Intrighi, fate e corone: Holly Black conquista il Lucca Comics & Games

Conosciuta per i suoi libri della saga Il Popolo dell’Aria e il ciclo le Cronache di Spiderwick, Holly Black ha partecipato al Lucca Comics & Games per una ristampa dei suoi primi libri della trilogia di Tithe, e ci ha rivelato informazioni in più sui suoi libri e sulla sua scrittura.

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Questa non è la prima volta in Italia, vero? E come ti sta sembrando?

Toni DiTerlizzi, che è stato qui ospite di Lucca due anni fa, nel 2023, è un amico che ho visto da poco, e mi ha decantato le lodi di Lucca Comics per tantissimo tempo. Mi ha detto: “È fantastica, magnifica, bellissima, non puoi perderti questo evento.” E così, per questa ragione, in maniera assolutamente eccezionale, non sto passando Halloween con i miei figli, ed è la prima volta che vanno a fare “Dolcetto o Scherzetto” senza di me.

Qual è il tuo processo di scrittura? Cambia in base al tipo di lettore a cui hai indirizzato il libro?

In alcuni modi, sì. Di solito considero la lunghezza dei libri diversamente, ma quando ho iniziato a scrivere Spiderwick, ho avuto lo stesso editore che ho avuto per il mio primo libro, Tithe. Lui mi ha detto che non dovevo scrivere il libro come pensavo dovesse essere un libro per bambini, ma di scriverlo nello stesso modo che scrivo gli altri e quando ce ne fosse stato bisogno avremmo semplificato alcune cose. Questo ha cambiato davvero la maniera in cui scrivo.
Quando scrivi libri per i più giovani, molte volte ciò che pensi è: “Dove sono rispetto alla famiglia, o come sono rispetto ai miei amici“, mentre quando scrivi libri per ragazzi, la domanda da porsi è: “Come sono rispetto ai miei amici, ma anche chi sono io. Chi sarò il mio amore?“.

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Tu scrivi anche per persone giovani e adulte, e probabilmente incontri molti tuoi lettori. Pensi che i lettori cambino l’approccio ai tuoi libri quando sono più giovani e quando sono più adulti?

Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2002. Ho avuto quindi l’esperienza di incontrare ragazzi più giovani che stavano leggendo i miei libri per la prima volta, e questo è stato meraviglioso. Poi ho incontrato persone che avevano letto Spiderwick e mi hanno detto che avevano letto anche i miei libri precedenti e questo è stato davvero gratificante. Mi hanno detto che hanno iniziato a leggere con me. Poi ho incontrato persone già adulte che avevano letto i miei libri quando erano più giovani. E in questo ultimo tour ho addirittura incontrato qualcuno che mi ha detto che i miei libri sono usciti prima che fosse nato. Avevo pensato di essere pronta a tutto, ma non ero pronta a questo.

Se dovessi riscrivere Spiderwick ora, faresti alcuni cambiamenti nei temi o pensi che per i più giovani di oggi è comunque attuale ciò che hai scritto nel 2010?

Sono sicura che lo scriveremmo diversamente, ma non so come. Tony ha preso molte decisioni sull’illustrazione e mi ha guidato in una direzione. È molto difficile immaginare come potrebbe essere diverso rispetto a ciò che è, perché all’epoca io ero diversa: non avevo vissuto le cose che ho vissuto ora e ho acquisito altre esperienze.

Come è stata l’interazione tra i testi e le illustrazioni in Spiderwick?

Io e Tony eravamo amici prima di iniziare a collaborare. La ragione per cui non abbiamo i crediti è che parlavamo delle storie e io scrivevo, a volte lui produceva un pezzo d’arte che non era una storia. E poi io potevo fare una storia per la sua illustrazione. Il Knocker è un esempio di un pezzo d’arte che lui ha prodotto e di cui mi ha chiesto di scrivere.
Naturalmente abbiamo scelto ognuno la propria strada, che era quella dei disegni per Tony e della scrittura per me. Ci parlavamo riguardo agli aspetti creativi e intanto Tony andava per conto suo a disegnare creature che non avevano alcun collegamento con la storia e poi mi diceva: “Riesci a trovargli un posto?“.
E quando abbiamo finito con le illustrazioni e il testo siamo passati alla fase in cui abbiamo cercato di assicurarci di aver descritto gli stessi vestiti, la porta nella stessa posizione… e se così non fosse stato, ovviamente era più facile cambiare il testo.
Una delle cose più interessanti che mi ha detto Tony in questa collaborazione è stata: “Non ho intenzione di illustrare quello di cui scrivi, ma illustrerò i momenti tra le cose di cui parli“. Ciò mi ha aiutato a portare avanti la storia e i suoi disegni sono così fondamentali per seguirla. Ad esempio una morte che avviene, io non l’ho mai scritta, infatti è colpa di Tony!

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Invece qual è il tuo rapporto con il cinema? Spiderwick è stato un film e poi anche una serie tv che però non è arrivata in Italia.

Allora, vorrei raccontarvi una lunga storia. Inizierò con il film. Molto tempo fa, nel 2006, a quel punto i libri erano finiti da diversi anni, un giorno, ero andata in giro a New York e ho ricevuto una chiamata da Tony e lui mi ha detto: “È successo. Vogliono fare il film“. Quindi sono andata a prendere il liquore più costoso, l’abbiamo aperto insieme, bevuto un sorso e poi il nostro agente ci ha detto che il film non si sarebbe più fatto. Dopo, in realtà, il film è stato fatto, però da quel momento racconto questa storia per dire agli altri di non credere alla prima versione quando vi viene raccontata, perché poi non funziona esattamente così.
Quando è cambiata la proprietà di Disney, prima appartenevano a Paramount, la nuova gestione voleva lavorare solo sul franchise, E quindi l’intera serie è stata tolta dalla linea di distribuzione e produzione. Poi è arrivato Roku Channel e ha distribuito la serie negli Stati Uniti e io sono molto grata per questo.

È chiaro che conosci molte leggende e folklore. Ne hai una preferita o c’è una in particolare che ti ha ispirato durante il processo di scrittura?

Penso che la figura del Changeling sia molto presente in molte storie che ho scritto, e penso che sia una parte del folklore infinitamente interessante. È anche raccontata in molti modi diversi, in cui a volte la trasformazione è una fata, a volte un bambino, a volte un adulto, quindi ci sono molti modi diversi per raccontarla.
Vi racconto una storia: c’era un uomo una volta, tanto tempo fa, che voleva costruire una casa per la propria famiglia, isolata, in un posto tranquillo. Trovò quest’area verde e libera e decise di costruirci lì la sua casa. Aveva avuto l’intuizione che sarebbe stata una buona idea parlarne con la guaritrice locale prima di mettersi a costruire, però non lo fece. Arrivò la prima notte di luna piena e fu come se un treno cercasse di passare, i muri tremavano, gli utensili e le pentole cadevano per terra, sua moglie si svegliò in preda alla paura. Riuscirono a passare la notte e la mattina la casa era ancora a posto. A quel punto, un po’ in ritardo probabilmente, l’uomo andò a parlare con la famosa guaritrice e le chiese: “Non sono io, ma se qualcuno avesse costruito una casa qui, ci sarebbero cose che dovrei dirgli?“, al che la signora gli rispose che la brutta notizia era che aveva costruito la casa su un passaggio nel percorso delle fate, e le fate non girano attorno alle cose. La cosa positiva è che l’unica cosa che era effettivamente su questo sentiero era un angoletto della casa, e così tagliò semplicemente quell’angolo

Questa storia è inclusa in un libro che si chiama The Middle Kingdom di Dermot MacManus, in cui l’autore è andato in giro a fare foto, a raccontare queste storie, in cui appare proprio la foto della casa a cui è stato tagliato l’angolo. Quello che amo in questa storia è il modo in cui il folklore viene raccontato, quasi come se fossero stati fantasmi che entrano in contatto con il nostro mondo e lo cambiano.

Hai cambiato qualcosa dalle bozze al libro finale?

Ho cambiato tantissime cose. Sono una che cambia in modo cronico i libri. Amo l’idea di sottolineare, mi piacciono i post it e tutto il resto. Quindi, molte volte, finisco tagliando enormi pezzi di un libro e poi li riarrangio. Cassie (Cassandra Clare), quando abbiamo collaborato, mi ha detto molto gentilmente che lei deve sapere cosa succede, mentre io devo sapere cosa è già successo. E per questo motivo a volte che le cose non funzionano all’inizio: devo ritrovare l’inizio, e poi estrapolare in modo diverso ciò che accade. Di solito, quando le cose non funzionano per me, significa che ho già fatto un errore.
L’intero libro La regina del nulla doveva avere una trama molto diversa: dovevano esserci i giganti, ma a un certo punto ho capito che questo non arrivava al cuore di ciò che era importante. Ciò che importava era che Jude si doveva chiedere se sarebbe stata in grado di dare tutto per avere il suo potere. La storia che stavo scrivendo non arrivava a questa domanda, quindi ho dovuto riscrivere tutto per arrivarci. Anche perché io non penso mai che c’è una scena meravigliosa e che sarebbe un peccato se il lettore non la leggesse mai. Quello che taglio o che cambio è ciò che penso non funzioni, quella che penso sia l’opzione meno valida rispetto a quello che scelgo di mettere nel libro.

Quando uscirà il prossimo libro di Cardan?

Nel 2027. Ho già scritto 20.000 parole.

L’Autrice

Holly Black è una scrittrice statunitense, autrice bestseller di libri fantasy per bambini e adolescenti. Nata nel New Jersey nel 1971, la Black è cresciuta in una decrepita casa vittoriana piena di libri e di cose strane.
Il suo primo libro, Tithe: A Modern Faerie Tale, è stato pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Simon & Schuster. ha ricevuto critiche entusiaste di critici delle riviste Publisher’s Weekly e Kirkus Reviews ed è stato incluso tra i libri migliori per giovani adulti selezionati dalla American Library Association.
Conosciuta principalmente per la saga Il Popolo dell’aria, i suoi libri sono stati tradotti in 32 lingue in tutto il mondo e adattati per film e serie tv.
Attualmente vive in New England con suo marito e suo figlio in una casa con una libreria segreta.

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