Un polpo alla gola: una storia di crescita, bullismo e senso di colpa nel graphic novel di successo di Zerocalcare

Dopo quasi venti ristampe, a 14 anni dalla prima edizione, Un polpo alla gola, di Zerocalcare, è considerato il graphic novel più di successo dell’autore che, con ilarità e leggerezza grafica, ci porta a riflettere sull’origine dei traumi, del dolore e del senso di colpa. 

*ATTENZIONE: LA RECENSIONE CONTIENE NUMEROSI ED IMPORTANTI SPOILER*

© @dark.passengers.photo (IG)

Trama

Un polpo alla gola di Zerocalcare è la storia di tre amici – Zero, Secco e Sarah – che, da adulti, si ritrovano per affrontare un segreto che li lega fin dall’infanzia. La narrazione è spezzata in tre momenti della loro vita: l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. La storia esplora i temi del senso di colpa, del rimorso e delle conseguenze che gli eventi passati hanno sulle loro vite, rappresentando il senso di colpa come un “polpo” che stringe la gola. 

L’infanzia

Zerocalcare, nella prima parte del racconto dedicata all’infanzia, ci mostra il protagonista assieme ai sue due migliori amici, Secco e Sarah, affrontare una sfida rischiosa e contro le regole al solo scopo di essere integrati nel gruppo e non diventare dei reietti. Una sfida stupida che avrà delle ripercussioni importanti nel protagonista: beccati in flagrante dalla severa maestra Arbizzanti, Zerocalcare mentirà, incolpando Sarah per il misfatto. Questo porterà a delle importanti conseguenze sia su sé stesso, provando per la prima volta un opprimente senso di colpa rappresentato come un polpo aggrappato al suo collo, sia sugli altri protagonisti della storia: Sarah, arrabbiata per l’accaduto, arriva alla conclusione che ad avere fatto la spia sia stata Giulia Cometti, una compagna di classe per la quale non nutre una particolare simpatia. Intenta a vendicarsi, riesce ad accaparrarsi, con l’aiuto di Secco, il diario segreto della ragazza, rivelando a tutti i compagni i suoi segreti più profondi, come la sua cotta per il misterioso “Tenebroso”.

Una bugia raccontata. Un polpo che si aggrappa alla gola. È così che nasce il senso di colpa. 
L’infanzia raccontata da Zerocalcare è l’infanzia di tutti. Il punto di inizio di quei traumi che poi rimangono per il resto della vita. Gesti innocenti che si tramutano in condanne, i cui unici imputati siamo noi stessi. Colpe scaturite da atti infantili che, per leggerezza d’ignoranza, non tengono conto delle inevitabili ripercussioni dal tratto indelebile su di sé e su chi ci sta attorno. 
Il bullismo domina l’ostile ambiente scolastico, intimando l’istinto di integrazione e sopravvivenza a compiere gesti estremi e crudeli, al solo scopo di non soccombere alla macchia della crudeltà. Macchia che, inevitabilmente, è comunque destinata a propagarsi ed insinuarsi nei rapporti, infangando il destino dei personaggi. 

L’adolescenza

A sedici anni, Zerocalcare è travolto dal pieno sconvolgimento adolescenziale, preda di etichette che lo costringono a un modello di persona da rispettare, alle volte in contrasto da ciò che lui vorrebbe essere. È in questo momento particolare della vita, che subentra la necessità dell’accettazione. Sentimento particolarmente sentito in un periodo pieno di cambiamenti, sia fisici che emotivi. 
Il protagonista, insieme al suo amico di sempre Secco, affronta nuovamente una sfida stupida, alla quale si aggiunge anche Sarah, verso la quale prova un opprimente senso di colpa per la bugia raccontata durante l’infanzia. In una particolare occasione, i ragazzi si interrogano anche sull’assenza di Alexandra, fidanzata di Steph, sorvegliante e figlio del preside. A rispondere a questa loro curiosità, ci pensa la professoressa Arbizzanti, raccontando loro particolari sulla vita passata di Steph, fra amicizie sbagliate e sparizioni misteriose. Durante la sfida, i tre ragazzi vengono aggrediti da Corrado, bullo divenuto ormai incontrollabile. Amareggiati per l’esito della prova, dubbiosi sul loro successo, temono che questo fallimento possa influenzare il percorso verso il raggiungimento dell’età adulta. Nonostante ciò, riescono a portare a casa un piccolo premio, che subito viene sequestrato dalla professoressa Arbizzanti. 

È durante questa fase della vita che si realizza e concretizza il vero e proprio significato del termine bullismo: il bullo è un bambino cattivo che crescendo sceglie di non cambiare; la vittima è una bambina bullizzata che soccombe alla costante e passata umiliazione (come Giulia Cometti), scegliendo inconsciamente di non uscire dall’oblio della disperazione.
L’adolescenza è un periodo complesso; da un lato il sentimento di invincibilità che porta a credere di essere indomabili, come lo sono gli adulti; dall’altra un’estrema fantasia ancora infantile che porta ad ingigantire le piccole cose. 
Il passaggio da infanzia e adolescenza è anche rappresentato dalla sottile differenza fra integrazione e accettazione: integrarsi significa crearsi a spintoni uno spazio nell’oceano sociale; farsi accettare significa adattarsi al costante ondeggiare delle onde, riuscendo a rimanere a galla grazie al salvagente fatto di etichette pre impostate e mode convenzionali.  

© Bao Publishing

L’età adulta

Il fumetto prosegue dodici anni dopo. I ragazzi sono ormai cresciuti e devono fare i conti su ciò che sono diventati; si ritrovano tutti assieme prima al funerale della professoressa Arbuzzanti, poi ad un rito di commemorazione nella scuola dove sono cresciuti, in cui l’armadietto della professoressa viene aperto, rivelando tutti i segreti che per anni sono stati sequestrati dalla docente. Qui si scopre che il famigerato “Tenebroso”, amato da Giulia, non era altro che il bullo Corrado; era convinta di poterlo salvare, donandogli il suo amore. 
Zerocalcare recupera gli oggetti a lui sequestrati e, assieme ai compagni, grazie al racconto dell’inserviente Pino su quanto accaduto realmente ad Alexandra, decidono di andarla a salutare, realizzando che non era mai scomparsa nel nulla, come la fantasia frivola dell’adolescenza li aveva portati a credere,  ma semplicemente se ne era andata. Amareggiati per la scoperta, avendo compreso che il fascino del mistero era solo un’illusione infantile, i ragazzi tornano quindi alle loro vite da adulti, non prima di essersi resi conto di aver perso nuovamente un pezzo della loro infanzia. 

I tre protagonisti iniziali si trovano dunque allo stesso punto in cui la storia è iniziata, ripercorrendo i sentieri che hanno permesso al polpo di Zerocalcare di incollarsi alla sua gola. Alla fine, dopo anni di sensi di colpa, il protagonista prende il coraggio per rivelare il suo segreto a Sarah. Alla ragazza non interessa ciò che è accaduto realmente, anche perché il suo intento di distruggere la vita di Giulia Cometti ha avuto successo. Il protagonista si rende così conto di aver ingigantito la sua colpa senza un reale fondamento, trascinandosi per anni un peso che avrebbe potuto essere ben più leggero di quanto non lo sia stato in realtà.

Questo è un punto di riflessione importante che porta a comprendere quanto spesso siamo noi stessi gli unici in grado di rendere gli eventi e i problemi più grandi ed opprimenti di quanto lo siano per davvero. Inoltre, questa ultima fase del fumetto ci mostra quanto i traumi dell’infanzia possano condizionare l’intero corso della vita, la personalità e la percezione di sé stessi. 
Il riscatto personale non è un processo scontato ma il risultato di perseveranza e coraggio che, nei protagonisti, mancano totalmente; ognuno di loro sceglie di restare fedele all’etichetta che l’infanzia e l’adolescenza hanno plasmato per loro, rendendo la fase adulta una conseguenza inevitabile dell’immagine che hanno deciso di mantenere. 

Il finale

Sul finale, ogni mistero viene a galla, portando il lettore a comprendere che ognuno di noi nasconde dentro di sé traumi e segreti che nessuno può vedere. Un’oscurità opprimente, cresciuta nell’ombra dei traumi e nutrita dal silenzio di colpe troppo grandi da esprimere. Un polpo che diventa piovra, troppo grande per essere domato. 
Ognuno è artefice del proprio destino; le scelte personali sono le sole che identificano la persona che vogliamo diventare. I traumi che viviamo possono anche tracciare una linea distorta di chi potremmo essere, ma siamo noi a scegliere di seguirne traccia, troppo ciechi, pigri oppure codardi per trovare il coraggio cambiare il tratto e modificarne la sfumatura.

Lo stile

Essendo un fumetto, la storia viene rappresentata con una serie di dialoghi e disegni stilizzati. Le linee sono tondeggianti, i volti allungati e il tratto è sporco mentre il tono delle parole è autoironico e dialettale. Gli unici colori ad essere utilizzati sono il bianco e il nero.
Lo stile autobiografico dal quale l’autore prende spunto si fonde alla cultura popolare, aggiungendo un tocco di pop e sarcasmo, donando alla lettura un’aspetto delicatamente spietato e intelligente. 
In questo volume, i personaggi popolari che influenzano la coscienza di Zerocalcare sono David Gnomo, He-Man, Lord Fener e i tre porcellini.

Successo letterario e ultime uscite dell’autore

Dopo più di 14 ristampe, Un polpo alla gola è considerato un cult letterario. Dal 4 novembre è disponibile anche il formato tascabile nella collana Chihuahua della casa editrice Bao Publishing. 
Il 5 novembre 2025 è uscito il suo ultimo progetto editoriale Nel nido dei serpenti, mentre nel 2026 è prevista l’uscita della terza serie TV ispirata ai suoi fumetti su Netflix.

© Netflix

L’autore

Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, è un fumettista italiano. Realizza i suoi primi lavori appena dopo le scuole superiori realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova del 2001. Ha collaborato con il quotidiano Liberazione e con le riviste Carta, Repubblica XL e Internazionale.
Del 2011 è il suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, pubblicato prima da Edizioni Graficart e poi da Bao Publishing che continuerà a pubblicare i suoi successivi lavori, come Un polpo alla gola (2012), Ogni maledetto lunedì su due (2013), Dodici (2013), Dimentica il mio nome (2014), L’elenco telefonico degli accolli (2015), Kobane calling (2016), Macerie prime (2016), La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (2019), Scheletri (2020), A babbo morto (2020), Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia (2021), No sleep till Shengal (2022), Animation Art Book (2023), Enciclopedia Calcarea (2023), Quando muori resta a me (2024), Nel nido dei serpenti (2025).
Dalle sue opere sono state tratte serie TV NetflixStrappare lungo i bordi (2021), Questo mondo non mi renderà cattivo (2023).

© Wikipedia

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