiamo che ogni artista emergente che voglia realmente provare a farcela debba imparare, almeno agli inizi, a fare tutto e in autonomia, e per esperienza il tempo e le energie che bisogna sacrificare per farlo sono spaventose. Ora abbiamo un team che ci affianca nel management e nella direzione creativa, ma siamo completamente autonome nella produzione dei beat, scrittura e registrazione, post-produzione audio e comunicazione via social (grafiche e montaggio video compresi).

Parlate spesso di machismo e comportamenti tossici: qual è il tabù che, secondo voi, la scena italiana ha ancora paura di affrontare?

Il problema principale che riscontriamo nella scena italiana è quello di continuare a dividere il rap femminile da quello maschile, come se fosse una categoria a parte. Questo crea divisioni e stereotipi inutili, oltre alle aspettative totalmente sbilanciate in base al genere dell’artista.

Quanto sono importanti per voi le tematiche che trattate nei vostri brani? Cosa volete trasmettere con la vostra musica?

Tutte le tematiche e i concetti che condividiamo nascono da nostri pensieri reali. Con la nostra musica vogliamo rompere gli stereotipi, dimostrare il potere della dualità e veicolare una femminilità 2.0, pienamente e perfettamente in controllo di estetica e contenuto. La maggior parte delle volte il nostro tono è provocatorio e ironico: non vogliamo appesantire l’ascoltatore, ma non vogliamo nemmeno fare musica senz’anima.

Vi ispirate o fate riferimento a qualche artista in particolare?

Il nostro sound si ispira principalmente alla scena americana, sia old school che tra. A livello tecnico l’ispirazione primaria è stata Nicki Minaj, l’ascoltavamo sempre quando eravamo piccole. In generale ci piace sperimentare sound nuovi con influenze internazionali.

In Goofy ribaltare i cliché maschili del rap: qual è stato il momento in cui avete capito che questo pezzo doveva diventare una “dichiarazione di guerra” ai comportamenti tossici?

Goofy è il brano in cui, finora, abbiamo espresso concetti che pensiamo in una maniera più tagliente. Dal titolo alle punchline manteniamo il nostro solito tono ironico e provocatorio, ma questa volta abbiamo pensato fosse giusto dare dei volti più definiti ai goofy a cui facciamo riferimento di solito. Ad alcuni di loro il brano ha dato fastidio.

Qual è il “goofy” più emblematico che avete incontrato nella vostra vita? Avete qualche aneddoto da raccontare a riguardo?

Non sopportiamo chi pretende che ci comportiamo secondo le sue esigenze ed aspettative. Il classico goofy che dice “dovresti sorridere di più”. Di aneddoti ne avremmo parecchi, per non perderne traccia li raccontiamo nei nostri brani.

Nel brano alternate ironia e denuncia. Quanto è difficile trovare l’equilibrio corretto tra sarcasmo e messaggi importanti senza perdere impatto?

Ironia e provocazione fanno parte della nostra cifra stilistica, nella musica e nella vita di tutti i giorni parliamo allo stesso modo. Col tempo abbiamo capito che i messaggi in cui crediamo vanno espressi in modo diretto, ma con intelligenza e leggerezza apparente. I nostri valori e le nostre battaglia non passeranno mai come vittimismo, ci interessa solo colpire con eleganza.

Goofy è anche un inno alla sorellanza: quale episodio vi ha fatto percepire la forza del supporto femminile?

Sorellanza per noi significa supportarci e supportare nel nome di identificazione e stima reciproca. Nell’ultimo anno l’affetto di tantissime sostenitrici ci ha dato prova di quanto possa essere importante questo legame anche al di fuori della consanguineità e ci ha ispirato ancora di più a portare temi che possano rappresentare noi e le “sorelle” che ci seguono.

Qual è il prossimo cliché che avete intenzione di demolire? Quali sono i vostri prossimi progetti?

Abbiamo origini albanesi e ci piacerebbe giocare un po’ sugli stereotipi attorno all’albanese “medio”. Per i prossimi progetti stiamo lavorando assieme al nostro team per aumentare il livello di qualità generale, i prossimi brani saranno ancora più identitarie e con un sound distintivo.

Se poteste parlare alle Sindolls di qualche anno fa, cosa direste loro di non fare, o magari di fare di più?

Alle Sindolls del passato diremmo di non fidarsi facilmente e di lavorare da subito sulla scaltrezza, volta all’autoproduzione, in un ambiente che può dare e togliere veramente tanto. E di continuare a credere nella propria visione, perché passo dopo passo prenderà sempre più forma.

Biografia Sindolls

Le Sindolls sono un duo hip-hop italo-albanese formato dalle gemelle Jaddie (rapper) e Idoll (rapper e producer). Conosciute per la loro energia travolgente e l’estetica audace, hanno rapidamente conquistato l’attenzione su TikTok Italia, diventando un punto di riferimento nella scena urban femminile. Il loro EP più recente, 2 TIPI DI XSONE, pubblicato il 2 maggio 2025, rappresenta una dichiarazione d’intenti: sei tracce che mescolano sonorità hip-hop, elettroniche e pop, affrontando tematiche come l’identità, l’empowerment e la rivendicazione del proprio spazio nel panorama musicale italiano.

© Sindolls

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