The Beauty: la nuova serie body horror in arrivo su Disney Plus

La nuova terrificante serie body horror The Beauty, di Ryan Murphy e Matt Hodgson, è in uscita  su Disney+ a partire dal 22 gennaio 2026. I primi tre episodi debuttano proprio in questa data, seguiti da uscite settimanali ogni giovedì.

The Beauty affascina e trascina lo spettatore con sé in un mondo che potremmo definire distopico, ma che allo stesso tempo rappresenta fedelmente la società contemporanea, affrontando così alcuni temi oggi più attuali che mai. Il cast presenta nomi come Evan Peters, noto principalmente per il ruolo di Tate Langdon nella celebre serie American Horror Story, e Rebecca Hall, (The Town, Vicky Cristina Barcelona, Godzilla vs. Kong), i quali interpretano Cooper e Jordan, due agenti dell’FBI che indagano sulla morte di alcune modelle, accomunate da importanti interventi di chirurgia estetica ai quali si sono sottoposte, e dal fatto che, al momento della loro morte, i loro corpi abbiano avuto delle reazioni scientificamente inspiegabili, bruciando dall’interno. Ashton Kutcher è invece Byron Forst, imprenditore dai piani diabolici, mentre Anthony Ramos è il suo fedele scagnozzo. Il cast conta anche Isabella Rossellini, una delle più grandi icone del cinema italiano. In conferenza stampa Peters e Ramos hanno ammesso che per interpretare i loro ruoli, e per soddisfare le scene di combattimento, la preparazione fisica e atletica è stata molto faticosa e provante.

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Le tematiche

Come anticipa il titolo stesso, il tema sul quale è incentrata la serie è la bellezza. Quanto è diventato importante oggi essere belli? Cosa saremmo capaci di sacrificare pur di risultare socialmente accettabili e rispecchiare degli standard di bellezza sempre più irraggiungibili? Queste sono solo alcune delle domande che la serie pone, e alle quali risponde estremizzando in chiave horror le conseguenze di scelte fatali. L’ossessione per la perfezione è una tematica senza tempo. Possiamo solo accennare ad alcuni dei titoli che hanno riscosso un enorme successo: tra questi c’è sicuramente La morte ti fa bella, film del 1982 diretto da Robert Zemeckis, in cui un magico elisir di lunga vita dona bellezza divina e giovinezza eterna. Del 2024 è invece The substance della regista Coralie Fargeat, film che mette luce sulle conseguenze disastrose della ricerca ossessiva di perfezione da parte dell’attrice Elisabeth Sparkle (Demi Moore). Tuttavia, The Beauty svela un mondo ancora più orrorifico: qui la smania di bellezza non appartiene solo al mondo delle celebrità, come accadeva in The Substance: le persone comuni, sentendosi rifiutate dalla società, dall’amore, dallo specchio stesso, lasciano il loro corpo per “rinascere”, subendo una trasformazione fisica radicale, che credono sia la soluzione alla loro infelicità, ma che avrà conseguenze a dir poco terrificanti.

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Le città protagoniste della serie

I personaggi della serie si muovono in un thriller internazionale, che attraversa New York, Parigi, Roma e Venezia. Proprio a proposito delle scene girate in Italia, il cast si è espresso in modo molto entusiastico. Infatti, così come ammesso da Rebecca Hall e Evan Peters in conferenza stampa, è stato per loro magico e di grande importanza avere la possibilità di girare una scena ai Fori imperiali e, di notte, alla Fontana di Trevi, che Hall ha ricordato come un luogo di inconfondibile memoria felliniana.

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Distopia o realtà?

Durante la conferenza stampa, il dibattito si è focalizzato sul rischio che oggi le nuove generazioni corrono, con il timore di non essere mai abbastanza, perché costantemente bombardati da riferimenti stereotipati di bellezza, e su come l’intelligenza artificiale, giorno dopo giorno,finisca per distorcere ulteriormente la percezione del corpo e dell’identità, creando un’allucinazione collettiva in cui non si è nemmeno più capaci di distinguere il vero dal falso.
In una delle scene più emotive della prima puntata, Cooper e Jordan parlano di quelle che sono le loro insicurezze estetiche. Cooper crede che siano le imperfezioni a renderci umani e che si debbano accettare piuttosto che rimuginarci sopra o ricorrere alla medicina estetica. Proprio in riferimento a ciò, cita il kintsugi, un’antica arte giapponese di restauro che ha lo scopo di riparare oggetti rotti, rimettendo insieme i pezzi e riempendo le crepe con l’oro. Vedere il bello anche nelle rotture, negli squarci, mettere in evidenza ed essere fieri dei propri difetti piuttosto che nasconderli, aggiunge valore alla persona stessa ed è l’idea verso la quale si dovrebbe tornare per frenare la tensione incessante all’ideale di perfezione, che, oggi più che mai, assume i contorni di una vera e propria malattia culturale.

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