Torna la rubrica sullo spettro autistico, con il suo ottavo appuntamento dedicato all’autismo PDA (Pathological Demand Avoidance). Essa è una forma di autismo che si distingue per una marcata resistenza alle richieste e alle aspettative altrui.
Origini del termine
Introdotto dalla psicologa Elizabeth Newson negli anni ’80, il termine descrive individui che, pur rientrando nello spettro autistico, mostrano comportamenti di evitamento e opposizione in risposta a pressioni esterne.
Le caratteristiche principali includono:
- difficoltà nel rispondere alle richieste
- evitamento di compiti anche essenziali
- reazioni emotive intense come rabbia o panico
- difficoltà nel rispettare regole
- comportamenti manipolativi per eludere obblighi
Nonostante non sia riconosciuto come diagnosi autonoma nel DSM-5, il PDA è considerato una variante dell’autismo.
La comprensione e il supporto sono cruciali per aiutare l’individuo a sviluppare strategie di coping efficaci.

Il ruolo della famiglia
Il ruolo dei familiari è centrale.
Alcuni accorgimenti utili includono:
- accettare la condizione e ridurre lo stress
- creare ambienti prevedibili e rassicuranti
- usare un linguaggio chiaro e diretto
- evitare richieste frontali, preferendo approcci indiretti
- offrire scelte per favorire il senso di controllo
- sostenere la gestione emotiva con tecniche di rilassamento
- rispettare limiti e preferenze individuali
- cercare risorse e supporti professionali
Ogni persona con PDA è unica, quindi è fondamentale costruire un percorso personalizzato, basato sull’ascolto e sulla collaborazione.

