Gli animatroni posseduti tornano sul grande schermo: Five Nights at Freddy’s 2 è al cinema

Il 4 dicembre è uscito nelle sale italiane Five Nights at Freddy’s 2, sequel del già fortunato Five Nights at Freddy’s (2023), diretto dalla regista Emma Tammi. Il primo capitolo aveva incassato 40 milioni di dollari il giorno stesso della sua uscita, stabilendo il migliore debutto di sempre per un’opera cinematografica tratta da un videogioco. Il film, infatti, è ispirato all’omonimo videogioco survival horror punta e clicca creato da Scott Cawthon nel 2014, accolto positivamente dalla critica. Un film che ha stabilito record mai visti prima, diventando il quarto maggior successo commerciale nella storia di Blumhouse. Sebbene non sia stato accolto positivamente dalla critica, Five Nights at Freddy’s 2 conquista ancora una volta i box office, proprio come era già capitato per il primo capitolo, scavalcando anche l’attesissimo Zootropolis 2 e riuscendo a raggiungere in America 63 milioni di dollari al botteghino solo i primi due giorni dal rilascio.

©  Google Immagini

Trama e tematiche

Tammi torna nel mondo degli animatroni posseduti, provando a creare un sequel che sia degno del primo, ampliando l’universo narrativo presentato nel film precedente. Qui tutto sembra essere volto spaventare maggiormente: gli animatronics moderni, i cosiddetti Toy (versioni riviste e rivisitate dei modelli Withered), inquietano e minacciano furiosamente. Il film si apre con un prologo ambientato nel 1982, uno dei momenti più disturbanti: il brutale omicidio della piccola Charlotte da parte del coniglio Giallo. Sin dal principio, quindi, vengono presentati due temi che si ripeteranno spesso nella pellicola, e che in realtà erano già fortemente validi e presenti nel primo capitolo: l’infanzia tradita e l’inaffidabilità degli adulti, disattenti, che sottovalutano e non prestano attenzione ai bambini. Charlotte muore davanti a tutti e la sua fusione con la Marionetta diventa origine di uno spirito tremendo che cerca vendetta. Dopo questo flashback si torna al tempo presente, un anno dopo i fatti accaduti e raccontati nel primo capitolo. I nostri protagonisti Mike, Abby e Vanessa provano a riprendere in mano le loro vite, nonostante il terrore che aveva generato l’esperienza traumatica con gli animatroni. Vanessa si è risvegliata dal coma e prova a ricordare, a fare i conti con i fantasmi del passato che la opprimono e che la tengono invischiata e intrecciata a un legame di sangue che condanna. Da qui, la trama si reticola in diverse linee narrative. Gli animatroni originali sono scomparsi, nuovi modelli però appaiono nel vecchio locale abbandonato e hanno intenzioni tremende. Le relazioni tra i personaggi sono diventate sempre più complesse e Vanessa tenta di liberarsi dello spirito del padre che la perseguita continuamente, ricordandole che portare avanti quella tradizione è un suo dovere familiare.

© Google Immagini

Punti di forza e criticità

Il film presenta spunti molto interessanti, considerando anche le tematiche trattate, come il conflitto tra Abby e il mondo adulto, riflesso di un argomento già approfondito nel film, che è il più generico contrasto tra piccoli e grandi, le fragilità di Abby, lo spirito di sacrificio, il dolore e i traumi di Vanessa. Nonostante l’abnorme successo del film campione di incassi, la pellicola è stata criticata e ritenuta banale e deludente. Effettivamente, come film horror lascia un po’ a desiderare. Nonostante le buone premesse del primo capitolo, Freddy’s 2 presenta pochi jumpscare e anche la trama risulta essere un po’ ripetitiva. Tuttavia, il film mantiene vivo l’interesse grazie al finale, che apre nuove prospettive forse più interessanti per il terzo capitolo: la figura di Vanessa assume un ruolo oscuro e minaccioso, suggerendo che il prossimo film potrebbe esplorare meglio la sua identità e i suoi traumi, giungendo forse ad una trasformazione radicale di un personaggio di per sé positivo. Il finale prepara quindi il terreno a nuove minacce, confermando che l’universo di Freddy Fazbear è ancora tutto da esplorare.

© Google Immagini

Lascia un commento