Nicabooks: una vita tra libri e nuovi orizzonti, libraia italiana a Dublino

Lasciare l’Italia con una valigia piena di libri e tornarci con mille storie nuove: Nicabooks ha trasformato la sua passione in un’avventura oltre confine. Da un anno vive a Dublino, dove ha ricominciato da zero tra scaffali, lettori curiosi e nuove prospettive.
L’abbiamo incontrata per farci raccontare com’è cambiata la sua vita da libraia, quali sfide l’attendono ogni giorno e cosa significa costruirsi un futuro a migliaia di chilometri da casa, armata soltanto di coraggio, e di tantissime pagine da sfogliare.

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Il nome NicaBooks ha un significato particolare?

In realtà no, il nome Nicabooks non ha un significato particolare: mi chiamo Veronica e i miei amici mi chiamano Nica e, da qui, Nicabooks.

Gestire un profilo di successo richiede tempo e dedizione. Come riesci a conciliare la creazione di contenuti, le letture e la vita privata?

Creo contenuti principalmente nei miei giorni liberi o prima dei miei turni di lavoro e programmo la loro uscita su Instagram in modo da essere libera dal punto di vista social. Instagram è la mia unica piattaforma quindi per certi versi per me è semplice perché devo gestire un unico e solo spazio e, una volta che il contenuto è pubblicato, mi devo occupare solo di pubblicare le storie e di rispondere ai commenti e ai DM. In tutti gli altri miei momenti liberi leggo e vivo la mia vita privata (che, in realtà, è sempre molto collegata al mio lavoro).

Qual è il criterio principale con cui scegli i libri da consigliare? Ti affidi più all’istinto, alle richieste dei follower o alle novità editoriali?

Quando un libraio deve consigliare un libro, sa che la primissima cosa da fare è ascoltare le esigenze del lettore che si sta affidando a lui: non si possono consigliare solo libri che sono nelle nostre corde, libri che sono in trend sui social o le ultime novità uscite. Molte volte mi capita di consigliare libri dei quali ho sentito buoni feedback da altri clienti o dai miei colleghi (con i quali ci teniamo sempre aggiornati sulle nostre letture, sia per curiosità, sia per ampliare il nostro raggio di consiglio). Quindi, più che rispondere in maniera istintiva, mi prendo del tempo per parlare con il lettore e capire al meglio quello che sta cercando in modo da consigliare il libro più adatto possibile.

Qual è il genere letterario che ami di più e, al contrario, quello che fai più fatica a consigliare o leggere?

Amo la narrativa e, a meno che non si tratti di argomenti che mi interessano da vicino, faccio fatica a leggere la saggistica: mi piacerebbe però riuscire ad aprirmi a questo genere sempre di più. Il mio lavoro è anche questo: uscire dalla propria comfort zone.

C’è un libro, tra tutti quelli che hai letto, che consideri una vera e propria, gemma nascosta, che meriterebbe più visibilità?

Sarò ripetitiva perché lo dico in tutte le interviste e ne parlo a tutti i miei clienti e molto spesso anche su Instagram ma i libri di Massimo Cuomo sono libri che vorrei avessero molta più visibilità. Il mio preferito è Bellissimo ma ogni libro di questo autore, che adesso è un amico, mi ha lasciato molto e non smetterò mai di consigliarli.

Qual è la sfida più grande che hai incontrato nel lavoro da libraia?

Credo che la cosa più difficile del nostro mestiere sia riuscire a trovare un equilibro tra fare milioni di cose (aprire i colli, sistemare i libri sugli scaffali, rispondere alle mail e alle chiamate ecc.) e stare al contatto con il pubblico. Per molti il nostro è un mestiere meraviglioso dove stiamo seduti tutto il giorno a leggere e a parlare con i clienti dei nostri libri preferiti ma non è così: il nostro è un mestiere che stanca fisicamente, mentalmente e psicologicamente e riuscire a trovare una quadra senza essere sfiniti a fine serata non è semplicissimo e richiede un grande sforzo.

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Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia per trasferirti proprio in Irlanda?

Il lavoro in Irlanda è arrivato grazie alla borsa lavoro Nick Perren. Dal 2017, ogni anno, frequento i corsi monografici della scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri. La scuola non offre solo corsi ma anche un seminario (che si tiene ogni gennaio a Venezia) per il quale si deve essere selezionati. Io sono stata selezionata nel 2019 e, chi accede al seminario, ha la possibilità di concorrere per la suddetta borsa lavoro, che permette, a chi la ottiene, di lavorare un mese in una libreria Waterstones in Europa. Dopo aver partecipato al seminario, ho concorso per la borsa per cinque anni consecutivi e infine, nel 2024, sono riuscita a ottenerla. Sono quindi arrivata a Dublino con l’idea di trascorrere qui solo un mese ma i miei manager mi hanno chiesto di restare quindi ho preso coraggio e mi sono trasferita.

Vivere in Irlanda ha influenzato in qualche modo le tue scelte letterarie o il tipo di libri che leggi ora? Magari letture di autori irlandesi?

In realtà non molto. Ho sempre avuto una grande passione per gli autori e le autrici irlandesi (ho scritto la mia tesi di laurea triennale proprio sul caso editoriale Sally Rooney, per esempio). L’unica grande differenza è che, nonostante non abbia mai avuto problemi con la lingua inglese, non ho mai letto così tanto in lingua come adesso e che, pur essendo una grande appassionata di libri in copertina flessibile, adesso, da quando gestisco il settore novità della libreria, mi sono aperta molto alla lettura dei libri in copertina rigida.

Qual è l’aspetto della cultura irlandese che ti ha colpito di più, sia positivamente che negativamente?

Al momento non ho notato cose negative a livello culturale, anzi: gli irlandesi sono persone cordiali, gentili, aperte, attente e premurose. Inoltre, sono persone molto pazienti e che amano la compagnia e il divertimento. Vivo qui solo da un anno e riconosco che, forse, sono ancora presa dall’entusiasmo della novità tanto da non riuscire a vedere gli aspetti negativi.

Com’è la vita quotidiana di una libraia italiana a Dublino?

Non molto differente, penso, da tutti coloro che si sono trasferiti qui e che lavorano: lavoro cinque giorni alla settimana e la maggior parte delle mie giornate la passo in libreria. Nella mia vita privata sono comunque legata al mio lavoro: leggo tanto e visito molte librerie! Come dico sempre, lavorare come libraia non è solo un mestiere ma uno stile di vita.

Ci sono delle librerie locali che frequenti e che ci consiglieresti?

Oltre a quella dove lavoro, Hodges Figgis, la libreria più antica d’Irlanda e la terza libreria più antica del mondo, ce ne sono molte altre che mi piacciono un sacco: The Winding Stair, Books Upstairs, Chapters Bookstore e The Gutter Bookshop sono alcune delle mie preferite, per esempio. Sul mio profilo Instagram trovate un contenuto in evidenza dove potete scoprire altre librerie di Dublino, oltre a quelle che ho appena citato: uno dei miei obiettivi principali, infatti, è proprio quello di scoprire questa città attraverso tutte le sue librerie!

Che consiglio daresti a chi, come te, vorrebbe trasferirsi all’estero ma ha paura di fare il grande passo?

Consiglio sempre di passare almeno un mese (o di più, se si ha la possibilità) nella città dove vi volete trasferire e di parlare il più possibile con chi si è trasferito prima di voi e vive lì già da qualche anno. Trasferirsi in una nuova città, soprattutto all’estero, può sembrare semplice ma non è come quando si va in vacanza e tutto ci appare rose e fiori: informarsi su che cosa si debba affrontare dal punto di vista burocratico, capire come procedere per la ricerca di una casa, di un lavoro e informarsi su come funzioni il sistema sanitario, sono passi fondamentali.

Qual è il sogno più grande per NicaBooks? C’è un obiettivo specifico che speri di raggiungere con il tuo profilo?

In realtà non ho grandi ambizioni. La mia paura più grande è sempre stata quella di restare sconosciuta e di non far conoscere il mio mestiere a più persone possibili ma con Nicabooks sento di aver già raggiunto tantissimi traguardi che non mi sarei mai nemmeno lontanamente immaginata. Ho creato questo account quasi per gioco e adesso è il mio spazio preferito: è già tutto meraviglioso così com’è.

Biografia

Veronica Tati, classe 1995, è italiana ma vive a Dublino, dove lavora come libraia. Nicabooks è il suo account instagram dove spiega il mestiere del libraio alla sua community di oltre 25 mila followers.

© Veronica Tati, Nicabooks

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