Matt Dinniman conquista Lucca: il creatore del Dungeon Crawler arriva in Italia

Lucca Comics & Games accoglie uno degli autori più imprevedibili e amati della narrativa fantastica contemporanea: Matt Dinniman. Con l’arrivo in Italia di Dungeon Crawler Carl, pubblicato da Mercurio Books e già disponibile in versione audio con le voci di Gianandrea Muià e Arianna Craviotto, lo scrittore statunitense ha incontrato i fan per raccontare la follia creativa dietro la sua saga cult, svelare retroscena della sua scrittura e anticipare ciò che bolle nel calderone dei suoi prossimi progetti.

© Bee Chronicles Team

È la tua prima volta in Italia? Che stimoli stai ricevendo da Lucca?

Sì, è la prima volta. Ho fatto un evento a Milano, poi ho visitato Bologna. Lucca ha un’estetica particolare, è una città cinta dalle mura in cui è facilissimo perdersi. È molto suggestiva e, chissà, potrei usarla in futuro per uno dei miei libri.

Nel tuo libro, Princess Donut, la gatta, ha un ruolo importante. Qual è stata la tua ispirazione?

Prima di diventare scrittore, facevo arte principalmente sui gatti. I miei lavori sono stati ospitati da Ikea, Paper Chase, che è una catena di articoli di cartoleria inglese, che ha ancora i miei biglietti con i miei disegni di cani e gatti. Portavo il mio piccolo stand alle fiere, quelle del fumetto, ma anche di animali. Un giorno in una di queste fiere ho trovato in una gabbietta una persiana calico, tartarugata, di diversi colori, che mi guardava con odio. Ho ricambiato lo sguardo e ho detto: “Scriverò un libro su un gatto come te“. Gli animali mi ispirano a scrivere, io ho quattro cani, tre gatti, Tina, che è una tartaruga, e mi è sempre piaciuto scrivere degli animali. Però i gatti persiani, nello specifico, hanno una caratteristica che è anche di Princess Donut, ed è quella che si credono, nel profondo, delle principesse, che poi in realtà non lo sono, perché messe alle srette rivelano una natura diversa, però quello che appare immediatamente è questo aspetto regale.

Ci sono molte scene divertenti nel tuo libro, ti è mai capitato di ridere mentre scrivevi?

Ho un Patreon dove posto i capitoli che scrivo e loro mi dicono se gli piacciono o no. A volte penso che qualcosa sia meraviglioso ma a nessuno piace, o a volte penso che qualcosa sia molto serio e loro pensano che sia divertente e viceversa. Quindi molte volte la consapevolezza di se stessi come scrittore è un’attività molto importante ed è qualcosa che cerco di fare ogni giorno. Alla fine però si tratta di me che cerco di far agire i personaggi come persone normali. Il protagonista, Carl, è una persona normale che prende tutto ciò che succede molto seriamente, quindi c’è questa dicotomia fra l’assurdità delle scene del reality show alieno e la reazione molto reale del personaggio e il risultato sono questi momenti divertenti.

Dungeon Crowler Carl sta acquisendo tanto successo, qual è il prossimo media che ti piacerebbe usare per raccontare questa storia?

Abbiamo i libri, gli audiolibri che sono molto popolari negli Stati Uniti e anche un webtoon presente sia in inglese che francese e presto sarà tradotto in altre lingue. Abbiamo aperto anche un crowdfunding per uno spin-off su Florin, che è un personaggio della serie Dungeon Crawler, per creare la graphic novel e in termini di crowdfunding è la quarta campagna più alta in tutta la storia. Inoltre c’è un gioco da tavolo di cui sono molto entusiasta, prodotto da Renegade Games, coloro che hanno creato i My Little Pony e i Power Rangers. La NBC Universal ha acquistato i diritti televisivi e la compagnia di Seth MacFarlane chiamata Fuzzy Door sta producendo una serie televisiva live. A marzo dell’anno prossimo uscirà il fumetto. Ci sono tantissimi progetti in ballo, ma il mio focus principale rimangono i libri, perché questi sono progetti che fanno altre persone su cui io alla fine do solo l’ultima parola.

© Google Immagini

Le scene sono molto vivide per chi legge. Hai preso ispirazione da qualcosa?

Sì, c’è questo stile di libri che si chiama Lit RPG e sono molto popolari. In questi libri ci sono le regole come quelle dei videogiochi. Ho iniziato a leggerli intorno al 2015 e li ho adorati. Ho scritto durante tutta la mia vita ma solo allora ho pensato di voler scrivere un libro così. Nonostante ciò ho sempre giocato ai videogiochi da quando ero piccolo con mio fratello, se non avessi dovuto mangiare avrei giocato ai videogiochi tutto il giorno.

Nel tuo libro incontriamo uno scenario già visto, quello in cui c’è chi osserva e chi gioca e riceve qualcosa. Perchè pensi che questo continua ad affascinarci e pensi che in qualche modo abbia effetto anche sulla nostra società?

I personaggi combattono per la propria vita, ma non solo, sono anche guardati nel farlo. Infatti, Donut conosce bene questo contesto perché ha partecipato a molte competizioni e sa come ottenere l’attenzione di tutti. Quindi non sappiamo bene chi sia veramente Princess Donut perchè ogni sua azione è dettata dall’essere mostrata nelle telecamere. Agisce strategicamente e se ci pensiamo è un po’ triste perchè è quello che accade a noi. Io ho quattro figli che sono sempre incollati a Instagram e Tiktok, e guardano tutte queste persone, che però non sono reali, perchè ognuno decide cosa mostrare di sè, e facciamo tutti parte di questo scenario.

Hai iniziato a scrivere autopubblicandoti e ora invece hai una casa editrice alle spalle. Com’è cambiato il tuo rapporto con l’editoria?

Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2003. Era un piccolo libro e nessuno l’ha letto. Poi ho scritto un paio di altri libri, tutti sono stati pubblicati da editori piccoli e diversi, alla fine tutti questi editori hanno chiuso. Poi, nel 2017, ho scritto il mio primo RPGLit, che non è Carl, ma Dominion of Blades e ho cercato di farlo pubblicare davvero duramente, ma nessuno lo voleva. Quindi l’ho autopubblicato, all’epoca non ne sapevo niente, infatti non è andata come avevo sperato.

Quindi ho pensato tra me e me che non mi sarei più autopubblicato, almeno non con questo genere di libri. Quando ho scritto Carl, ho pensato di non provare nemmeno a metterlo su Amazon e ho iniziato a metterlo su un sito che si chiama Boil Road, che è un sito web in cui posti un capitolo alla volta, ed è gratuito. Le persone hanno cominciato a leggerlo e a darmi feedback. Finché è arrivata la pandemia nel 2020, quando tutti sono rimasti in lockdown, non potevo più partecipare alle fiere e non potevo più vendere fisicamente la mia arte. È stato lì che mi sono rivolto a Patreon. In questo libro ci sono alieni che guardano lo show, e se amano ciò che i giocatori stanno facendo, mandano delle lootbox. In quel momento ho pensato che le persone su Patreon fossero gli alieni, infatti possono votare per decidere cosa poteva accadere.
All’inizio del 2023 l’ho messo su Amazon e la cosa che mi ha colpito è che in un giorno ho ottenuto più soldi di quanti ne avevo fatti in tutta la mia carriera. Quando la Penguin Random House, negli Stati Uniti, mi ha detto che avrebbe voluto acquistare il mio libro e venderlo ho risposto di no. Alla fine siamo arrivati a un accordo in cui hanno ottenuto i diritti del libro fisico, e io ho tenuto quelli dell’e-book e posso ancora postare i capitoli su Patreon, che era la cosa più importante per me. Considero ancora oggi il mio libro autopubblicato.

Come hai fatto a portare l’esperienza dei videogiochi sulle pagine di un libro?

Il mio primo focus sono i personaggi, anche se con la testa io sono sempre nel gioco. Penso continuamente a come sviluppare i nuovi livelli, che sono tutti basati su giochi diversi. Per esempio l’ottavo piano è basato sulle carte dei Pokémon. Il decimo, su cui sto lavorando adesso, è più in stile Mario Kart.
Però questa è la struttura. Quello che secondo me dà veramente una marcia in più, ed è la mia priorità assoluta, e penso che sia uno dei motivi del successo di quest’opera, sono i personaggi. Io investo di più in loro, e soprattutto sul conflitto tra di loro. Per esempio, pensiamo a Carl e Donut, che sono ovviamente migliori amici, sono alleati, però litigano per ogni cosa.

Entreresti nel tuo libro e in caso che livello raggiungeresti?

Non sarei assolutamente così scemo da entrare nel dungeon, e anche se dovessi entrare nel dungeon perché proprio non c’è altra speranza, morirei al primo livello. Tanto poi non quasi tutti, al primo livello. Per quanto riguarda i mostri, non so se vorrei essere un mostro. Se dovessi scegliere, sceglierai uno di quelli degli ultimi piani perché ci sono meno crawler a darmi fastidio, però probabilmente se dovessi entrare nel dungeon, aspetterei l’inevitabile fine e basta

Quindi ogni libro racconta di un livello?

Alcuni libri sonosu due livelli. Io sto lavorando sul libro 8 che è il decimo livello. L’intero Dungeon ha 18 livelli e mi aspettavo di avere 10 libri. Quindi dovrò velocizzarmi per arrivare alla fine, ma probabilmente ne aggiungerò altri.

Di solito quando si parla di dungeon viene in mente qualcosa di medievale. Ma nel tuo libro è tutto molto più moderno. Come hai mescolato queste due realtà?

Carlo è una persona normale. Donut è una gatta normale e questo dungeon viene creato con i materiali del loro mondo esterno. Quindi più che riferimenti medievali ci sono riferimenti alla cultura pop. Quando Donut acquisisce la parola, si ricorda che erano super fan di Gossip Girl.
Lo scopo, se pensiamo un attimo alla scena, è che nel dungeon e ci sono gli alieni che guardano da fuori. Loro confrontano la loro cultura con quella dei terrestri. Ci sono scene in cui un Crawler come Premio riceve la metanfetamina, c’è Samantha, che compare nel livello 4,; che è la testa decapitata di una Sex Doll è uno dei personaggi preferiti dei lettori, ecc.

L’autore

Matt Dinniman è uno scrittore, musicista di basso in una band e artista statunitense, conosciuto per la sua saga Dungeon Crawler Carl, il cui primo libro è pubblicato in Italia da Mercurio Books ed il secondo uscirà a maggio 2026.

© Google Immagini

Lascia un commento