Autismo: comprendere l’autismo attraverso lo stimming e il masking

Torna la rubrica sullo spettro autistico, con il suo decimo appuntamento dedicato ai comportamenti di stimming e masking. Lo stimming calma e protegge, il masking consuma e ferisce: due realtà che raccontano l’autismo. È col fine di calmarsi che una persona autistica fa stimming. In italiano “stereotipie” o “movimenti ripetitivi autoregolatori”.
Si tratta di quei movimenti volontari, a differenza dei tic, che le persone fanno quando percepiscono il bisogno di ricerca sensoriale o quando sentono il principio di un sovraccarico e vogliono calmare i sensi. Lo stimming può variare da persona a persona, poiché ognuno ha il suo personale modo di autoregolarsi. Nella maggior parte dei casi si tratta di movimenti sottili e delicati, personali e intimi, quasi impercettibili. Può trattarsi di giocare con bracciali e collane, mordicchiare una penna, arrotolare una ciocca di capelli, grattarsi un braccio, ecc. Ma anche schiarirsi la voce molto spesso, mordersi l’interno delle guance o labbra, sbattere le ciglia, fare versi o canticchiare. Lo stimming può essere davvero qualsiasi cosa. Molte persone cercano di fermarlo, insegnando alle persone nello spettro a evitare di mettere in atto questo comportamento, perché viene strano, imbarazzante e insensato.

In realtà, non c’è nulla di più sbagliato. Lo stimming, infatti, è fondamentale per una persona autistica: serve a regolare la propria sensorialità e riuscire a sopportare e a gestire determinate sensazioni. Ha un effetto benefico sul sistema nervoso

9. Stimming e Masking: Comprendere l'Autismo
© Ai generated

Il disagio

Spesso chi guarda una persona autistica che fa stimming si sente a disagio. In questi casi, se la persona autistica si rende conto di tale disagio fa masking, ovvero, maschera, nasconde il suo essere autistica, con un dispendio di energie enorme e anche doloroso. È la negazione di se stessi, pur di essere accettati dalla società ed evitare il giudizio. È alienante, perché vengono negate le difficoltà, per non essere visti come “strani”. Ogni movimento che potrebbe essere visto come buffo viene corretto, ma in realtà questo potrebbe essere salvifico per una persona autistica.

9. Stimming e Masking: Comprendere l'Autismo
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Cosa avviene in realtà dopo il masking?

Se a primo impatto può essere visto come un modo per essere accettati dalla società, in realtà il masking è pericoloso e molto dannoso per la salute della persona autistica, perché è un succhiatore di energie e ciò porta a crisi di meltdown e shutdown che se perpetrate nel tempo conducono al burnout autistico. La paura del giudizio, la depressione, l’ansia sono solo alcune delle comorbilità.
Poi, se l’autismo viene diagnosticato solo una volta diventati adulti, come di frequente accade per le donne, ci sono i disturbi di personalità che vanno ad aggiungersi, ma anche problemi legati al sonno, all’alimentazione e i disturbi gastrointestinali che limitano tantissimo sull’alimentazione e sul rapporto col cibo, spesso conflittuale, dovuto alla presenza di selettività alimentare. Ogni cibo viene percepito in modo soggettivo per consistenza, gusto, colore e odore, portando o a percepire un determinato cibo come cibo di conforto o alla sua totale repulsione

9. Stimming e Masking: Comprendere l'Autismo
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Nel prossimo appuntamento, parleremo del tema dell’inclusione e della sensibilità sensoriale.

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