Per la prima volta la regina dell’urban fantasy è approdata al Lucca Comics & Games per presentare Seasons of Shadowhunters, l’attesissimo progetto in tre volumi che espande e rinnova l’universo dei Cacciatori d’Ombre. Con Come i cuori degli angeli, I segreti di Blackthorn Hall e la nuova edizione illustrata di Storia di illustri Shadowhunters e abitanti del mondo nascosto, Cassandra Clare riapre le porte del Mondo Nascosto e invita i fan a immergersi in nuove avventure, rivelazioni e prospettive inedite.
Seasons of Shadowhunters
Seasons of Shadowhunters raccoglie tre volumi che ampliano e approfondiscono l’universo degli Shadowhunters da prospettive diverse ma complementari. Come i cuori degli angeli riunisce una serie di racconti brevi incentrati sul tema dell’amore, protagoniste delle storie saranno le coppie più amate dell’universo Shadowhunters. I segreti di Blackthorn Hall si presenta come un mystery gotico narrato attraverso lettere, messaggi e indizi, che trascina i lettori dentro gli enigmi della celebre famiglia Blackthorn e della loro dimora infestata. A chiudere il progetto c’è la nuova edizione illustrata di Storia di illustri Shadowhunters e abitanti del Mondo Nascosto, una guida aggiornata che raccoglie profili, genealogie e curiosità su tutti i personaggi della Clare.
I tre libri non saranno nuovi agli appassionati della saga. Le tre opere erano infatti state presentate, insieme ad un quarto libro, in un progetto Kickstarter lanciato da Cassandra Clare ad ottobre 2023.

Intervista
Chi è Cassandra? Ti conosciamo come un’autrice fantastica, ma raccontaci qualcosa in più su di te.
Oltre ad essere un’autrice fantasy, adoro leggere e viaggiare, credo che questa sia la mia diciottesima volta in Italia. In realtà, ho studiato italiano all’università, ma purtroppo ho dimenticato quasi tutto. E ho quattro gatti! Si chiamano Reginald, Rosy, Izzy (Isabelle) e Oscar. Eccomi, questa sono io!
Qual è stata la prima storia che ti ha spinta a raccontare le tue di storie?
Quando avevo circa 11 o 12 anni, mio padre mi ha regalato Interview With The Vampire e ne ero innamorata, volevo assolutamente essere una vampira. Ne ero così entusiasta che ho deciso che avrei scritto il mio personale libro di vampiri. E l’ho fatto. L’ho riletto un po’ di tempo fa: era molto brutto. E soprattutto, era esattamente come Interview With The Vampire. Insomma, devi comunque iniziare da qualche parte, no? Quello è stato il momento in cui ho deciso che sarei diventata una scrittrice.
Hai creato una saga molto ampia che tocca diversi periodi cronologici, com’hai gestito gli archi narrativi e qual è il tuo preferito?
Quando ho iniziato i libri ovviamente li ho ambientati nel mondo attuale, perché non volevo iniziare subito con un romanzo storico, dato che è più complicato, bisogna fare più ricerche, e non ero certa che gli editori l’avrebbero comprato. Ma dopo aver pubblicato The Mortal Instruments, sono andata dal mio editore e gli ho detto: “Vorrei scrivere più libri ambientati in questo mondo” e lui è stato molto felice. Ma poi ho aggiunto: “Saranno ambientati nel 1878, nel XIX secolo” e loro sono rimasti inorriditi. Mi hanno detto: “Assolutamente no, nessuno vuole leggere romanzi storici, i teenagers non li leggono”. Ma sono riuscita a convincerli e così è come è nato The Internal Devices, che in realtà è anche il mio periodo narrativo preferito. Mi sono divertita molto a scriverlo. Per 6 mesi non ho guardato altro che film e serie che erano ambientati nel periodo vittoriano, ho letto solo libri che erano stati scritti o ambientati nel periodo vittoriano e ho persino letto i diari delle persone che avevano vissuto in quel periodo. Alla fine mio marito mi ha detto che stavo parlando come un personaggio di un drama storico.
I tuoi protagonisti discendono dagli angeli ma sono mortali, qual è il motivo di questa scelta?
Quando ho creato i Nephilim sono stata spinta dalla storia presenta nella Bibbia, su come gli angeli sono scesi sulla Terra e hanno avuto dei figli con uomini e donne. Ho pensato che fosse una storia molto interessante. Nella Bibbia venivano descritti come dei mostri e io ho pensato “Magari non sono dei veri e propri mostri, magari sono solo molto potenti”. E non volevo che fossero immortali perché secondo me sarebbero stati troppo potenti. É difficile identificarsi in qualcuno che è così diverso da te, che ha i poteri, la forza e che non può neanche morire. E volevo che il loro lavoro fosse pericoloso, in modo che fossero in grado di ferirsi e morire, di soffrire proprio come un essere umano normale. Perché altrimenti non sarebbero stati visti come delle persone.
Le tue donne sono guerrieri forti e combattive, talmente tanto da riuscire anche a cambiare la società nell’arco dei tuoi libri. Com’è stato riuscire a renderle ancora più predominanti?
Quando ho iniziato a scrivere i miei libri, ormai 20 anni fa, non avevamo questa sorta di discussione sulla forza dei personaggi femminili che abbiamo ora, avevamo qualcosa di molto più comune. Leggevo libri fantasy molto belli ma in qualche modo l’eroe era sempre maschile, quindi ho pensato: “Perché non scrivere una storia per ragazze? Dove si possano identificare con i personaggi della storia?”. Quindi negli anni ho cercato di scrivere i miei libri dal punto di vista di personaggi “emarginati”: ogni tanto sono donne, altre volte queer, altre neurodivergenti. Volevo che tutti pensassero di poter essere uno Shadowhunter, che potessero credere di essere un eroe. Ho iniziato con Clary perché non avevo mai visto un personaggio come lei nei libri e ho continuato con altri personaggi femminili molto forti, ma non solo.
I tuoi young adult hanno ispirato tantissimi lettori ancor prima della nascita di questo termine. Quanto influisce il fandom sulle tue storie?
É veramente strano passare dall’essere una fan ad avere dei fan, perché io stessa sono sempre stata una fan. Nel mio caso i fan influiscono molto su ciò che scrivo. Ho interagito più volte con loro e parlato sulle diverse teorie, le idee per i vari personaggi. Non ho mai cambiato la storia per far felice qualcuno, ma ogni tanto quando vedevo che un personaggio era molto apprezzato gli davo maggiore spazio all’interno della storia.
Come è stato vedere le tue opere trovare dei volti umani nelle trasposizioni sullo schermo?
È strano anche perché nel film e nella serie tv ci sono attori diversi. Quando li guardo non vedo i miei personaggi ma gli attori, perché li conosco personalmente. Quindi penso “Oh quello è Jaimie, quella è Lily, quello è Matthew”. Penso che siano delle persone che stanno facendo un gran bel lavoro travestendosi come i miei personaggi. Non è una loro colpo. Credo solo che quando sei uno scrittore hai una chiara idea di come i tuoi personaggi dovrebbero apparire e non puoi cambiarla in nessun modo. Ma per me, soprattutto per quanto riguarda il film, quando arrivi sul set e vedi ciò che hanno creato per dare vita al tuo mondo, quello è veramente intenso, un vero shock. Ogni attore con cui ho parlato che ha avuto una trasposizione del suo libro mi ha raccontato la stessa cosa.
Qui a Lucca presenti ben tre opere, ci puoi parlare di queste pubblicazioni?
Si sono qui a Lucca soprattutto per promuovere i miei nuovi libri con Mondadori. É un set di quattro libri che avevo in realtà pubblicato inizialmente come un Kickstarter, perché mi piace molto sperimentare con diversi tipi di pubblicazioni: ho pubblicato in modo autonomo, ho fatto solo audiolibri, e questa volta ho provato con il Kickstarter. È stato molto divertente. E alla fine avevo questi quattro libri e la Mondadori gli ha dato una nuova copertina e li ha pubblicati. Sono tutti inerenti al mondo Shadowhunters. Il primo è I segreti di Blackthorn Hall, che è una storia scritta tramite lettere dei vari personaggi. E l’altro è Come i cuori degli angeli, che sono dieci novelle romantiche sui personaggi degli Shadowhunters. In particolare per questo sono stata guidata dai fan. Infatti, negli anni ho cercato di capire quali fossero le loro coppie preferite, chi avrebbero voluto vedere di più.



Chi vorresti essere all’interno dei tuoi libri?
Credo che, in realtà, non vorrei essere all’interno dei miei libri perché è un mondo molto pericoloso e morirei sicuramente. Ma il personaggio con cui mi immedesimo di più è Simon, perché non è nato come Shadowhunter, è un normale essere umano e credo che, come Simon, se dovessi arrivare nel mondo degli Shadowhunters, anche io morirei immediatamente. Fortunatamente lui ritorna in vita. In questo senso, mi immedesimo molto in lui. Ma se potessi essere chiunque, probabilmente sceglierei di essere una stregona, perché sono molto potenti e potrei cavarmela.
Su Instagram qualcuno ti ha chiesto se Jace e Clary si sposeranno mai e tu hai risposto che potrebbero, ma solo se riescono a sopravvivere? Riusciremo a vederli di nuovo, e soprattutto salvi?
Si, li vedrete di nuovo in The Wicked Powers, che sarà l’ultima serie dei libri di Shadowhunters. Li abbiamo lasciati in un momento in cui sappiamo che c’è un personaggio cattivo che è interessato a loro due e all’inizio del libro accadrà qualcosa di molto grande che li separerà. Vedremo in realtà molto dal punto di vista di Clary e come quello che accade influenzerà la storia, perché volevo che la fine chiudesse il grande cerchio e che Clary rappresentasse l’inizio e la fine della storia.
Hai lavorato per così tanto tempo alla saga Shadowhunters, credi che ti mancherà una volta che l’ultimo libro uscirà? E tornerai mai a pubblicare qualcosa su questo mondo? Magari una novella o un breve racconto.
É molto difficile per me dirlo ora, ma credo che mi mancheranno tanto, perché già mi mancano ora. Quando scrivo The Wicked Powers sono consapevole del fatto che sia l’ultima volta che scriverò di questi personaggi quindi diciamo che è già un processo di lutto. Prima sapevo che ci sarebbe stato ancora altro da scrivere, invece ora ho questa sensazione di dire addio. Non dirò che sarà impossibile che torni a scrivere una novella o un racconto, perché se mi verrà in mente una bella idea non ci rinuncerò. Quindi non si sa mai.
Ci puoi dire qualcosa in più su The Wicked Powers? E soprattutto su Kit e Ty?
Saranno tre libri e ho appena finito di scrivere il primo. Segue quattro personaggi principali: Drew, Ash, Kit e Ty. Loro due non si sono parlati per gli ultimi tre anni, sono in una sorta di litigio. Ma accade qualcosa per cui Ty avrà bisogno di aiuto e l’unica persona a cui potrà chiederlo sarà Kit. Quindi all’inizio del libro si presenta a casa sua e gli dice: “Ho bisogno che mi aiuti”. Kit gli dice che lo aiuterà con questa cosa, che è molto importante, ma poi ognuno andrà per la propria strada. Ma in realtà non va mai proprio così. Quindi partiranno per un viaggio insieme in Europa, alla ricerca di un oggetto magico di cui non posso parlarvi. E in ogni luogo che visiteranno dovranno mettere insieme le informazioni, in modo che alla fine arrivino alla soluzione. Dovranno quindi collaborare e ovviamente ci saranno complicazioni e il loro rapporto verrà approfondito.
