Da quando esistono gli esseri umani, esistono le storie. Le raccontavamo attorno al fuoco, le conservavamo nei miti, le imprimevamo sulle pareti delle caverne che abitavamo: ne avevamo bisogno.
Oggi, invece, le imprimiamo sulle pagine dei libri, delle web novels, nei manga e nei fumetti, le condividiamo nei film, nelle serie, nei post, perfino nei meme che condividiamo sui social. Potremmo vivere senza molte cose, ma non senza storie.
Perché? Cosa le rende così irresistibili, così necessarie? La risposta è profonda: le storie sono il modo in cui il nostro cervello, la nostra cultura e le nostre emozioni danno senso al mondo.

Le storie ci aiutano a capire la realtà
La nostra mente è programmata per cercare nessi, cause, significati, e le storie ci offrono esattamente questo: una sequenza ordinata di eventi, un filo che lega il caos del mondo.
Quando ascoltiamo o leggiamo una storia, il cervello si rilassa: finalmente ha una struttura con cui lavorare. Le storie trasformano il disordine in una narrazione comprensibile. E così la realtà diventa meno spaventosa, più leggibile, più umana, piena di significato e di divertimento, a qualsiasi età, qualsiasi siano state le nostre esperienze e i nostri studi o i generi che si preferiscono.
Ci immedesimiamo: vivere altre vite senza smettere di essere noi
La magia della narrativa è l’empatia. Mentre leggiamo, la nostra mente attiva le stesse aree che si attiverebbero se vivessimo davvero quella situazione. E così, attraverso un romanzo o una serie TV, possiamo: innamorarci, vivere avventure e mille vite, superare pericoli e ostacoli per rimettere le cose a posto in un regno o in una famiglia, conoscere culture diverse, provare emozioni nuove.
Le storie sono simulatori di vita: ci permettono di fare esperienze senza rischi reali, ampliando la nostra sensibilità e il nostro bagaglio emotivo.

Le storie costruiscono legami
Raccontare una storia significa condividere una parte di sé. Ascoltarla significa accoglierla.
Fin dalla preistoria, le comunità si sono unite intorno alle narrazioni: miti fondativi, leggende, memorie familiari tramandate di generazione in generazione e perfino oggi Bibbia, miti greci e favole sono oggetto di vari libri retelling, come Le Cronache di Narnia, La Bella e la Bestia con Acotar, Rapunzel con To bleed a christal bloom di Sarah J. Parker e molti altri. Oggi non è diverso: parliamo di film, libri, personaggi come se fossero conoscenti reali e ci emozioniamo come se per l’amore ritrovato, il loro obiettivo raggiunto, il mistero che hanno risolto o la found family nella quale sono riusciti a entrare o per il regno che hanno salvato come se fosse una propria questione di vita o di morte. Le storie sono uno dei modi più antichi e potenti per creare connessione.
Le storie ci consolano nei momenti difficili
Quando la nostra vita diventa complicata, un libro o un film possono diventare un rifugio in cui scappare per affrontare la vita in maniera diversa, possono persino diventare carburante per andare a lavorare quando non vorremmo.
Ci ricordano che non siamo soli nelle emozioni che proviamo, che altri hanno vissuto difficoltà simili, o peggiori e le hanno superate, e che ogni percorso può trovare un senso.
Certe storie ci curano, altre ci fanno ridere, altre ancora ci danno coraggio. La narrazione diventa un vero e proprio balsamo emotivo.
Ma non solo, le storie ci aiutano anche a rispondere alla famosa domanda: chi siamo? Ci aiutano a costruire la nostra identità e aiutano a capire chi siamo e cosa amiamo o odiamo, quali personaggi ammiriamo, quali valori ritroviamo nei protagonisti, in quali personaggi ritroviamo noi stessi, quali temi ci parlano di più, quali finali ci fanno sperare. Attraverso le narrazioni esploriamo noi stessi, le nostre paure, i nostri desideri.
Immaginare il futuro
Ma non servono solo a interpretare il passato, le storie sono il motore dell’immaginazione: ci fanno vedere possibilità, mondi alternativi, nuove idee, fanno sorgere domande.
Ci piacciono le storie perché sono parte di ciò che siamo: esseri narrativi e creativi, ciò fa parte della nostra natura. Raccontiamo per stare meglio, condividere, avvicinarci. Servono a capirci, ascoltiamo per sentirci meno soli, leggiamo per vivere di più e di sicuro meglio. Le storie sono un linguaggio universale, un ponte tra le persone, uno strumento per dare significato e bellezza all’esperienza umana.
E forse il motivo più vero è questo: le storie ci ricordano che ogni vita, anche la nostra, è una narrazione che vale la pena raccontare.
